A sinistra: Carlo Mollino, immagine via leroi.torino.it. A destra: Carlo Mollino, tavolino basso, 1949, Brooklyn Museum. A sinistra: Carlo Mollino, immagine via leroi.torino.it. A destra: Carlo Mollino, tavolino basso, 1949, Brooklyn Museum.

Il design e l’universo dell’immaginario di Carlo Mollino sono stati scoperti e rivalutati soltanto dopo la sua morte: in un’epoca in cui la produzione industriale era in grande crescita e il design italiano in serie si stava affermando a livello internazionale, il suo approccio agli antipodi del contemporaneo non si trovava nel contesto più adatto per spiccare.

La poliedria, per davvero

Carlo Mollino nacque a Torino nel 1905. Suo padre, Alberto Mollino, era un importante ingegnere civile che progettò tra gli altri l’Ospedale delle Molinette. Carlo seguì inizialmente le orme del padre: nel 1925 si iscrisse alla facoltà di Ingegneria, ma la abbandonò dopo un solo anno per immatricolarsi alla Regia Scuola Superiore di Architettura dell'Accademia Albertina di Torino (oggi Politecnico di Torino).

Il museo casa Mollino a Torino. Immagine via euro-places.com. Il museo casa Mollino a Torino. Immagine via euro-places.com.

La vita professionale di Mollino come architetto, designer e fotografo si mescolò profondamente ai suoi numerosi hobby privati (automobilismo, aviazione, sci, alpinismo), tutte passioni che riuscì sempre a coniugare in un modo che nessuno fece. Il lavoro e la persona erano strettamente legati, tanto da essere difficilmente scindibili: era un uomo eclettico, ironico, eccentrico, viveva una vita sregolata, amava il vino e le donne.

Architettura, Design, Fotografia

Questi elementi della vita privata dell’architetto torinese si riflettono in ogni suo progetto: molto famosi, in questo senso, sono gli edifici che realizzò a Torino durante la sua carriera. Tanto le forme audaci della facciata del Palazzo degli Affari come le rotondità del boccascena del Teatro Regio e dell’Auditorium Rai di Torino sono un chiaro esempio dell’innovazione tecnica e formale che Mollino apportò alla città e all’architettura del tempo.

La sede della Camera di Commercio di Torino. Immagine via Wikimedia Commons. La sede della Camera di Commercio di Torino. Immagine via Wikimedia Commons.

La produzione di mobili di Mollino, la cui complessità si sfilava dalla logica della produzione in serie, durò per pochi anni - ma è passata alla storia nonostante sia stata piuttosto scarna rispetto a quella degli altri designer dell'epoca.

Le linee sinuose dei tavoli e delle sedie si intrecciano ad un eco sessuale e ad una ricerca dei materiali profonda ed evocativa. I mobili disegnati da Mellino hanno le forme sinuose e rotonde di una donna: questa, insieme al surrealismo e al futurismo, fu una delle sue più grandi ispirazioni quando si trattava di progettare una sedia, o un tavolo, tanto che il suo design venne spesso definito “erotico”. Altri pezzi, invece, si ispiravano alle altre sue passioni: la struttura in legno del tavolo "Reale", per esempio, prende spunto dall'aviazione.

Tavolo "Reale", immagine via Penccil.com Tavolo "Reale", immagine via Penccil.com

Immagini via Wright Now. Immagini via Wright Now.

La fotografia fu invece trasversale alla vita di Mollino: vi si era avvicinato sin da giovane - e non l'abbandonò mai. Proprio in merito a questa sua sfaccettatura, è stata di recente inaugurata da Camera, nella sua città natale, una restrospettiva che ne ripercorre il corpus di immagini, a metà tra il canone della tradizione e lo slancio della sperimentazione.

Fotografie, mobili, edifici, interni, ma anche automobili: nel 1954 progettò per Agip-Gas il pullman “Nube d’Argento” d’ispirazione surrealista e nel 1955 il “Bisiluro”, un’auto da competizione che riuscì a superare la selezione per la 24 Ore di Les Mans e che è diventato un caposaldo del mondo del motori.

Il pullman "Nube d'Argento". Immagine via Bau House. Il pullman "Nube d'Argento". Immagine via Bau House.

Il "Bisiluro". Immagine via Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Il "Bisiluro". Immagine via Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Mollino morì improvvisamente nel 1973 all'età di 68 anni. Poco dopo la sua scomparsa, si scoprì che aveva creato un appartamento per la sua vita nell'aldilà mescolando sapientemente i propri disegni con sete luminose, pellicce e foglie d'oro.

Con un eclettismo che ha avuto successo nell'architettura, nell'ingegneria, nelle corse automobilistiche e nella progettazione di mobili, Mollino ha lasciato al design un'eredità ricca di ingegnosità.

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