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Domenica pomeriggio, Marina Abramović stava uscendo da Palazzo Strozzi dopo aver firmato alcune copie del suo libro uscito in occasione di “The Cleaner”, la grande retrospettiva da poco inaugurata dedicata alla sua lunga carriera. Fuori dal museo c’erano molti fan, tutti - o quasi - riuniti per vedere dal vivo la “nonna della body art”. Tra la folla, però, si nascondeva anche Vaclav Pisvejc, un artista originario della Repubblica Ceca.

L’uomo aveva con sé un dipinto che raffigurava il volto, distorto, dell’artista: “Si è avvicinato guardandomi negli occhi e gli ho sorriso pensando che fosse un regalo per me”, ha dichiarato Abramović all'edizione locale de La Repubblica. “In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare violenta, venendo verso di me molto velocemente e con forza. I pericoli arrivano sempre molto rapidamente, come la morte stessa. Tutto a un tratto mi ha colpita, non l'ho visto subito".

Il racconto dell’artista continua: "...Mi ha sbattuto in testa violentemente il quadro, intrappolandomi dentro la cornice. Tutto è successo molto rapidamente. Poi le guardie lo hanno isolato e fermato e il direttore mi ha portato nel retro del bar nel cortile di Palazzo Strozzi per tranquillizzarmi. Ero sotto shock". "Mi ha detto: l'ho fatto per la mia arte" Poi, "la prima cosa che ho chiesto è stata: voglio parlare con lui, voglio sapere perché l'ha fatto. Perché questo odio contro di me? Tutti sono rimasti molto sorpresi che volessi parlare a questa persona. Ma io sono così. Non fuggo mai dai problemi. Li affronto. Quindi lo hanno portato da me e gli ho chiesto: 'Perché l'hai fatto? Qual è il motivo? Perché questa violenza?'. Non gli avevo fatto niente. Non l'avevo mai incontrato prima. Lui ha detto: 'L'ho dovuto fare per la mia arte'. Questa è stata la sua risposta".


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Stiamo bene! Everything is fine! Il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, curatore della mostra “Marina Abramović. The Cleaner”, in corso a Palazzo Strozzi a Firenze (fino al 20 gennaio 2019), esprime il suo sentito dispiacere per l’aggressione subita dall’artista nel cortile di Palazzo Strozzi in data odierna. L’episodio si è verificato subito dopo la conclusione di un altro appuntamento di grande successo di pubblico per la firma del suo nuovo libro di interviste “Marina Abramovic Interviews 1976-2018”, evento che ha concluso una trionfale settimana di eventi con l’artista a Firenze, culminata nella conferenza pubblica al Teatro del Maggio Musciale Fiorentino a cui hanno partecipato oltre 1.500 persone. Marina Abramović sta bene e non ha subito alcun danno fisico. Dopo le verifiche con le forze dell’ordine ha lasciato Palazzo Strozzi con serenità. Subito dopo l’accaduto ha voluto incontrare l’aggressore per un confronto diretto sulle ragioni di questa azione.

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L’autore del gesto era da tempo noto alle forze dell’ordine: nel 2012 aveva tappezzato l’ex convento di Sant’Orsola con dei dollari finti, nel 2014 si era sdraiato nudo nei pressi del Duomo di Firenze e l’anno successivo lo stesso nella navata di Santa Maria del Fiore. Un sedicente artista alla ricerca della notorietà, che ha di certo visto nella visita della performer a Firenze una grande occasione.

“In passato mi sarei arrabbiata per un fatto del genere”, ha concluso Abramović, “oggi invece provo compassione. La cosa più difficile è perdonare ma bisogna riuscire a farlo, come dice il Dalai Lama“.

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