Scoperta la seconda opera d'arte più antica del mondo

In seguito a una sensazionale scoperta nella provincia di Henan, in Cina, alcuni ricercatori suggeriscono che l'arte sia in circolazione da molto più tempo di quanto si possa pensare. E che non sarebbe un prodotto dell'uomo moderno.

Image © Francesco d’Errico and Luc Doyon
Image © Francesco d’Errico and Luc Doyon

Un team di ricercatori ha scoperto nel sito archeologico di Linjing, in una provincia della Cina orientale, due frammenti d'osso incisa a motivi astratti, che possono essere a tutti gli effetti classificati come una delle più antiche forme di espressione artistica dell'umanità.

I due frammenti ossei presentano incisioni geometriche quasi parallele sulla loro superficie. Sarebbero datati da 105.000 a 125.000 anni fa, escludendo così la possibilità che l'Homo sapiens, o l'uomo moderno (arrivato solo 50.000 anni fa), sia l'autore delle incisioni.

Le incisioni quasi parallele osservate sul frammento fossile, Cina, foto © Francesco D'Errico e Luc Doyon
Le incisioni quasi parallele osservate sul frammento fossile, Cina, foto © Francesco D'Errico e Luc Doyon

Il periodo attribuito alle "opere" corrisponde a quello dei Denisoviani (o Uomo di Denisova), una specie estinta (o sottospecie del genere Homo, il cui status non è stato ancora definito). I Denisovani sarebbero vissuti durante il Paleolitico medio nell'Asia orientale, dalla Siberia al Sud-est asiatico. Oltre ai segni lineari paralleli, i ricercatori hanno anche rilevato tracce di pigmenti ocra su una delle ossa. La presenza di questi pigmenti, che non sono stati trovati altrove nel sito archeologico, suggerisce che l'osso in questione sia stato tinto altrove, in precedenza, e dimostra un potenziale uso del colore per scopi decorativi.

La provincia di Henan, nell'est della Cina, immagine via Google Maps
La provincia di Henan, nell'est della Cina, immagine via Google Maps

I ricercatori hanno respinto la tesi delle incisioni accidentali o utilitarie, suggerendo che anche le popolazioni precedenti l'Homo Sapiens erano dotate di pensiero e comunicazione astratti. "Questa scoperta indica che la produzione di motivi astratti, apparentemente per scopi simbolici, era parte integrante delle culture sviluppate dalle popolazioni umane che vivevano in Cina prima dell'emergere della nostra specie, l'Homo sapiens, in Africa", ha detto Luc Doyon, uno degli autori dello studio sui frammenti fossili, all'Indian Express.

Questa scoperta supera i disegni astratti trovati su una pietra in una grotta sudafricana l'anno scorso, datata 73.000 anni fa.

"Gli scavi archeologici sono ricchi di segreti. Non sai mai cosa scoprirai. Un piccolo oggetto invisibile ad occhio nudo può cambiare la nostra attuale comprensione dell'umanità", ha scritto Zhanyang Li, altro ricercatore del progetto, in una e-mail al National Geographic.

Motivi geometrici sulla conchiglia scoperta a Java, foto © Wim Lustenhouver, VU Università d'Amsterdam via National Geographic
Motivi geometrici sulla conchiglia scoperta a Java, foto © Wim Lustenhouver, VU Università d'Amsterdam via National Geographic

Nel 2014 fu scoperto un reperto artistico di 500.000 anni fa su una conchiglia fossile nell'isola indonesiana di Java: era l'opera più antica del mondo. Il creatore di questa "opera d'arte" sarebbe parte la specie estinta Homo erectus, che lasciò l'Africa 1,75 o 2 milioni di anni fa e si diffuse in gran parte del mondo, Europa e Asia meridionale.

Le prime prove dell'esistenza dell'Uomo di Denisova risalgono al 2010, dopo la scoperta di frammenti di bracciali di ossa e pietre in una grotta siberiana. Il sito archeologico di Lingjing, situato vicino a Xuchang, è stato notato nel 1965 ed è stato studiato ininterrottamente dal 2005. Le due ossa incise sono note ai ricercatori dal 2009 ma i segni lineari sono stati notati per la prima volta solo nel 2016.

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