Cresciuto in una ricca famiglia di imprenditori, Christian Dior prese la saggia decisione di interrompere gli studi di scienze politiche iniziati su spinta del padre, un produttore di fertilizzanti che lo voleva ambasciatore. Il giovane aveva un piano diverso: diventare architetto ed entrare negli ambienti artistici parigini. Così lasciò gli studi e, senza una laurea, partì alla conquista di Parigi.

Gloria e bellezza
Nato nel 1905 nel nord della Francia, Christian Dior iniziò la sua carriera con l’apertura di una galleria d’arte nel 1923. Per i primi nove anni, gli affari andarono piuttosto bene: il giovane cominciò a farsi strada nel mondo della moda e incontrò artisti come il poeta Max Jacob e lo scrittore Jean Cocteau. Dopo qualche tempo, approfittò di quei contatti per vendere i suoi primi schizzi a riviste specializzate e grandi maison di moda come Nina Ricci o Balenciaga. Con l’arrivo della Grande Depressione del 1929, però, non ebbe altra scelta che chiudere i battenti e ricominciare da capo lavorando come illustratore per Le Figaro Illustré, prima di servire la Francia durante la Seconda guerra mondiale.

Il suo talento avrebbe spiccato il volo solo dopo la fine del conflitto, nel 1947. Grazie alla sua sensibilità e al sostegno finanziario di Marcel Boussac, imprenditore tessile soprannominato il "re del cotone", Christian Dior lanciò l’omonima maison quello stesso anno, con la collezione inaugurale New Look. Le sue prime creazioni - gonne a corolla con la vita aderente e poi ampie fino a metà polpaccio - erano modellate, per la prima volta, intorno al corpo femminile. I capi, oltre a trasudare femminilità e avanguardia, evocavano la speranza di giorni migliori, riflettendo i desideri di tutto il popolo francese. Lo stesso anno, lo stilista presentò anche il suo primo profumo, Miss Dior, che avrebbe inebriato il mondo alla velocità della luce.

Re Christian
Frutto di una vocazione tardiva, la prima collezione segnò l’incipit della fama e della fortuna di Dior tanto che l'anno successivo aprì i primi negozi sulla Fifth Avenue a New York, mentre i suoi rivali erano già in affanno. Negli anni '50, decise di creare collezioni complete declinando i suoi disegni in una gamma di capi d’abbigliamento, cappelli, accessori e profumi. Poi, divenne il primo couturier ad essere sulla copertina della rivista Time e per molto tempo fu responsabile della metà degli export francesi nel settore della moda. Ovviamente, conquistò anche l'attenzione delle grandi attrici dell'epoca come Marilyn Monroe, Rita Hayworth e Marlene Dietrich. Quest’ultima costrinse addirittura i produttori dei suoi film a vestirla solo con le sue creazioni, coniando la storica frase: "No Dior, no Dietrich".

Instancabile lavoratore, Christian Dior finì per spingersi oltre suoi limiti fisici e ammalarsi. Nel 1956, dopo soli dieci anni, lasciò la maison e si ritirò in un castello per scrivere le sue memorie. L'anno seguente morì di infarto a Montecatini, in Italia. Alla guida di Dior si sarebbero succeduti Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré, Marc Bohan e, più recentemente, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri, la prima donna a capo della maison.
Prima gli affari
A poco più di 70 anni dal debutto, la maison ha più di 70.000 dipendenti in tutto il mondo e gode ancora di un'immagine di lusso e raffinatezza, anche grazie al leggero restyling degli ultimi direttori artistici. Il suo successo è anche dovuto alla capacità di penetrazione nel mercato del lusso asiatico, così come alle fruttuose collaborazioni con icone della moda come Monica Bellucci, Natalie Portman e Jennifer Lawrence.
Oggi il marchio Dior è nelle mani della famiglia Arnault, che detiene anche una quota del 40,9% di LVMH. Rispetto alle prime collezioni, i quasi 200 negozi sparsi per il mondo propongono calzature, haute couture, prêt-à-porter per uomo e donna e gioielli, tanto che nel 2016 il fatturato ha raggiunto i 1,94 miliardi di euro e un margine operativo del 13,1%.

I prodotti più iconici del marchio sono la famosa borsa Lady Dior, creata nel 1995, il rossetto Addict, l'eau de toilette Eau Sauvage, prodotta dal 1966, e il più recente J'adore. I pezzi più straordinari della maison sono esposti al Musée Dior di Granville, ospitato nella casa d'infanzia del designer.
