Il principe saudita che qualche mese fa ha acquistato il Salvator Mundi spera che quanto Matthew Landrus ha dichiarato al Guardian qualche giorno fa sia falso: il critico d'arte e studioso di Leonardo di stanza all'Università di Oxford ha gettato nuovi e fondati dubbi sull'attribuzione del dipinto a Leonardo Da Vinci.

Immagine © Christie's Immagine © Christie's

L'opera, venduta da Christie's per 450 milioni di dollari, era stata attribuita al genio rinascimentale solo qualche mese prima, aggiungendo un esemplare all'esiguo numero di dipinti realizzati da Leonardo Da Vinci e arrivati a noi. Una storia che ha fatto subito notizia e che ha generato, senza sorpresa per nessuno, il record per il dipinto più caro al mondo, spodestando così le Donne di Algeri di Picasso, che detenevano il podio dal 2015.

"Questo è un dipinto di Luini", afferma Landrus. "Guardando le varie versioni dei lavori degli studenti di Leonardo, si nota che lo stile pittorico di Luini è lo stesso del Salvator Mundi". Se quanto dice fosse vero, il principe saudita e il Louvre di Abu Dhabi che da settembre ospiterà il quadro avrebbero quindi preso un bell'abbaglio: un'opera di Luini viene generalmente venduta all'asta per 1 milione di dollari.

Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro. Immagini via The Guardian. Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro. Immagini via The Guardian.

Secondo Landrus, Luini avrebbe dipinto almeno l'80% del quadro e a Leonardo andrebbero attribuite soltanto alcune sfumature. La sua posizione, per quanto forte, è avvallata dall'opinione di altri critici, che per altro avevano già sollevato alcuni dubbi sia prima che dopo l'asta record.

Tra questi ci sono lo storico dell'arte dell'università di Leipzig Frank Zöllner, che aveva già ipotizzato che Leonardo fosse intervenuto poco sul quadro e che questo fosse di fatto stato realizzato dai suoi allievi storico dell'arte dell'università di Leipzig e Michael Daley, il direttore di ArtWatch UK. Quest'ultimo aveva affermato prima dell'asta che «non ci sono prove sufficienti a stabilire con certezza che si tratta di un Leonardo.

Il percorso artistico del maestro andava verso un maggiore naturalismo e una maggiore complessità della postura dei personaggi. Il Salvator Mundi, invece, è piatto, come un'icona, senza profondità nella modellazione».

Questa svolta darebbe nuovo credito all'attribuzione del Salvator Mundi a Luini del 1900, smontata nel 2017 da quattro esperti di fama internazionale - tra cui i milanesi Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio.

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