La Magie Noire di Magritte, la storia d’amore dietro l’opera

L’opera del 1946 di René Magritte andrà presto in asta da Sotheby's. In attesa di scoprire a quanto verrà battuto questo capolavoro, abbiamo pensato di raccontarvi di quella donna che appare, eterea, in primo piano: l’amata moglie di Magritte, Georgette Berger.

La Magie Noire di Magritte, la storia d’amore dietro l’opera

Uno dei più grandi capolavori surrealisti di René Magritte andrà in asta da Sotheby’s a Londra il prossimo 19 giugno. Si tratta di “La Magie Noire” del 1946, un nudo di donna che spicca su un paesaggio in cui l’azzurro del cielo appropria dell’intera composizione.

René Magritte, La Magie Noire, 1946. Olio su tela, firmata e datata. Foto: Sotheby's
René Magritte, La Magie Noire, 1946. Olio su tela, firmata e datata. Foto: Sotheby's

La figura in primo piano infatti, si trasforma gradualmente, acquistando, grazie alla sfumatura del cielo che invade il viso e il torso, un aspetto quasi divino. L’altra metà del suo corpo e la mano che poggia sul velo collocato sulla pietra, rimane invece terrestre, il corpo nudo di una donna. La donna in posa per la serie della Magie Noire non era una una modella qualsiasi, bensì Georgette Berger, l’amata moglie di Magritte. L’artista trasforma la figura di Georgette seguendo le regole del classicismo e rendendola una vera e propria Venere moderna: la posa plastica e gli occhi vuoti - che ricordano quelli di una statua di marmo - non mettono però in secondo piano la carica erotica del dipinto.

Da qui, anche il titolo dell’opera, Magie Noire, ideato dall’amico e poeta Paul Nougé: “è un atto di magia nera trasformare la carne della donna in cielo”.

Ma veniamo a noi, sappiamo che volete sapere qualcosa di più su Magritte e Georgette. La prima cosa vi stupirà: a discapito delle leggende sulla passione per le donne di numerosi artisti (vedi Picasso, o Klimt, tra molti altri) l’amore tra l’artista e la sua musa fu un sentimento tranquillo, basato sulla stabilità, tranne qualche, breve piccola eccezione.

I due si conoscono da ragazzini, nel 1913: Magritte aveva 15 anni e Georgette 12. La prima guerra mondiale li porterà dividersi ma si incontreranno di nuovo nel 1920 e quel timido amore che era che già nato qualche anno prima, riaffiora. Nel 1922 si sposano. Lei diventa la sua musa ispiratrice. Sarebbe erroneo definire Georgette la ‘modella’ di Magritte, perché a tutti gli effetti non la ritrae con grande frequenza, fu invece la donna e la compagna in grado di decifrare la mente enigmatica del pittore surrealista. I due condussero una vita discreta, abitavano al numero 35 di rue Essergeim, a Bruxelles, il loro nido d’amore.

l loro rapporto visse un periodo tumultuoso a 10 anni dal matrimonio, quando Magritte si invaghì dell’artista inglese Sheila Legge. Pare che per per distrarre la moglie chiese aiuto ad un amico, Paul Colinet, convincendolo a passare del tempo con Georgette. Ma, si dice chi la fa l’aspetti, no? Georgette iniziò a sua volta una relazione con Paul. I due impiegarono alcuni anni per riappacificarsi e ricostruire il loro rapporto, che durò poi per tutte le loro vite.

René Magritte, Gli Amanti, 1928. Conservato al MoMA. Foto via Fondation & Comité Magritte
René Magritte, Gli Amanti, 1928. Conservato al MoMA. Foto via Fondation & Comité Magritte

Tornando all’opera in asta, La Magie Noire, è parte di una serie con lo stesso tema, che negli anni Quaranta appassionò molto Magritte. L’opera venne acquisita dal fratello dell’artista, Raymond, un business man di successo che sostenne René durante i primi anni della sua carriera. L’opera fu ereditata poi dalla figlia di Raymond, Arlette, che la vendette all’asta da Sotheby’s nel 1993. Tornato sul mercato dopo essere stato in diverse prestigiose collezioni private, attendiamo di sapere a quanto verrà battuto questo capolavoro surrealista e… d’amore!

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