Con 25 Paesi rappresentati da ben 134 gallerie, Art Paris rinnova la sua intenzione di essere sia una vetrina internazionale sia un evento nazionale desideroso di sostenere l'eccellenza francese. Dal 2018, infatti, Art Paris si avvale di un curatore che seleziona progetti di artisti francesi in relazione a un tema definito. L'edizione 2023 non fa eccezione alla regola: Marc Donnadieu presiederà Art & Engagement.

Forte del suo successo, Art Paris può contare sulla presenza di numerose gallerie che hanno deciso di rinnovare la loro presenza in fiera: il 33% degli espositori fa il suo ritorno, tra cui importanti gallerie come Almine Rech, ma anche Continua, Mennour, Perrotin, Templon, Nathalie Obadia e Lelong & Co.
Di tutti gli espositori, il 60% è francese e il 40% è straniero: una distribuzione che offre un'ampia panoramica della scena artistica internazionale e permette ai talenti francesi di emergere. Con il ritorno delle gallerie Derouillon, Dina Vierny, Catherine Putman, Maria Lund, Anne-Sarah Benichou e la nuova arrivata, la galleria Maia Muller, alcuni dei più importanti marchi francesi saranno presenti accanto a gallerie regionali.

Dall'estero, diversi Paesi sono rappresentati per la prima volta ad Art Paris: il Cile con AMS, l'Uganda con Afriart, la Romania (Gaep) e il Libano (Saleh Barakat Gallery). Saranno presenti anche la Turchia (Martch Art Project e The Pill), il Marocco (Comptoir des Mines e Atelier 21) e la Corea (H.A.N. Gallery, Gallery Woong, Simon Gallery e 313 Art Project), oltre a una serie di nuovi arrivati provenienti da tutti gli orizzonti.
L'arte moderna non sarà da meno con il ritorno delle gallerie Ditesheim, Zlotowski e Repetto e la prima partecipazione di Retelet (Monaco); parallelamente, la fotografia avrà il suo spazio con Bigaignon e Fisheye Gallery, e il ritorno di Camera Obscura.

Questa edizione 2023 è strutturata intorno a due temi principali: uno è presieduto da Marc Donnadieu, un curatore indipendente che presenta Arte e impegno attraverso 20 artisti francesi da lui selezionati. Questo tema non potrebbe essere più attuale oggi, oltre a essere fonte di ispirazione per molti artisti contemporanei. Marc Donnadieu non manca di sottolinearlo: "Ci sono opere [...] che ci costringono alla lucidità, all'emancipazione, all'empatia e ci obbligano ad aprire gli occhi sull'arte come sul mondo, sulla sua storia o sulla sua attualità. È questo impegno degli artisti e delle loro opere che desidero sottolineare di fronte all'oscurità che vela il cielo dei nostri giorni.

Il secondo tema del 2023 è l'Esilio. Amanda Abi Khalil, fondatrice della TAP (Temporary Art Platform) di Beirut, è anche una curatrice indipendente e ha avuto il difficile compito di articolare questo tema complicato ma importante con una selezione di 18 artisti internazionali.

Oltre a questi due temi, i visitatori potranno scoprire diverse mostre eccezionali sparse per tutta la fiera, con il "Solo Show", che comprende sedici mostre personali, ognuna dedicata a un artista moderno, contemporaneo o emergente, e il "Duo Show", dove una dozzina di gallerie hanno sapientemente elaborato dialoghi storici o intergenerazionali tra due artisti (René Magritte e Marcel Mariën, per esempio, alla Galerie Retelet o Mircea Stănescu e Damir Očko alla Gaep).

Per quanto riguarda la scena emergente, Art Paris ha deciso di rinnovare il settore "Promesse", uno spazio dedicato alle gallerie promettenti con meno di sei anni di vita. Quest'anno sono nove.
Infine, Art Paris dimostra il suo impegno non solo nei temi, ma anche nel design: dal 2022, Art Paris si affida a un approccio di eco-design basato sull'analisi del ciclo di vita (LCA), una novità assoluta nel mondo delle fiere d'arte.
Con un simile programma, la 25a edizione di Art Paris promette di essere un evento memorabile per la scena dell'arte moderna e contemporanea.



