Un successo precoce

Nato nel 1936 a Oran, in Algeria, il giovane Yves Henri Donat Mathieu-Saint-Laurent è fortemente influenzato da questa "città cosmopolita, di commercianti, scintillante, un mosaico di mille colori sotto il placido sole del Nord Africa", come ha descritto lui stesso. Questa inclinazione verso il cosmopolitismo e l'universalismo segna fortemente la carriera del giovane, che a soli 17 anni decide di trasferirsi a Parigi. Due anni dopo si unisce a Dior, dove lavorerà come assistente prima e come direttore artistico poi, dopo la morte improvvisa del suo fondatore.

Yves Saint Laurent a Marrakech. Immagine via pelagica.org. Yves Saint Laurent a Marrakech. Immagine via pelagica.org.

Ma non vi rimarrà per molto: nel 1961 fonda la sua maison di haute couture con l’uomo che diventerà il suo compagno di vita, l'uomo d'affari Pierre Bergé. Negli anni successivi, tutte le collezioni di YSL perseguono un unico obiettivo: quello di emancipare le donne. Nel 1962 lancia "Y", il suo primo profumo. Negli stessi anni, veste le principali attrici francesi dell'epoca tra cui Jeanne Moreau, Claudia Cardinale e Arletty. Nel 1966 apre la sua prima boutique prêt-à-porter, a Parigi, e nello stesso anno disegna il suo primo tailleur pantalone per donne che gli vale un premio dalla rivista Harper's Bazaar.

YSL posa con alcune modelle. Immagine via Pinterest. YSL posa con alcune modelle. Immagine via Pinterest.

Moda come rivoluzione

Negli anni '70, YSL è al culmine della sua gloria. La sua forza consiste nel prendere liberamente spunto dal guardaroba maschile per vestire le donne con uno stile che le faccia sentire sì belle, ma soprattutto indipendenti. La sua irriverenza scatena alcuni scandali sulla stampa - come accade con la sua collezione primavera-estate del 1971, ispirata allo stile retrò delle donne durante l'occupazione francese.

In questo decennio molti dei suoi capi rendono omaggio ai pittori che più ama: Van Gogh, Matisse, Velázquez e Picasso, solo per citarne alcuni. L’ eredità che lascia al guardaroba femminile è imponente - e questo nonostante la sua dipendenza da droghe e alcol, che ne accentua gli stati d'ansia.

Il vestito "Mondrian" di Yves Saint Laurent. Il vestito "Mondrian" di Yves Saint Laurent.

In un periodo così difficile, Yves Saint Laurent trova conforto a Marrakech, in Marocco, dove soggiorna quando lavora alle sue collezioni. All'inizio degli anni '80, lui e Pierre Bergé acquistano addirittura una bellissima villa già di proprietà del pittore Jacques Majorelle - un luogo traboccante di poesia, stagni e piante esotiche, oggi aperto al pubblico.

Nel 1983, Yves Saint Laurent è il primo stilista di moda vivente a cui viene dedicata una retrospettiva al Metropolitan Museum of Art di New York. Seguiranno altre mostre in tutto il mondo, inclusa la sua Francia, al Musée des Arts de la Mode di Parigi nel 1986.

I Giardini Majorelle a Marrakech, in Marocco. Immagine via magazineantidote. I Giardini Majorelle a Marrakech, in Marocco. Immagine via magazineantidote.

Negli anni '90 inizia ad allontanarsi dalla vita pubblica e produce "Homages", una collezione ispirata a personalità come Marilyn Monroe, Marcel Proust e Catherine Deneuve. Otto anni dopo organizza, in occasione dei Mondiali di calcio ospitati dalla Francia, una parata di 300 modelli sui prati dello Stade de France - un evento importante che viene visto da centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo, a ulteriore conferma della sua fama planetaria. Nel 2002 annuncia il suo ritiro dalla moda e la chiusura definitiva della maison per concentrarsi sulle attività della Fondation Pierre Bergé - Yves Saint Laurent.

L'ingresso della Museo Yves Saint Laurent. Immagine via Musée Yves Saint Laurent, © 2016 Studio KO, Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent. L'ingresso della Museo Yves Saint Laurent. Immagine via Musée Yves Saint Laurent, © 2016 Studio KO, Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent.

L’asta del secolo

Prima di morire nel 2008 all'età di 71 anni, YSL fa di Villa Majorelle a Marrakech la sua residenza. Qui è stata eretta una stele in sua memoria,  non molto lontano dal Musée Yves Saint Laurent, che raccoglie migliaia di disegni, capi d'abbigliamento, accessori e oggetti appartenuti al grande stilista. Un'altra parte della sua eredità è invece conservata al Musée Yves Saint Laurent nel XVI arrondissement di Parigi.

Henri Matisse (1869-1954), "Cuckoos on a Blue and Pink Carpet", 1911. Henri Matisse (1869-1954), "Cuckoos on a Blue and Pink Carpet", 1911.

L'anno dopo la sua morte, Pierre Bergé decide di vendere la sua eredità in un’asta organizzata da Christie's sotto la navata del Grand Palais di Parigi. “L’asta del secolo” attira 30.000 persone e batte 733 oggetti d'arte tra cui dipinti di Picasso e Mondrian e sculture egiziane. Per inciso, durante l’asta “Cuckoos on a Blue and Pink Carpet” di Matisse è stato venduto per 32 milioni di euro, mentre una scultura dell'artista rumeno Constantin Brancusi, Madame L.R., ne ha incassati 26.

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