Beyoncé e Jay-Z sono tornati: domenica scorsa hanno pubblicato a sorpresa il primo singolo di “Everything is love”, album che firmano insieme con il nome di “The Carters”. Il video, che ha già oltre 17 milioni di visualizzazioni, offre una nuova prospettiva dei capolavori del Louvre.

Non è la prima volta che i Carter visitano la collezione del museo: si dice che negli ultimi anni ci siano già stati ben dieci volte. La visita più chiacchierata risale al 2014, quando la coppia fece un tour privato di martedì, giorno di chiusura. Le foto che si scattarono quel giorno fecero il giro di Twitter ed innescarono una grande polemica, tanto che il Telegraph le definì i “selfie più irritanti della storia”.

La foto di Beyoncé e Jay-Z al Louvre nel 2015. Immagine: Instagram. La foto di Beyoncé e Jay-Z al Louvre nel 2014. Immagine: Instagram.

Queen Bey e Jay-Z sono riusciti di nuovo a far chiudere il museo, a maggio, per realizzare un videoclip che ancora una volta genera reazioni contrastanti, tra i fan che li osannano e considerano Apes**t un inno all’arte e chi, invece, pensa che la scelta della location sia un eccesso di arroganza e insieme un’occasione persa, data la selezione non troppo originale delle opere.

Beyoncé e Jay-Z davanti alla Gioconda. Screenshot del video. Beyoncé e Jay-Z davanti alla Gioconda. Screenshot del video.

Il video si apre proprio con un riferimento per nulla velato al famoso selfie del 2014: la coppia, in posa davanti alla Gioconda e vestita con colori complementari (rosa per lei e verde acqua per lui), non ha gli occhi puntati sull’opera d’arte, ma guarda anzi la telecamera (e lo spettatore) con uno sguardo di sfida. Nei minuti successivi il regista segue i loro cambi di outfit davanti ad una dozzina di opere tra cui la Venere di Milo, la Grande Sfinge di Tanis e l’Incoronazione di Napoleone di Jacques-Louis David.

La coppia davanti alla Grande Sfinge. La coppia davanti alla Grande Sfinge.

Creando una sorta di tableau vivant e giocando con i colori dei capi e delle opere, Beyoncé e Jay-Z innescano un dialogo visivo con i dipinti e le sculture della collezione. Non sembrano voler certo essere dei semplici spettatori: piuttosto, includono se stessi tra le opere d’arte reinterpretandole nell’ottica del ruolo, sempre marginale, che la comunità di colore ha avuto in questo settore.

Ed è su questo punto che al momento infuria la polemica: i due si pongono sia come estranei, enfatizzando in molte immagini la componente razziale e l’esclusione sociale degli afro-americani nella società occidentale, che come eredi d’eccellenza di un mondo a cui pochissimi hanno accesso.

La coppia davanti alla Nike di Samotracia. La coppia davanti alla Nike di Samotracia.

La controversia è accentuata dal testo della canzone (“Non ci credo che ce l’abbiamo fatta”, “Sono un marziano, vorrebbero essere uguali a me” o “impila i soldi e vai”) che non fa altro che enfatizzare il raggiungimento di uno status elitario fatto di soldi e fama. Una questione che la scena finale di Apes**t potrebbe forse risolvere: Queen Bay e Jay-Z, di nuovo davanti alla Gioconda, si girano finalmente a guardarla, dando le spalle allo spettatore.

Polemiche a parte, c’è qualcosa su cui nessuno ha dubbi: l’aumento dei visitatori del Louvre nei prossimi mesi.

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