Sono per un’arte che tragga le sue forme direttamente dalla vita, che si intrecci e si espanda fino all’impossibile, e si ingrandisca, e sputi, e sgoccioli, dolce e stupida come la vita stessa.
Artista svedese nato a Stoccolma e naturalizzato americano, Claes Oldenburg è stato uno dei maggiori esponenti della Pop Art e una della figure chiave dell'arte newyorkese negli anni '50 e '60. Nessun altro artista appartenente a questo movimento, neanche i più celebri colleghi Andy Warhol e Roy Lichtenstein è riuscito a creare un corpus di opere pubbliche capace di competere con il suo. Le sue "statue molli" in tessuto e plastica e le sculture giganti decisamente estrose, raffiguranti oggetti di uso quotidiano, vengono considerate tra le più celebri negli USA e hanno affascinato e conquistato New York dalla fine degli anni Cinquanta in poi. Una fra tutte: Lipstick (Ascending) on Caterpillar Tracks, che raffigurava un rossetto montato su una sorta di carrarmato, installata a Yale nel 1969, come satira contro la guerra del Vietnam.

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Da giovane, Oldenburg conobbe l'artista statunitense Allan Kaprow, che fu uno dei fondatori del cosiddetto Happening nonché esponente dell'arte performativa. Questo incontro, insieme a quello con la moglie Coosje van Bruggen, anche lei artista, lo spinse alla sperimentazione di nuove tecniche espressive. Oldenburg realizzò dunque opere nate come denuncia del consumismo alimentare tipico della società americana contemporanea con sculture in gesso dipinto raffiguranti cibo, come hamburger e dolci di vario tipo. In seguito, soprattutto dalla seconda metà degli anni '70, si concentrò su riproduzioni in serie di oggetti di uso comune, con opere monumentali installate in spazi urbani. I suoi lavori venivano spesso presentati di fronte al pubblico, in vere e proprie esibizioni all'aperto.

Una delle sue più celebri performance fu quella intitolata "Il corso del coltello", svoltasi a Venezia nel 1985. Nel 1991 ci fu poi "Binoculars Building", in un'altra "Venezia", la Venice di Los Angeles, in cui l'artista realizzò un edificio a forma di binocolo che dal 2011 ospitò alcuni uffici di Google.
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Le opere di Oldenburg hanno riscosso un certo successo anche nel mercato delle aste: nel maggio del 2009 una scultura, realizzata nel 1976 e raffigurante una gigantesca gomma da cancellare rotonda, intitolata Typewriter Eraser, stabilì un record iniziale raggiungendo 2,2 milioni di dollari da Christie's nell'ambito di un'asta di Arte Moderna e Contemporanea a New York.
Altro lavoro da record: la Clothespin, una mastodontica molletta per panni "conficcata" davanti alla City Hall di Filadelfia nel 1976, in occasione del bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza. Un suo modello, Clothespin Ten Foot (1974), è stato venduto nel 2015 sempre da Christie's a New York per 3,6 milioni di dollari.
L'ultimo show, l'ultima scultura monumentale dell'artista, Dropped Bouquet, ha debuttato l'anno scorso alla Pace Gallery di New York. L'opera consiste in una scultura gigante d'alluminio riproducente un mazzo di fiori colorati gettati a terra, con i petali malinconicamente avvolti su loro stessi, come la metafora di un'arte pop, o magari di una storia d'amore, ormai appassita.

Il visionario Oldenburg, che sin da bambino ha sempre utilizzato la sua fervida immaginazione per creare universi immaginari, ha lasciato questo mondo a 93 anni. Dopo la morte dell'amata moglie, portata via da un tumore nel 2009, l'artista aveva limitato sempre di più le sue apparizioni in pubblico. Recentemente, a causa della rottura del femore in seguito a una caduta, la sua salute era declinata ed è venuto a mancare lunedì 18 luglio nella sua casa studio a New York. Ci lascia tuttavia un'eredità artistica immensa, o meglio, monumentale... come molte sue opere.

