L’Hangar Bicocca, tra gli spazi espositivi su un unico piano più grandi d’Europa, rappresenta una difficile sfida per qualsiasi artista. Quel che è certo è che Matt Mullican, a modo suo, l’ha vinta: è stato il primo a riempire da cima a fondo i 5.500 metri quadrati delle Navate e del Cubo.

La mostra “The Feeling of Things”, che sarà visitabile fino al 16 settembre 2018, ben rappresenta la vulcanica produzione dell’artista californiano: sono oltre 6000 gli oggetti esposti tra fotografie, disegni, video, lightbox, dipinti e modellini realizzati negli oltre 40 anni di carriera.

Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca. Foto: Agostino Osio Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli
HangarBicocca. Foto: Agostino Osio.

Nella “Piazza” sono appesi quattro imponenti stendardi colorati, ognuno dei quali raffigura una serie di simboli: una sorta di manifesto programmatico che, se da un lato racchiude le linee guida della cosmologia di Matt Mullican, dall’altro è una mappa che permette al visitatore a non perdersi nel cosmo - o nella mente - dell’artista.

Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli
HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

Lo spazio delle Navate è diviso in cinque grandi macroaree, ognuna dedicata a uno dei mondi di cui è composta la cosmologia che Mullican ha costruito con la sua arte. Si inizia con quella rossa, le cui opere esplorano l’inconscio ed includono sin da subito un mezzo di ricerca caro all'artista: l’ipnosi. Applicata sin dagli anni ‘70, attraverso questa pratica di trance indotta Mullican entra in contatto con colui che chiama “That Person”, suo alterego firmatario di molte creazioni.

Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli
HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

L’area nera è dedicata alla comunicazione e al linguaggio: grandi pannelli di legno sono ricoperti di fotografie, disegni e stampe collezionati e catalogati dall’artista durante la sua lunga carriera. Tra le moltissime opere, spicca “Untitled (Birth to Death List)” del 1978: uno scritto fatto di brevi enunciati che immaginano la vita di una figura femminile dal momento della sua nascita a quello della morte.

Nell’area gialla (cultura, arte, scienza) si trova uno dei progetti più innovativi di Mullican: "Computer Project" (1989-1990) consiste nell’ideazione di un modello di città immaginaria con strumenti all’avanguardia, poi ampliato con il "MIT Project" del 1990. La parte blu (vita quotidiana) propone nuovamente il tema della città ideale, riprendendo il "Computer Project" e integrandolo con una serie di video.

Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. In primo piano: The M.I.T. Project, 1990- 2009 Courtesy dell’artista, MACBA, Museo d’Art Contemporani de Barcelona e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. In primo piano: The M.I.T. Project, 1990-2009. Courtesy dell’artista, MACBA e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

Ultimo mondo è quello verde, in cui sono raccolti oggetti ready-made che afferiscono alla sfera della natura - alcuni dei quali selezionati ad hoc dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. La retrospettiva termina nel Cubo, le cui pareti sono ricoperte da oltre 70 dipinti realizzati con la tecnica del “frottage”: una realtà che già esiste e che l’artista fa emergere come un negativo.

Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio Matt Mullican, “The Feeling of Things”, veduta della mostra. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

La mostra può, in certi versi, frastornare e disorientare il visitatore per la miriade di oggetti esposti, di mezzi utilizzati e di temi toccati: ma frastornante è anche il cosmo.

"The Feeling of Things" sarà aperta a pubblico fino al 16 settembre: tutte le informazioni sul sito di Hangar Bicocca.

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