Negli ultimi anni, Pompei ed Ercolano sono balzati alla cronaca internazionale non tanto per i record di visitatori che aumentano ogni anno (nel 2017 sono stati quasi 4 milioni, 300.000 persone in più rispetto all’anno precedente), quanto per una serie di crolli dovuti alla mancanza di finanziamenti e ai lunghi tempi necessari al restauro dei due siti archeologici.

Immagini courtesy of Expanded Interiors, su concessione del MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO – PARCO ARCHEOLOGICO ERCOLANO & PARCO ARCHEOLOGICO POMPEI Immagini courtesy of Expanded Interiors, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Parco Archeologico Ercolano & Parco Archeologico Pompeii

Stavolta non c’è nessuna cattiva notizia - anche se quello che vi stiamo per annunciare potrebbe scatenare qualche polemica: due giorni fa è stata inaugurata sulle pareti di Casa del Criptoportico di Pompei la mostra “Expanded Interior” di Catrin Huber, un progetto interdisciplinare che esplora la pittura parietale e i manufatti dei siti archeologici Unesco, reinterpretandoli in chiave contemporanea.

“Prendendo in esame due case differenti di epoca romana – dichiara Catrin Huber – ho cercato di  stabilire un dialogo tra antico e moderno, esplorando allo stesso tempo ciò che pittura contemporanea e pratica artistica specifica nel sito possono imparare dal lavoro spesso incredibilmente complesso e sofisticato dei pittori romani.”

Il progetto, realizzato grazie ad una partnership con l’Università di Newcastle, è finanziato dall’AHRC (Arts & Humanities Research Council) in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, il Parco Archeologico di Ercolano, l’Herculaneum Conservation Project e Art Editions North.

Un grande sforzo che si somma a quello di un team guidato dall’artista e composto da archeologi ed esperti di tecnologia digitale e che ha un’importante componente innovativa che applica all’arte contemporanea i metodi di scansione 3D utilizzati nell’archeologia: “Il progetto, attraverso il connubio tra pratica artistica e indagine archeologica, scansioni e stampa digitali in 3D, tenta di fornire una prospettiva alternativa sulle modalità di configurazione dello spazio e di distribuzione dei manufatti all’interno degli ambienti residenziali di età romana”.

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Due le installazioni che intavolano un profondo dialogo con Pompei: la prima contrappone le pitture del corridoio sotterraneo del Criptoportico ad un colonnato dipinto di Catrin Huber, in cui repliche di oggetti romani collegano l’antico al contemporaneo; la seconda crea uno spazio in 2 e 3D che dialogano con il complesso termale della Domus.

Una mostra che vuole essere un omaggio al potere visivo di Pompei ed Ercolano e a come siano ancora fondamentali nell’arte. Secondo Massimo Osanna, Sovrintendente di Pompei ed Ercolano, “l’installazione di Catrin Huber è un esempio di quanto il fascino e la suggestione di Pompei ancora inspirino gli animi artistici dando luogo a processi creativi originali.”

La mostra Expanded Interiors è aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2019. Più informazioni sul sito www.pompeiisites.org.

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