La spettacolare politica di Francesco Vezzoli

Party Politics, l'intrattenimento della politica e la politica dell'intrattenimento in mostra a Roma

"A Venezia, portati tua moglie", così De Gasperi aveva suggerito a Giulio Andreotti, in occasione della sua prima visita come ospite d'onore a Venezia, nel 1951. In veste di sottosegretario alla presidenza del consiglio, si occupava, da un paio di anni, anche della produzione cinematografica italiana, con la stessa attenzione e cura maniacale che riservava a qualsiasi aspetto della sua vita privata e politica. "E mai un pettegolezzo su di lui per qualche "amicizia femminile", eufemismo pudico e un po' ipocrita di quegli anni. Mai una parola o un gesto fuori misura." E, come ancora ricorda Massimo Franco in “C'era una volta Andreotti”, "bastò che una volta andasse al Lido da solo per scatenare un piccolo putiferio: ma in famiglia. Quell'innocente istantanea scattata a Venezia sottobraccio con la Magnani aveva provocato le ire della signora Livia".

Party Politics, foto Roberto Apa via Inside ArtParty Politics, foto Roberto Apa via Inside Art

Ci sono ben altre foto che hanno segnato i protagonisti della politica nel loro rapporto con il mondo dello spettacolo. Non quelle di Aldo Moro o di Enrico Berlinguer con qualche soubrette, perché semplicemente non ne esistono. Come dichiara Francesco Vezzoli, “Solo a partire dagli Anni Ottanta politica e spettacolo vanno a braccetto”.

Bastarono appena trent'anni per trasformare usi e costumi italiani in maniera irreversibile.

"Party Politics, l'intrattenimento della politica, la politica dell'intrattenimento" è il progetto di Francesco Vezzoli visitabile a Roma fino al 19 luglio alla Fondazione Giuliani per l'arte contemporanea. La ricerca di Francesco Vezzoli e Livia Corbò negli archivi dell'Ansa e del Getty Images ha riportato alla luce foto che immortalano protagonisti e personaggi noti della vita politica, economica e sociale italiana in più o meno insospettabili momenti di spontaneità.

Party Politics, Sandra Milo e Gianni De Michelis, foto Roberto Apa via Inside ArtParty Politics, Sandra Milo e Gianni De Michelis, foto Roberto Apa via Inside Art

Sofia Loren e Marella Agnelli, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, Gianni de Michelis e Maria Pia Fanfani, Moana Pozzi e Giuliano Ferrara e, persino lui, Giulio Andreotti, dimentico forse della lezione del suo mentore.

Tutti colti a tradimento e ritratti dagli obiettivi in pose scomposte, a volte ambigue, quasi sempre inopportune. Rivelatrici di quel nuovo rapporto tra politica e spettacolo. Erano gli anni dei “nani e delle ballerine” come veniva etichettata – da Rino Formica - la corte dei leader di partito dell’Italia da bere.

Gli scatti sono ironicamente e spietatamente ingranditi in gigantografie che evocano tele dipinte d'altri tempi, protetti da cornici dorate che le impreziosiscono e le sottraggono dal giudizio di oggi, consegnando l'effimero degli anni Ottanta alla storia. Le didascalie di Filippo Ceccarelli, contribuiscono a quell’esplosiva miscela di ironia e nostalgia: Moana Pozzi e Giuliano Ferrara distesi su un divano sono ritratti in "Rosseggiava il canapè", Giulio Andreotti e Raffaella Carrà in "Archeologia del divano televisivo", Suni Agnelli e Edwige Fenech in "La seduzione altera della divergenza".

Party Politics, Moana Pozzi e Giuliano Ferrara foto Roberto Apa via Inside ArtParty Politics, Moana Pozzi e Giuliano Ferrara foto Roberto Apa via Inside Art

Giovanni Giuliani, presidente della fondazione, ha dichiarato: “L’idea di Francesco Vezzoli era quella di dare un’immagine ben precisa di un periodo storico che ha visto il passaggio della politica verso il mondo dello spettacolo”.

Una volta si sceglievano vizi privati e virtù pubbliche. Dagli anni Ottanta il vizio diventa pubblico e politico e la virtù, quando resta, diventa una indole da esibire al più in famiglia. La vita pubblica dei nostri anni forse nasce da questa esibita volgarità, come diritto irrinunciabile. Uno stadio dell’emancipazione? Forse. Certamente l’inizio del culto dell’esibizionismo, dell’edonismo manifesto. Le cornici dorate di Vezzoli propongono forse solo indizi ancora elitari del selfie quotidiano.

Come dichiara il testo di Michele Masneri che accompagna la mostra, "L’Italia del resto è un paese che ha sempre e solo chiesto ai suoi politici d’essere bene intrattenuta: nazione di star system modesto - e in cui, per usare un’altra citazione estera, “tutti sanno recitare, tranne gli attori(Orson Welles)."

Scopri tutte le opere in asta su Barnebys!