Dopo secoli trascorsi alla conquista del bello, dell'utile, del funzionale e dell'opulento, gli architetti si stanno finalmente interessando al concetto di qualità della vita e mirano a comunicare una nuova forma di pensiero. Oggi, i materiali più innovativi si confrontano con quelli tradizionali, mentre le opere entrano a far parte di un mondo in cui umanesimo, estetica e natura sono tutt'uno. Come dichiarato da Tajan, "nel mondo globalizzato di oggi, si tratta di vivere insieme e salvaguardare le rispettive identità culturali. Solo in questa dimensione multiculturale si può costruire un futuro più intelligente e più umanistico".

Il 28 marzo, la casa d'aste di Parigi presenterà due artisti che hanno affrontato la dimensione plastica delle loro opere con gli specifici spazi naturali su cui sono state erette. Con un catalogo articolato attorno a Cristina Carlini e Giuseppe Rivadossi, i collezionisti saranno in grado di mettere in discussione il rapporto tra habitat e natura. I due creatori italiani condividono la stessa missione: mettere l'oggetto in relazione con l'abitazione e ricollegare l'abitazione con un ambiente naturale.

Maria Cristina Carlini è un'artista esperta nel campo, la cui esplorazione plastica si estende dalla ceramica alla scultura. La sua recente mostra itinerante a Colonia, Strasburgo e Zagreh, intitolata "Terra, fuoco, ferro e legno", testimonia la sua variegata ricerca e include sculture in legno, ferro o acciaio corten. Carlini dedica la maggior parte della sua vita quotidiana alla pratica della ceramica, iniziata negli anni '70 a Palo Alto, in California. Dopo una breve esperienza come insegnante a Bruxelles, è tornata in Italia nel 1978 e ha aperto il suo studio creativo a Milano.

Dotata di un autentico spirito creativo, Maria Cristina Carlini cerca di reintrodurre la poesia e l'umanità nelle città moderne. Come Rivadossi, cerca di avvicinare l'uomo all'ambiente circostante, reinventando il suo habitat di vita. Oltre alla mostra nello spazio di Tajan dal 22 al 28 marzo, l'artista sarà visibile al Campanile della Place du Louvre dal 21 marzo al 12 aprile.

Dagli anni '60 lo spazio domestico è diventato una delle principali preoccupazioni di Giuseppe Rivadossi. Scultore ed ebanista, considera questo spazio come un luogo di comunicazione e "sviluppo dell'anima". Il suo lavoro ruota intorno ai valori umani più fondamentali, la madre, il bambino e la casa. Per rispettare al meglio le sue convinzioni, Rivadossi fonde i suoi concetti estetici e le sue ispirazioni in opere con un aspetto tridimensionale e architettonico in cui forza, ritmo e poesia si stimolano a vicenda.

Rivadossi inizia come falegname, dando il via alla sua esplorazione dell'aspetto architettonico come struttura, muovendosi lentamente verso l'uso delle caratteristiche fisiche del materiale. Troviamo, nelle sue creazioni, come la sedia Fiorita del 1992, i risultati dei suoi anni di ricerca. Lo schienale della sedia assume la forma di un tronco che viene disperso, mentre le superfici degli altri pezzi sono strutturate, lavorate a punta di diamante o ricoperte di solchi.

Il virtuoso talento di Carlini e Rivadossi sarà affiancato da quello di altri artisti e designer, che con le loro opere rispondono a questo problema umanista e ambientale, come Gregory Nangle, Roberto Giulio Rida, Roland Mellan, Claude Nicolet, Santo Cinalli, Werner Neumann, Brigitte Moreau Serre o Philipp Aduatz. La vendita si terrà all'Espace Tajan e su Tajan Online il 28 marzo alle 18.

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