Da tempo Facebook fa capolino nei titoli di giornale per le sue regole di censura, che hanno spesso colpito molti nudi artistici. Secondo la politica dell’azienda, infatti, viene praticamente censurato qualsiasi tipo di nudità - anche quella con fini educativi.

Le linee guida del sito affermano di limitare immagini contenenti nudità “perché alcune persone nella nostra comunità potrebbero essere sensibili a questo tipo di contenuti”. Ovviamente, questo tipo di limitazione nasce per ottime ragioni: evitare che i minori abbiano accesso a contenuto non adatto e il dilagare di pornografia e abusi. Poiché, tuttavia, la rimozione di contenuti ritenuti non appropriati deve essere immediata o comunque molto rapida, le regole sono uguali per tutti e non variano da paese a paese.

Venere di Willendorf. Immagine via Wellcome.ac.uk Venere di Willendorf. Immagine via Wellcome.ac.uk

Sempre nelle linee guida si specifica che “fotografie di dipinti, sculture e altre opere d'arte che raffigurano figure nude” sono invece (teoricamente) ammesse. Qualcosa però deve continuare ad andare storto nel sistema di gestione dei contenuti che vengono caricati sulla piattaforma.

Come ricordava il Guardian in un articolo del 2016, l’avversione del social nei confronti del nudo artistico ha una lunga storia alle spalle - e capita spesso che vengano offerte delle scuse formali dopo che il sistema ha giudicato inopportune e rimosso alcune delle opere d’arte più famose al mondo.

Qualche mese fa, per esempio, sono state rimosse delle foto della millenaria Venere di Willendorf e più di recente un account ha protestato poiché un suo post contenente la celeberrima “Libertà che guida il popolo” di Delacroix è stato eliminato.

Pieter Paul Rubens, Trittico della Deposizione dalla croce. Immagine via Wikimedia Commons Pieter Paul Rubens, Trittico della Deposizione dalla croce. Immagine via Wikimedia Commons

Queste sono solo alcune delle moltissime segnalazioni che vengono fatte con grande frequenza dagli utenti del social: una delle più eclatanti è avvenuta soltanto qualche giorno fa e coinvolge una campagna di promozione del turismo nelle Fiandre che, promossa da VisitFlanders, includeva alcune tra le più importanti opere fiamminghe, nudi inclusi. I post che sono stati rimossi miravano a mettere in luce le opere di maestri fiamminghi come Rubens, Bruegel e Van Eyck e ad attrarre turisti nella zona.

Le proteste, ovviamente, non si sono fatte attendere. L'ente ha risposto alla censura con l'umorismo, pubblicando su Youtube un ironico video in cui degli uomini in uniforme si aggirano per il museo di Rubens ad Antwerp e coprono gli occhi dei visitatori, chiedendo loro di allontanarsi dai dipinti che raffigurano nudi per “proteggerli”.

L’amministratore delegato di VisitFlanders ha anche inviato una lettera direttamente a Mark Zukerberg, CEO di Facebook, in cui afferma che “oggi non è più possibile promuovere il nostro patrimonio culturale unico sul social network più popolare", e che è necessario che il social media riveda urgentemente il suo regolamento in merito ai nudi artistici. La piattaforma ha risposto confermando che cercherà di trovare una soluzione per ovviare al problema: ci auguriamo che cià accada in tempi brevi.

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