Si sente spesso parlare di antiquari che falliscono a causa della mancanza d'interesse per ciò che vendono. Allo stesso tempo, i prezzi di quegli oggetti antichi che una volta venivano venduti all'asta, sono diminuiti a livelli mai visti prima nel corso degli ultimi vent'anni. Davvero una tristezza. Ma qual è il futuro di questi vecchi e impolverati mobili marroni? Cosa ci immaginiamo quando pensiamo agli oggetti d'antiquariato?

Ciò che crediamo non rispecchia la realtà: questa tendenza sembra essere totalmente cambiata negli ultimi anni. Il surriscaldamento globale che scioglie le calotte polari, le inondazioni che affliggono le coste e le tempeste che distruggono intere città, hanno forse rinnovato un certo interesse per gli oggetti d'antiquariato. Su Barnebys, le vendite di mobili nel 2018 sono aumentate del 32% rispetto all'anno precedente. L'interesse è aumentato soprattutto tra le persone di età inferiore ai 45 anni: la maggior parte proveniente dalla generazione Y e dalla generazione Z - in quel delicato momento in cui molte persone acquistano e arredano la loro prima casa.

Ciò che ha innescato questa ripresa del mercato di seconda mano di mobili antichi, abiti e accessori vintage e oggetti per la casa usati, è proprio il fatto di essere più attenti e rispettosi nei confronti dei cambiamenti climatici. Il second hand market è spesso la prima scelta quando si tratta di acquistare arredo e pezzi di home décor.
Secondo una serie di sondaggi, la casa rappresenta il 20% del nostro impatto ambientale, e il 9% è rappresentato proprio dai mobili che arredano i nostri interni. In altre parole, comprare oggetti di seconda mano non è solo una tendenza ma una necessità se vogliamo modificare il corso della devastazione ambientale in atto.
Le generazioni che sempre più di frequente evitano di comprare fast furniture (ovvero quei mobili di nuova produzione, ad alto impatto energetico e di scarsa qualità), sono le stesse che rifiutano tutto ciò che è il fast fashion. Gli abiti sono stati a lungo un mezzo per comunicare e trasmettere personalità e status sociale ma, negli ultimi tempi, come molte persone sanno, l'industria della moda crea grandi problemi ambientali, soprattutto da quando i consumi sono aumentati.

La rapidità della produzione di abiti a basso costo crea inquinamento e i materiali non riciclabili utilizzati nella produzione danneggiano il nostro ambiente. Inoltre, lo shopping online, aumentato notevolmente negli ultimi anni, presenta altri svantaggi sotto forma di tutti gli imballaggi realizzati quasi esclusivamente in plastica.
Questo è uno dei motivi per i quali il mercato dell'usato, in cui vengono venduti prodotti di alta qualità a una frazione del prezzo originale, sta scalando nuove vette. Secondo la piattaforma online per abiti usati, thredUP, il mercato del second hand vale 25 miliardi di dollari e si stima che raddoppierà il suo valore nei prossimi cinque anni, arrivando a circa 52 miliardi entro il 2024. Il rapporto mostra in maniera significativa che la crescita è dovuta, ancora una volta, alla generazione Y e alla generazione Z, il cui consumo di beni di seconda mano è 2.5 volte superiore a quello di un consumatore tipico.

La sostenibilità è sicuramente uno dei motivi principali della crescita del mercato di seconda mano, ma anche la pressione dell'apparire portata dai social media sta giocando in maniera incisiva sull'aumento delle vendite nel mercato dell'usato. Poiché i giovani consumatori sono portati a seguire le ultime tendenze, in molti vendono o donano articoli al mercato dell'usato, come testimonia la crescita esponenziale degli ultimi tre anni del second hand rispetto al mercato tradizionale.
Il rapporto mostra anche che i consumatori che sfruttano la gamma di offerte della moda usata hanno in media 28 capi di abbigliamento in meno rispetto a due anni fa. Sembra che l'effetto Marie Kondo abbia ottenuto ottimi risultati: la "moda veloce" non sembra più offrire lo stesso valore di prima, le Generazione Y e Z preferiscono infatti abiti di recupero e marchi rispettosi dell'ambiente piuttosto che abbigliamento di nuova produzione. Questo è uno dei motivi per cui, nel prossimo decennio, si prevede che l'industria dell'abbigliamento di seconda mano crescerà 1.5 volte in più rispetto al settore del fast fashion.




