La Tartaruga, storia di una galleria che ha fatto la storia

Roma, anni Sessanta. Plinio De Martiis, gallerista e punto di riferimento della scena culturale romana dell’epoca, guida la storica galleria La Tartaruga, promuovendo la ricerca pop della Scuola di Piazza del Popolo e cambiando per sempre le regole della curatela in Italia. Finarte propone un omaggio alla galleria romana dedicando una giornata dell’asta di Arte Moderna & Contemporanea proprio agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo!

La Tartaruga, storia di una galleria che ha fatto la storia

Mettiamo una serata tra amici a Roma. Sono un gruppo di artisti, letterati e intellettuali degli anni Cinquanta riuniti attorno a un tavolo, dopo una bella cena e qualche bicchiere di vino. L’idea è quella di aprire un nuovo spazio espositivo nella capitale, un luogo che possa diventare un punto di riferimento per i movimenti artistici del dopoguerra, un luogo di ritrovo e di scambio di idee, di ricerca.

La Tartaruga, immagine via Artissima
La Tartaruga, immagine via Artissima

Gli amici sono Plinio de Martiis, sua moglie Ninnì, Mino Maccari, Mario Mafai e Nicola Ciarletta. Ognuno scrive su un pezzo di carta un possibile nome da dare a questo spazio espositivo e, messi i foglietti nel cappello di Mafai, si procede all’estrazione: ecco che ne esce il foglietto di Maccari, che aveva scritto ‘La Tartaruga’. L’artista pensò ad un animale lento e longevo, tranquillo e adattabile: un nome che ispirava saggezza e l’idea di un approdo sicuro. Fu poi Mafai a progettare il logo, una tartarughina stilizzata.

Plinio de Martiis, da Swinging Roma di Andrea Bettinetti, dall'Archivio Storico di Latina
Plinio de Martiis, da Swinging Roma di Andrea Bettinetti, dall'Archivio Storico di Latina

Il 25  febbraio 1954 inaugura a tutti gli effetti la galleria La Tartaruga, in via del Babuino 196, con una mostra dedicata ad alcune caricature di artisti francesi, tra i quali il noto Honoré Daumier.

Honoré Daumier, A Buckarest ...c'est ici... entrez... on va vous payer!, 1864, litografia con interventi a mano, cm 20,3 x 27. Foto © Finarte
Honoré Daumier, A Buckarest ...c'est ici... entrez... on va vous payer!, 1864, litografia con interventi a mano, cm 20,3 x 27. Foto © Finarte

Honoré Daumier, A Buckarest ...c'est ici... entrez... on va vous payer!

De Martiis, fotoreporter diventato gallerista, si fa guidare dai suoi amici artisti nelle scelte espositive: Mafai era grande amante della grafica, e alla prima mostra segue una seconda dedicata a litografie di Forain, Goya, Gericault, Daumier, Delacroix, Manet e Renoir.

La prima collettiva dedicata alla Scuola Romana sarà solo a dicembre 1954, quasi un anno dopo l’apertura ufficiale: opere di Mafai, Turcato, Birolli, Guttuso, Leoncillo e altri artisti del giro romano vedranno nella Tartaruga la loro galleria di riferimento. Gli anni a seguire sono ricchi di mostre: quasi una al mese.

Bollettino della galleria La Tartaruga, marzo 1956,
periodico su carta giallina, cm 21,5 x 15. Foto © Finarte
Bollettino della galleria La Tartaruga, marzo 1956, periodico su carta giallina, cm 21,5 x 15. Foto © Finarte

Bollettino della galleria La Tartaruga, marzo 1956

Con un ritmo serrato De Martiis si apre prima verso gli anglosassoni, e poi verso l’Espressionismo Astratto americano, non rinunciando mai a dare spazio alla Scuola Romana, figurativa da un lato e astratta dall’altro. Grazie a Piero Dorazio, arriva una svolta nella proposta della galleria, che determina una nuova e definitiva direzione di De Martiis (che nei primi anni si era fatto effettivamente molto influenzare dai suoi amici e collaboratori), quella Filoamericana. Dorazio infatti aveva vissuto diversi anni negli States, dove aveva conosciuto diversi artisti tra i quali De Kooning, Pollock e Rothko. Un’altra figura fu estremamente rilevante in questa nuova scelta di De Martiis: quella di Leo Castelli, celebre collezionista e gallerista di New York con cui aveva stretto già dal ‘56 una conoscenza, trasformata poi in una vera e propria collaborazione, La Tartaruga ospita infatti una personale di Rauschenberg, una di Cy Twombly e, in seguito, una mostra dedicata a Jannis Kounellis.

Plinio De Martiis, Cy Twombly, mostra personale, 1957, stampa alla gelatina ai sali d'argento applicata su lastra di alluminio, cm 59,5 x 49,5. Foto © Finarte
Plinio De Martiis, Cy Twombly, mostra personale, 1957, stampa alla gelatina ai sali d'argento applicata su lastra di alluminio, cm 59,5 x 49,5. Foto © Finarte

Plinio De Martiis, Cy Twombly, mostra personale, 1957

Parallelamente alle scelte espositive dedicate agli artisti americani, gli anni Sessanta sono dedicati alla promozione della cosiddetta ‘Scuola di Piazza del Popolo’, il movimento di ricerca pop che raccoglieva attorno alla nuova sede della Galleria La Tartaruga - che nel 1963 si trasferì proprio in Piazza del Popolo 3 - artisti come Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mario Schifano, Pino Pascali, e altri nomi importanti della scena romana dell’epoca.

