Dal fidanzamento nel 1925, Mathilde "Quappi" von Kaulbach divenne la musa principale di Max Beckmann. Quappi, figlia minore del pittore Friedrich von Kaulbach, era più giovane di Beckmann di vent'anni. La donna fu ritratta in numerose opere, diventando una presenza centrale nella sua arte. Molti di questi ritratti si trovano in importanti musei come la Bayerische Staatsgemäldesammlung a Monaco, il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid e il Metropolitan Museum di New York, oltre che in collezioni private. Tra queste ultime figura anche Quappi con ombrellino verde del 1938, che guida le aste invernali di Grisebach con una stima di 4-6 milioni di euro.

Senza dubbio, Quappi con ombrellino verde è uno dei ritratti più belli che Beckmann abbia mai dipinto della moglie, raffigurata in una posa rilassata e apparentemente casuale, con un sottile erotismo. La figura scura accanto a Quappi rimane enigmatica. Come sempre, Beckmann dipinse basandosi sulla memoria, in questo caso ricordando un periodo spensierato ormai passato. Anche se Quappi era ancora al suo fianco, le circostanze erano cambiate. Dopo che l’arte di Beckmann fu diffamata dai nazisti come "degenerata" nel 1937, l’artista e Quappi si rifugiarono ad Amsterdam. È probabile che una delle spiagge vicine abbia fatto da sfondo per il ritratto.
Nonostante la sua importanza, Quappi con ombrellino verde è stato esposto solo in due mostre di scarso rilievo, l’ultima nel 1968, il che rende il suo ritorno al pubblico un evento sensazionale.

Dalla tavolozza di Beckmann proviene anche Natura morta con orchidee e pere, che l’artista regalò alla moglie nel 1946. Quappi apprezzò particolarmente l'opera, poiché Beckmann usò i suoi colori preferiti, il verde giada e il rosa. Questa scelta cromatica lo rende quasi un complemento ideale per Quappi con ombrellino verde. Quappi conservò l’opera fino alla sua morte nel 1986.
Entrambe le opere di Max Beckmann saranno messe all’asta nella vendita Opere Scelte, che si terrà il 28 novembre alle ore 18. Tra le altre opere dell’artista in asta figurano Vista della spiaggia dalla terrazza (1935) e il rarissimo Autoritratto in bronzo del 1936, in una fusione postuma.

Tra le sculture in asta spicca anche Busto di donna inginocchiata (Testa femminile inclinata) di Wilhelm Lehmbruck. La scultura sovradimensionata Donna inginocchiata fu realizzata nel 1911 nel suo studio di Parigi. Con la testa allungata e le membra sottili, Lehmbruck introdusse un’estetica completamente nuova. L’introspezione e la vulnerabilità della Donna inginocchiata emergono anche nel busto realizzato l’anno successivo, qui presentato in un calco in cemento rossastro prodotto durante la vita dell’artista.

Tra le opere più antiche della sezione Opere Scelte vi è Mühlental von Amalfi, dipinta intorno al 1830 dal paesaggista Carl Blechen. Tuttavia, l’opera non suscitò entusiasmo tra i contemporanei, che dagli scorci italiani si aspettavano motivi sublimi o romantici. Blechen, invece, dipinse l’Italia come l’aveva trovata nel suo viaggio del 1828-29, scegliendo in questo caso un motivo poco spettacolare: una cartiera lungo un fiume.
Mühlental von Amalfi appartenne nel XX secolo alla famiglia ebrea Goldschmidt. L’ultimo proprietario fu costretto ad abbandonarla nel 1942 emigrando in Sudafrica, lasciandola a Berlino, dove fu confiscata dalla Gestapo insieme a tutti i suoi beni. Dopo la guerra, l’opera passò al governo della Repubblica Federale Tedesca, che l’ha ora restituita agli eredi.

Tra i pezzi di maggior rilievo figura anche Au petit jour di Zao Wou-Ki, un esempio eccellente dello stile informale unico del maestro franco-cinese. Pur essendo solitamente noto per le grandi tele, in questa opera Zao Wou-Ki ha creato una dinamica compatta ma estremamente intensa, che genera un effetto tridimensionale vibrante su uno sfondo luminoso.

Nel 2005, Georg Baselitz ha iniziato con la serie Remix a rivisitare la sua produzione, in particolare i Nuovi eroi e i Nuovi tipi degli anni ’60, che hanno portato alle sue Frakturbilder. Anche l’opera in asta è divisa in due parti: da un lato una figura apparentemente fragile, delineata da sottili tratti, e dall’altro un pettine di colori sfumati, interpretato come simbolo del potere curativo dell’oblio.
Oltre alla sezione Opere Scelte, le aste invernali di Grisebach comprendono Arte del XIX secolo (28 novembre, ore 15), Arte moderna e Arte contemporanea, che saranno battute rispettivamente il 29 novembre alle 11 e alle 18.
Le aste si terranno nella Villa Grisebach, Fasanenstraße 25, a Berlino. L’esposizione di tutte le opere sarà aperta dal 21 al 27 novembre.




