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Duilio Cambelotti è un artista romano che avvia nei primi anni del ‘900 un progetto di rinnovamento delle arti applicate secondo un principio di sintesi e pari di gerarchia delle componenti di un progetto (suppellettili, arredi, decorazioni, architettura) di un’opera d’arte totale.

Giacomo Balla lo ritrae nel 1905 definendolo cesellatore ma, nel corso della sua carriera, fu architetto e scultore, scenografo e arredatore, cartellonista e illustratore, vetraio e pittore, ceramista, incisore, xilografo, progettista di suppellettili, oggettistica e componenti d’arredo.

Il cesellatore, Giacomo Balla, 1905. Il cesellatore, Giacomo Balla, 1905.

Cambellotti nasce nel 1876 a Roma e trascorre l’infanzia in un'abitazione in Via dei Filippini; la sua finestra gode di un’insolita prospettiva che gli consente di guardare le cose da dentro.

"Roma era attraversata da animali e persone che venivano dalla campagna (...). Da quella finestra io potevo vedere gli animali dalla parte della groppa, il che suscitava tutto un complesso di impressioni che mi inducevano ad osservazioni che non mi sarebbe stato dato di cogliere se io fossi stato a terra, di fianco o di fronte all’animale."

Figlio di un intagliatore e decoratore che si occupa di lavorazioni artistiche, è circondato da artigiani esperti in lavorazioni manuali che impiegano strumenti e tecniche diverse; si applica sin da piccolo, senza i precetti di meastri, alla grafica tracciando le forme dell'animale che ricorrerà nella sua intera produzione artistica: il cavallo.

Da autodidatta, con determinazione e pazienza, apprende e diventa padrone di diverse tecniche: impara a lavorare l'argilla e la terracotta, a plasmare il gesso e a rifinirlo una volta indurito, a modellare la cera per eseguire le fusioni, a pulire e lisciare il bronzo fuso con raspino e unghiolo e a ritoccarlo, infine, con il cesello.

I cavalli della palude, Duilio Cambellotti, 1910. I cavalli della palude, Duilio Cambellotti, 1910.

Sono i primi anni del ‘900 ed è in atto la trasformazione urbanistica di Roma, una città che tenta di abbandonare le vesti di città e assumere le sembianze di Capitale; ma è in atto anche un’altra trasformazione, quella dell’artefatto grafico - inteso sino allora come réclame - secondo una nuova concezione, influenzata dalle avanguardie artistiche e culturali di quegli anni  - Futurismo, Costruttivismo russo, Bauhaus.

Duilio Cambelotti testimonia entrambe le trasformazioni: preferisce libri e manifesti a quadri e statue poiché sono in grado di raggiungere un pubblico più ampio, è affascinato e immortala il progresso industriale della civiltà moderna, che avanza inesorabilmente sulla campagna.

La falsa civiltà, Duilio Cambellotti, 1905-1907. La falsa civiltà, Duilio Cambellotti, 1905-1907.

“Il quadro aveva fatto il suo tempo, il quadro non aveva la forza di penetrazione e tantomeno quella della diffusione che poteva essere offerta dalla stampa, dal libro. Per decorazione del libro io intendo la collaborazione dell'artista all'allestimento del volume, cominciando dalla scelta della carta e dei caratteri, all'esecuzione dei fregi e disegni, fino alla determinazione del modo più acconcio per riprodurli."

Nel 1901 è già un grafico apprezzato ed è fra i vincitori del Concorso Alinari  per l’edizione illustrata della Divina Commedia, si occupa quindi delle illustrazioni per La Mille e una Notte, le Favole di Trilussa e una serie di libri per bambini grazie i quali l’artista si avvicina al mondo infantile; collabora spesso anche con “Novissima. Albo d’Arti e Lettere”, la società editrice avviata da Edoardo Camis de Fonseca all’inizio del secolo.

In tutte le sue applicazioni grafiche, siano esse realizzate con carboncini in bianco e nero o con la xilografia, una grande importanza è assegnata al senso scenografico dello spazio: il vuoto è protagonista e ricopre un ruolo suggestivo ed espressivo molto forte rispetto alla ridotta presenza delle figure.

 

Farinata degli Uberti, Inferno, c X, Duilio Cambellotti, 1901 Farinata degli Uberti, Inferno, c X, Duilio Cambellotti, 1901

"Ho accettato, ogni volta che ne avessi l'occasione di partecipare quale allestitore di scene e costumi a spettacoli teatrali.(…) Tre cose contemporanee e collegate fra loro dovrebbero uscire dalla stessa mente e mano: il costume, lo scenario e il cartello che dovrà annunciare lo spettacolo al pubblico. (…)”

Nel primo decennio del secolo esegue i primi lavori come scenografo realizzando gli apparati scenici de La Nave di D’Annunzio e nel 1914 si occupa dell’allestimento per l’Agamennone di Eschilo  nel teatro greco di Siracusa: si tratta dei primi esperimenti di teatro greco all’aperto, le prime rappresentazioni di drammi antichi in un contesto archeologico e l’artista si trova ad affrontare la sfida rispetto alle proprie competenze di scenografo.

Inizia così il lungo sodalizio con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico che proseguirà fino al 1948.

Rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, Duilio Cambellotti, 1933. Rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, Duilio Cambellotti, 1933.

"Una sincera ispirazione della natura e dei fatti umani, questo è quanto ha sorretto e governato il mio operare.”

Sia per le composizioni simboliche, didascaliche o fantastiche, Cambellotti parte dall’osservazione del reale, come testimoniano i numerosissimi studi sulla Campagna romana e, tanto forte fu il legame con il mondo agreste e rurale, che una spiga  di grano accompagna quasi sempre le iniziali dell’artista nella firma.

Le figure di cavalli, rondini, tori monumentali, bufali e  vaccine candide sono studiate dal vero e trasferite in pittura sulle pareti, intagliate nei fregi e applicate su vasi e ciotole; uomini e donne della Campagna romana diventano fonte di ispirazione per rievocare miti e visioni eroiche del passato.

Bozzetto per il ciclo del Palazzo del Governo di Littoria, 1934. Bozzetto per il ciclo del Palazzo del Governo di Littoria, 1934.

L’esposizione è articolata nelle sale del Casino dei Principi e quelle del Casino Nobile e presenta un racconto costituito da circa 230 opere che ricompongono le attività pittoriche, grafiche, scultoree, plastiche e fotografiche dell’artista, capace di dialogare per oltre sessant’anni con committenze pubbliche, ecclesiastiche e private. Maggiori informazioni a questo link.

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