La notizia è arrivata tramite l'avvocato dell'artista: il 19 maggio, l'artista statutinense si è spento in solitudine, nella sua casa/studio di Vinalhaven, un'isola nello stato del Maine. Il suo nome forse vi dirà poco, ma avrete sicuramente visto, almeno una volta nella vita, una delle sue opere.

Robert Indiana infatti era un artista, scenografo e costumista teatrale considerato tra i principali membri del movimento della Pop Art - con cui entrò in contatto quando si trasferì, all’età di vent’anni, nella Grande Mela. Il lavoro per cui è più noto, a tal punto che eclissò ogni altra sua opera, è la serie “LOVE”, creata negli anni ‘60.

Robert Indiana, LOVE, 1967. Immagine © MoMA Robert Indiana, LOVE, 1967. Immagine © MoMA

Molti la conoscono, ma pochi sanno il nome dell’artista che l’ha creata e forse ancora meno ne conoscono la storia. La scritta rossa a sfondo blu e verde con la “O” inclinata prese forma nel 1961, ma vide la luce soltanto nel 1964, quando venne stampata su un biglietto di auguri di Natale del MoMA.

L’ispirazione per il dipinto venne ad Indiana da un'iscrizione della Christian Science Church che frequentava nell'infanzia e che recitava: "Dio è amore". L'artista mantenne solamente la parola "LOVE" e creò un'immagine che sarebbe, suo malgrado, diventata un brand.

Una delle tante riproduzioni di "LOVE". Immagine via Wikimedia Commons. Una delle tante riproduzioni di "LOVE". Immagine via Wikimedia Commons.

Successivamente, l'opera venne stampata su un francobollo celebrativo da 8 centesimi di dollaro, che contribuì a diffonderla ampiamente sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. Anche grazie a questo, "LOVE" divenne presto popolarissima e venne rapidamente riprodotta (e tradotta) in tutto il mondo su supporti di ogni genere: tappeti, sculture, skateboard...

Nonostante l'enorme successo, Indiana non ne ricavò nulla: all’epoca della creazione di "LOVE", infatti, non registrò il marchio e di conseguenza non incassò nulla per i diritti d'autore che gli sarebbero spettati.

L’artista, inoltre, non accettò mai di buon grado questa popolarità non voluta, che per altro eclissò per tutta la sua vita non solo gli altri lavori che fece, ma anche, spesso, il suo stesso nome. Nonostante ciò, nel 2008 Indiana decise di ripropore l'opera, mantenendone la grafica ma cambiando la scritta in "HOPE", in occasione della candidatura di Obama a Presidente degli Stati Uniti.

Robert Indiana, "HOPE". Immagine via Sotheby's. Robert Indiana, "HOPE". Immagine via Sotheby's.

È grazie a questo lavoro, diventato in breve tempo emblematico per la grafica semplice, i colori brillanti e il messaggio universale, che l’artista è considerato come uno dei maggiori esponenti della Pop Art insieme ad Andy Warhol - sebbene lui abbia sempre rifiutato questa etichetta.

Ma è anche la ragione per cui nel 1970 abbandonò New York senza mai ritornarvi, vivendo fino alla sua morte nel quasi completo isolamento in un’isola difficilmente raggiungibile.

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