Nella sua forma originale, lo specchio è un fenomeno naturale noto anche agli animali. L'acqua è la superficie dei riflessi ed è stato forse guardandosi in uno stagno che i nostri antenati sono rimasti sorpresi dal loro stesso riflesso. Miti e storie, come quello del cacciatore greco Narciso, ce lo ricordano oggi. La comparsa dei più antichi specchi è difficile da datare, ma in Anatolia sono stati trovati pezzi di ossidiana lucidi e riflettenti risalenti al 6000 a.C.

Lo sviluppo della metallurgia in Egitto e Mesopotamia permise a queste civiltà di progettare specchi in bronzo e rame, in seguito i romani impiegarono piombo e argento. Lo specchio era quindi un oggetto costoso da fabbricare e solo i più ricchi potevano permetterselo. Ci sono anche fonti che fanno riferimento agli antichi artigiani di Sidone, il che indica che crearono specchi in vetro probabilmente rivestiti di metallo. I più antichi manufatti conservati oggi risalgono al III secolo d.C. circa.
Fu solo nel Rinascimento che apparve lo specchio come lo conosciamo: una superficie di vetro liscia coperta da uno strato di stagno o mercurio. Venezia è il luogo dove vennero realizzati gli esemplari più belli, sebbene il possesso fosse ancora limitato ai ricchi. Lo specchio divenne un oggetto di lusso e gli artisti lo adottarono rapidamente per scopi simbolici, come il famoso specchio curvo ne "Il ritratto dei coniugi Arnolfini" di Jan van Eyck (1434). Qui lo specchio crea un'espansione dello spazio pittorico, mentre forse simboleggia anche la purezza della sposa.

Il successo dello specchio crebbe rapidamente e i suoi usi si moltiplicarono. Con le nuove abitudini sociali, lo specchio divenne sinonimo di prestigio e l'arte della "toilette" si sviluppò considerevolmente. Come oggetto di lusso lo specchio non aveva eguali, motivo per il quale Luigi XIV lo scelse come materiale chiave per il suo palazzo a Versailles. La Manufacture des Glaces, fondata nel 1665, fu responsabile della produzione per la Sala degli Specchi della Grande Galerie, che ancora oggi incanta i visitatori di Versailles. La monumentalità delle pareti evocava l'importanza e il fascino del sovrano e la realizzazione delle grandi superfici vetrate era una vera prodezza tecnica.

Nel XVIII secolo, gli specchi erano comunemente collocati in cornici dorate e decorate o integrati in mobili e architetture e solo nel corso del 1800 divenne un oggetto popolare grazie agli sviluppi tecnici e in particolare la sostituzione del mercurio tossico con l'argento. La diffusione dello specchio provocò un'importante evoluzione nella percezione di sé e della realtà, riflessa in dipinti come "Il bar delle Folies-Bergère" (1882) di Édouard Manet. Attraverso lo specchio, lo spettatore riesce a vedere esattamente ciò che vede la ragazza al bancone ma anche altri dettagli della scena. Il filosofo Maurice Merleau-Ponty descrisse questo fenomeno come "lo strumento di una magia universale che trasforma le cose in occhiali, gli occhiali in cose, io negli altri e gli altri in me". Nel XX secolo, lo specchio trovò il suo posto in ogni casa e gli artisti moderni lo usarono come supporto per la loro creatività. Piatti, convessi o concavi, gli specchi sono diventati indispensabili in innumerevoli campi, tra cui medicina, fotografia, fisica e meccanica.
Lo strumento di una magia universale che trasforma le cose in occhiali, gli occhiali in cose, me negli altri e gli altri in me.
Al giorno d'oggi, molti specchi vengono regolarmente offerti sul mercato. La maggior parte sono disponibili a partire da poche migliaia di euro, ma alcuni pezzi importanti raggiungono prezzi record: nel 2004, uno specchio in stile Giorgio II, creato da William e John Linnell nel 1752, è stato venduto per 1.575 milioni di dollari da Christie a New York.

Il vero record però appartiene all'artista e designer francese Claude Lalanne (1927-2008): durante la vendita di Pierre Bergé nel 2009, un gruppo di specchi di Lalanne, ricoperti in bronzo dorato e foglie di rame zincato, è stato venduto per 1.857 milioni di euro da Christie's Parigi. Nel 2018, in un'altra asta di Pierre Bergé, un "Miroir de Tanger" (1999), commissionato a Lalanne da Yves Saint-Laurent, è stato venduto per 909.000 € da Sotheby's.
Anche gli esemplari antichi sono molto popolari: nel 2014 uno specchio egiziano risalente al 1550-1425 a.C. è stato venduto per 137.000 $ da Christie's New York, e nel 2018 uno specchio di bronzo della dinastia Qing è stato venduto per € 156.000 nella stessa casa d'aste a Parigi. Infine, anche la storia individuale di un oggetto può influire sul suo prezzo: il 10 dicembre 2018, uno specchio senza troppe pretese ma appartenuto a Edward John Smith, comandante del Titanic, ha raggiunto le 2.800 sterline da Richard Winterton Auctioneers.
