Il patrimonio artistico spagnolo è tra i più ricchi al mondo: proprio come in Italia, ogni paesino è puntellato di antiche chiese che non aspettano altro che essere restaurate. Ed è quanto è accaduto alla statua di San Giorgio della chiesa del XII secolo di Estella, nel nord della Spagna.

Il restauro della statua, orgoglio del pueblo risalente a ben 500 anni fa, è stato commissionato dal prete della parrocchia ad un’insegnante di arte della zona. Il mancato affidamento del lavoro ad un esperto ha però sortito immediatamente i suoi effetti: San Giorgio è diventato una caricatura di se stesso, ed è stato assimilato da molti utenti dei social media a Tin Tin. I colori sono stati applicati in modo molto pesante, con gravi errori sia nella stesura che nella scelta delle tonalità e i dettagli sono stati completamenti annichiliti da uno strato di gesso.

San Jorge de Estella prima e dopo il restauro. Immagine via ArtUs Restauración Patrimonio San Jorge de Estella prima e dopo il restauro. Immagine via ArtUs Restauración Patrimonio

Tra i primi a dare l’allarme è stata la restauratrice spagnola Carmen Usuia, che ha affermato che è molto improbabile che la statua possa tornare alle sue condizioni originali. Dal canto suo il sindaco di Estella, in un’intervista al quotidiano El Español, ha dichiarato che il comune non è stato consultato in alcun modo prima che la decisione fosse presa e che “l’accaduto è una tragedia dal punto di vista del patrimonio storico e artistico” aggiungendo che è “un esempio della mancanza di controllo sul patrimonio artistico delle chiese, che dovrebbe essere nelle mani dell’amministrazione pubblica”.

La notizia è diventata virale grazie ad un post su Facebook della stessa scuola in cui insegna la restauratrice - e alla beffa si è aggiunta l’opinione degli esperti che hanno affermato che la statua “non aveva bisogno di essere restaurata, ma soltanto di una pulizia della policromia originale”.

San Jorge de Estella prima del restauro. Immagine via: ArtUs Restauración Patrimonio San Jorge de Estella prima del restauro. Immagine via: ArtUs Restauración Patrimonio

L’intevento sulla statua di San Giorgio non è soltanto un evento aneddotico, poiché ha causato la distruzione di una delle poche figure tardomedievali che testimoniava in dettaglio la struttura di un’armatura a cavallo tra il XV e il XVI secolo: informazioni preziose perdute per sempre sotto uno spesso strato di gesso e colori definiti dai media spagnoli come “da carro di Carnevale”.

«Ecce Homo» prima e dopo il restauro. Immagine via El Confidencial «Ecce Homo» prima e dopo il restauro. Immagine via El Confidencial

Quello del San Giorgio non è un caso isolato: forse ricorderete l’altrettanto tragico restauro del dipinto “Ecce Homo”, realizzato nel 1930 dal pittore Elías García Martínez e restaurato dall’ottantenne Cecilia Giménez nel 2012. Il risultato fu altrettanto disastroso e virale e il quadro venne ribattezzato “Ecce Mono” (ndr, "mono" in spagnolo significa scimmia). Il lavoro fece tanto scandalo da attirare nella chiesa di Borja, vicino a Saragozza, un numero record di turisti.

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