Tajan - The Gallery, luogo che si impegna a sostenere e promuovere la creazione artistica sotto l'egida dell'omonima casa d'aste, ci offre qui l'opportunità di scoprire un altro aspetto dell'arte attuale, con una mostra dedicata alla pittura figurativa contemporanea: "The Studio - Merci Matisse ".
Matisse non ha certo bisogno di presentazioni. Il geniale artista ha rivoluzionato la pittura con il suo uso del colore e della forma. Questa mostra è un'opportunità per vedere l'eredità del suo lavoro nella giovane creazione francese, attraverso il tandem di Garance Matton e Pierre Bellot.
Pierre Bellot si è laureato all'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Abituato a una tavolozza ristretta, lavorando su sfumature e contrasti, ridefinisce le forme con il colore puro, come Matisse. Lavora da fotografie o archivi personali raccolti attraverso le esperienze e dà loro una nuova direzione. La mostra è l'occasione per scoprire questo lavoro di riappropriazione personale e creativa.

In L'Atelier Intérieur, immaginiamo un muro popolato di queste immagini e idee che hanno ispirato l'artista. Ci sono elementi che attraversano il suo lavoro, e il lavoro finisce per ricordarci il muro di riproduzione dello studio di André Breton al Centre Pompidou.

Room, invece, è un'immagine più moderna, come un modello tridimensionale dello spazio interno sul supporto bidimensionale della tela. Bellot gioca con lo spazio e questa volta dà un'aria di ventunesimo secolo ai colori piatti presi in prestito da Matisse.

In Le Salon ritroviamo ancora tracce di Matisse per il quale sappiamo quanto fosse importante il motivo della finestra. Qui sembra che la tela bianca e le pareti rivestite di volti si siano misteriosamente scambiate i ruoli.

Infine, in Composition dans l’atelier, Bellot prosegue nel suo universo interiore, dove si incontrano opere completate e incompiute, ispirazioni e pennelli. Come per Matisse, sentiamo l'importanza dello studio per il pittore, che troviamo anche in Garance Matton.
Garance Matton, laureata anch'ella alla Beaux-Arts de Paris, nella sua pittura raccoglie stili, riferimenti ed epoche, e basta uno sguardo per identificare il dialogo che quest'artista intrattiene con i suoi predecessori: Fra Angelico, Giorgio de Chirico, René Magritte, Hans Arp o più recentemente Eduardo Arroyo, e soprattutto David Hockney. Ma nella selezione esposta da The Gallery c'è soprattutto un'atmosfera che ci ricorda, ancora una volta, l'imbattibile Henri Matisse. C'è lo stesso amore per il colore, oltre a una lucentezza luminosa.

Tra le opere esposte c'è L'Atelier à Poush, un grande doppio ritratto in cui l'artista si riconosce nel suo studio. In tuta, sulla soglia di casa, l'artista fissa lo spettatore e lo guarda con franchezza. I minuziosi dettagli non impediscono la sintesi della messa in scena, dove ogni elemento trova il suo posto. Sapientemente composto, questo dipinto è come un enigma da decifrare.

Garance Matton continua su questa idea in The Studio, dove l'arrangiamento richiama la pittura metafisica di Giorgio de Chirico, in una scena che gioca con la prospettiva e che ignora la realtà tangibile. Quasi come un sogno, l'opera diventa un segreto indecifrabile che ricorda l'enigmatico surrealismo di René Magritte.

Infine, The Game è un meticoloso autoritratto che la mostra seduta, pensante, e forse anche perplessa, di fronte a una scacchiera vuota. L'opera dà l'impressione di essere una finestra aperta sullo spirito dell'artista al lavoro, come con Pierre Bellot. Così, nonostante le differenze, dall'accostamento di questo duo Matton-Bellot, con Matisse al centro, emergono punti di convergenza. Dimostrando quindi che la tradizione artistica rimane importante per gli artisti oggi, la mostra in definitiva rende innegabile la promettente rinascita dell'arte contemporanea francese, in particolare dell'arte figurativa. La mostra può essere visitata già su appuntamento all'Espace Tajan, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 19.00.
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