Era il 1961 e la macchina da presa catturò Hepburn intenta a guardare la vetrina del negozio: un’immagine che creava uno straordinario effetto a specchio e rifletteva l'armonia tra una certa nozione di lusso à la française e la gioventù americana.

Quando il film uscì nelle sale, Charles Lewis Tiffany, fondatore della famosa gioielleria che porta il suo nome, era deceduto da 60 anni, ma aveva lasciato ai suoi eredi una fortuna stimata in 35 milioni di dollari - e l'inizio di un impero parzialmente basato sulla vendita dei gioielli della corona francese.

Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany". Immagine via fabaudrey.com Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany". Immagine via fabaudrey.com

Nel 1887, Charles era già considerato il re dei diamanti negli Stati Uniti, ma la sua partecipazione all'asta al Louvre - in cui vennero esitate oltre 70.000 pietre preziose e perle che risalevano al periodo tra la Restaurazione francese (1814-1830) e il Secondo Impero ( 1852-1870) - ne consolidò la reputazione di uomo d'affari e imprenditore visionario.

Gli articoli elencati nel catalogo d'asta erano così numerosi che i pezzi non raggiunsero i risultati che la giovane Repubblica francese sperava. Il risultato fu che Tiffany acquistò le pietre più belle, le trasformò e capitalizzò offrendole all'alta società americana.

La scalata al successo

Nato nel Connecticut il 15 febbraio del 1812, Charles Lewis Tiffany aveva solo 1.000 dollari in tasca quando aprì  un negozio di articoli da regalo a Manhattan con l’amico d'infanzia John B. Young. I tempi erano difficili - la crisi economica dell'epoca era aggravata dallo scoppio delle prime bolle speculative - e l'attività non iniziò nel migliore dei modi.

Charles Louis Tiffany. Immagine: Tiffany.at Charles Louis Tiffany. Immagine: Tiffany.at

Queste circostanze spinsero i tre partner del negozio (il duo iniziale venne presto raggiunto dal cugino di Charles JL Ellis, che aveva più conoscenze sulla gioielleria) per espandere la propria gamma a prodotti più esclusivi: cristalli di Boemia, porcellane cinesi e argenteria indiana per cui Charles era riuscito a negoziare buoni prezzi al porto di New York.

La clientela apprezzò la nuova direzione del negozio e Tiffany & Co. si orientò ulteriormente verso il mercato del lusso, creando e distribuendo i primi gioielli con il proprio marchio.

Il primo negozio aprì le porte il 14 settembre del 1837. Le vendite del primo giorno ammontarono a meno di 5 dollari. Il primo negozio aprì le porte il 14 settembre del 1837. Le vendite del primo giorno ammontarono a meno di 5 dollari.

L'arte del marketing

Il potenziale di sviluppo del settore, ancora relativamente privo di rivali, era enorme. Charles Lewis Tiffany, che già da piccolo aveva mostrato un acuto senso del marketing e della pubblicità a beneficio del cotonificio del padre, iniziò ad organizzare degli eventi memorabili per il lancio delle sue collezioni.

Per fare solo un esempio, nel 1858 acquistò una ventina di chilometri di cavo telegrafico, che tagliò in piccoli pezzi creando anelli di rame per celebrare il primo collegamento sottomarino tra America ed Europa - e i clienti si strapparono letteralmente gli anelli di dosso. Allo stesso modo, produsse oggetti per commemorare le nozze del presidente Lincoln e quelle del generale Tom Thumb, un pezzo grosso del circo Barnum.

Tiffany non faceva solo gioioielli: produceva anche medaglie commemorative. Immagine via atlantic-cable.com Tiffany non faceva solo gioielli: produceva anche medaglie commemorative. Immagine via atlantic-cable.com

Designer di talento, non prestava solo la massima attenzione alla qualità delle pietre utilizzate nelle sue creazioni - influenzate da arte moderna e Art Decò - ma anche a dettagli che ai tempi erano trascurati, come i cataloghi, il packaging, la vendita per corrispondenza. Il blu Tiffany, marchio registrato nel 1845, divenne una componente inseparabile del marchio. Nel 1851, Tiffany & Co. adottò lo standard di purezza dell'argento Sterling 925, una norma internazionale che negli Stati Uniti sarebbe entrata in vigore soltanto nel 1926.

Il "Blue Book" di Tiffany fu il primo catalogo inviato per posta. Il "Blue Book" di Tiffany fu il primo catalogo al mondo inviato per posta.

Alla conquista dell’Europa

Nel 1870, la gioielleria si trasferì nella Fifth Avenue - il negozio sarebbe stato classificato negli anni '60 come "monumento storico" - per accogliere sempre più clienti di famiglie elitarie e di classe medio-alta, che stravedevano per lo stile francese.

Il primo negozio di Parigi venne aperto, invece, nel 1850. Se Charles si concentrò sulla creazione di nuove collezioni che attirassero i francesi, Young acquistò interi forzieri pieni di gioielli di famiglia da aristocratici europei in esilio. La filiale parigina divenne un vero negozio nel 1868; nello stesso anno, Tiffany aprì un’altra filiale a Londra. Oggi, il marchio di gioielli di lusso ha circa 80 negozi negli Stati Uniti e oltre 200 nel resto del mondo.

Buon sangue non mente

Nel 1839, Charles Lewis Tiffany sposò Harriet Young, sorella di John Young, rilevando nel 1853 la sua quota della compagnia, poco prima di acquistare anche Ellis. Dal matrimonio nacquero sei figli, tra cui Louis Comfort Tiffany, un artista che si sarebbe fatto un nome nel settore delle lampade Art Nouveau.

Unico uomo al timone, Charles si dimostrò sempre più fantasioso, sia a livello creativo - le sue creazioni presentate all'esposizione universale del 1878 al Champ de Mars gli valsero una medaglia di bronzo - che in termini di marketing.

Louis Comfort rivoluzionò il settore del vetro colorato e delle lampade. Louis Comfort rivoluzionò il settore del vetro colorato e delle lampade.

Come mecenate del Metropolitan Museum of Art, contribuì enormemente alla fondazione della Fine Arts Society di New York negli anni '90 del XIX secolo insieme a Howard Russell Butler. Dopo la sua morte, nel 1902, diversi rinomati artisti internazionali hanno collaborato con Tiffany & Co. per progettare gioielli che portassero avanti lo spirito del brand, come Jean Schlumberger, Paloma Picasso, Frank Gehry ed Elsa Peretti.

La società oggi è attiva anche in una serie di altri settori del lusso come l'orologeria, con l'alleanza con il gruppo svizzero Swatch nei primi anni 2000. La storia ha dimostrato che il re dei diamanti aveva posto le basi di un impero duraturo.

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