Mario Ceroli, Senza titolo, 1966, legno, cm 65,5 x 74.
Firmato in basso a destra: Ceroli '66, al verso timbro della galleria La Tartaruga e autentica dell'Autore su fotografia. Foto © Finarte
Mario Ceroli, Senza titolo, 1966, legno, cm 65,5 x 74. Firmato in basso a destra: Ceroli '66, al verso timbro della galleria La Tartaruga e autentica dell'Autore su fotografia. Foto © Finarte

Mario Ceroli, Senza titolo, 1966

La nuova sede della Tartaruga ospitò anche la mostra di Jannis Kounellis, la prima personale di Gerhard Richter, poi Burri, Rotella, Manzoni. Tutti gli anni Sessanta furono un tripudio di mostre ed eventi che gravitavano attorno alla Tartaruga: venne infatti inaugurato il Teatro delle Mostre, un ciclo di mostre giornaliere inaugurato da Giosetta Fioroni, un incontro quotidiano tra artisti e pubblico che avviò un nuovo modello espositivo e di rapporto con l’opera.

Giosetta Fioroni, Senza titolo - Per Paola, 1965
vernice argento e tecnica mista su tela, cm 40 x 50.
Firmato al verso: Giosetta con la dedica: A Paola con affetto, Giosetta, Roma aprile 65; Opera registrata presso l'Archivio Giosetta Fioroni, Autentica dell'Autore su fotografia. Foto © Finarte
Giosetta Fioroni, Senza titolo - Per Paola, 1965 vernice argento e tecnica mista su tela, cm 40 x 50. Firmato al verso: Giosetta con la dedica: A Paola con affetto, Giosetta, Roma aprile 65; Opera registrata presso l'Archivio Giosetta Fioroni, Autentica dell'Autore su fotografia. Foto © Finarte

Giosetta Fioroni, Senza titolo - Per Paola, 1965

Per La Tartaruga sono anni di grandi successi, a cui segue, sfortunatamente, un periodo difficile. La scuola romana aveva rappresentato la rinascita e la novità della vita artistica nella capitale, ma le tendenze andavano ormai verso nuove idee, specialmente quelle concettuali e poveriste. De Martiis però, che aveva fondato la galleria grazie ai suoi amici artisti della Scuola di Piazza del Popolo, non si sentì di proseguire verso nuove ricerche. Fu così che la galleria di Piazza del Popolo chiuse e Ninnì aprì la nuova sede nel 1969, in via Principessa Clotilde 1/A. Le scelte espositive furono legate ai quindici anni di attività precedente, dedicando diverse mostre alla Scuola di Piazza del Popolo con qualche new entry, come Agnetti e Notargiacomo. Nel 1971, Ninnì scompare prematuramente. La galleria chiude e negli anni successivi De Martiis la chiude e riapre più volte, in diverse sedi, seguendo filoni meno specifici e dedicandosi ad attività eterogenee, tra le quali l’editoria - che in realtà non aveva mai abbandonato.

Plinio scompare nel 2004. L’anno prima però, gli viene conferito il Premio Michetti alla Carriera come omaggio alla sua attività di gallerista, alla sua capacità di innovazione e per il suo ruolo nell’evoluzione dell’Avanguardia italiana.

Finarte dedica proprio alla Galleria La Tartaruga la prima parte dell’asta di Arte Moderna & Contemporanea, che si terrà a Roma il 14 e il 15 maggio, nella sede romana della casa d’aste, a Palazzo Odescalchi.  

Giulio Turcato, Reticolo composito, 1957/'58, tempera su cartoncino, cm 66,4 x 51,5. Firmato in basso a destra: Turcato; autentica dell'Archivio Turcato su fotografia. Foto © Finarte
Giulio Turcato, Reticolo composito, 1957/'58, tempera su cartoncino, cm 66,4 x 51,5. Firmato in basso a destra: Turcato; autentica dell'Archivio Turcato su fotografia. Foto © Finarte

Giulio Turcato, Reticolo composito

L’importante asta è suddivisa in due sessioni: la prima, il 14 maggio, dedicata proprio alla storica Galleria La Tartaruga. La seconda giornata invece è dedicata a disegni, dipinti e sculture dai primi anni del ‘900 ad oggi, provenienti da importanti collezioni. Tra le duecento opere in asta si segnala un omaggio a Giulio Turcato, una rassegna di opere di Maria Lai e una coppia di candelabri in ceramica di Leoncillo.

Leoncillo Leonardi, Due candelabri, 1949 - 1950, ceramica smaltata in policromia, cm 29,4 x 24,5 x 16 (ciascuna). Autentica di E. Mascelloni su fotografia. Foto © Finarte
Leoncillo Leonardi, Due candelabri, 1949 - 1950, ceramica smaltata in policromia, cm 29,4 x 24,5 x 16 (ciascuna). Autentica di E. Mascelloni su fotografia. Foto © Finarte

Leoncillo Leonardi, Due candelabri

Non perdetevi questo interessante appuntamento di Finarte, le date da segnare sono martedì 14 e mercoledì 15 maggio!

Intanto, potete trovare tutti i lotti su Barnebys!

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