1. SAMO e l'amicizia con Keith Haring
Nato a Brooklyn il 22 dicembre 1960 da padre haitiano-americano e madre portoricana, Jean-Michel Basquiat mostrò un gran talento per l'arte fin da piccolo e trascorse gli anni della scuola frequentando le mostre con i genitori. Basquiat lasciò la scuola prima di diplomarsi e, insieme al collega Al Diaz, iniziò a usare il graffiti tag SAMO (che voleva indicare "Same Old Shit") sugli edifici di New York. Per sostenere la sua arte, vendette per un periodo felpe e cartoline con le sue opere.
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Quando il sodalizio artistico fra Diaz e Basquiat finì, quest'ultimo reagì facendo in qualche modo "morire" SAMO: scarabocchiò SAMO IS DEAD sugli edifici del centro. Lo street artist Keith Haring organizzò persino una finta veglia per SAMO al noto Club 57. I due artisti erano grandi amici. Quando Basquiat morì, Haring creò in sua memoria l'opera A Pile of Crowns, utilizzando la corona simbolica che spesso compariva nei lavori di Basquiat.
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2. Il libro di Anatomia
Da bambino Basquiat venne investito da un'auto e dovette subire un intervento chirurgico per l'asportazione della milza. Durante la degenza in ospedale lesse il libro Anatomy of the Human Body di Henry Gray. Con le sue immagini sinuose, il libro ebbe in seguito una grande influenza sul lavoro di Basquiat.
3. Fusione fra musica Pop e Arte
Nel 1979, Basquiat forma la band Test Pattern, in seguito chiamata Gray. La band si esibisce in numerosi locali notturni. Basquiat rappresentò una fusione tra musica pop e arte; apparve anche come DJ nel video musicale di Rapture dei Blondie.
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4. Dizzy Gillespie, Sugar Ray Robinson e Muhammad Ali
Dizzy Gillespie, Sugar Ray Robinson e Muhammad Ali sono stati spesso i soggetti delle opere neo-espressioniste di Basquiat. Piuttosto che cercare di catturare la loro fisicità, Basquiat ha catturato lo spirito di queste icone. Una volta Basquiat ha commentato: "La persona di colore è protagonista della maggior parte dei miei dipinti. Un giorno mi sono reso conto che non vedevo in giro molti quadri con persone di colore". Fra tutte, ricordiamo in questa sede l'opera Untitled (Boxer) del 1982, che ritrae un vittorioso pugile di colore, venduta da Christie's nel 2008 per 13.522,500 dollari.
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5. Il Griot
Il griot, storico poeta e cantore di alcuni popoli dell'Africa occidentale, era un'immagine cara a Basquiat e compare spesso nelle sue opere con caratteristici occhi ellittici. Forse Basquiat si ritrovava in un certo senso nel griot, in qualità di pittore-troubadour, narratore di storie attraverso forme e colori.

6. La relazione burrascosa con Madonna
Nei primi anni Ottanta, Basquiat ebbe una relazione con Madonna. La fine della storia fra i due, che all'epoca erano all'apice della fama, fu talmente drammatica che Basquiat chiese alla cantante la restituzione di alcuni dipinti. Madonna ha dichiarato che, una volta ricevuti indietro i dipinti, Basquiat li dipinse di nero. Potrebbe interessarti: L'influenza del punk: Madonna e gli anni '80

7. Un'ispirazione per Rap e Hip-Hop contemporanei
Basquiat ha anche ispirato il Rap e l'Hip-Hop contemporaneo. Nella canzone Oceans di Jay Z e Frank Ocean, tratta dall'album Magna Carta Holy Grail del 2013, si fa riferimento all'artista: I hope my black skin don't dirt this white tuxedo before the Basquiat show. Anche nella canzone Phoenix di ASAP Rocky si fa riferimento a Basquiat: Painting vivid pictures/call me Basquiat.
