La Cappella del Barolo, tripudio di colore nel cuore delle Langhe

Una chiesetta mai consacrata è stata trasformata in un'opera d'arte a cielo aperto da David Tremlett e Sol LeWitt. In occasione del ventesimo anno dalla sua realizzazione, scopriamo la storia della Cappella del Barolo

Cappella del Barolo, foto: Ceretto Vini
Cappella del Barolo, foto: Ceretto Vini

Dici Langhe, pensi Barolo. Sì, è vero: anche Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Barbaresco e perché no, anche tartufo e nocciole. Buongustai. Oggi però, vogliamo farvi scoprire qualcosa di altrettanto speciale nel territorio delle Langhe e, no, non si tratta di enogastronomia. Il 2019 segna i vent’anni di un famoso progetto di Sol LeWitt e David Tramlett: la Cappella del Barolo, uno degli edifici più conosciuti del territorio piemontese grazie alle sue particolarissime caratteristiche, totalmente inusuali per una chiesa: i colori acidi, sgargianti e luminosi, stesi in campiture morbide ad onde che la rendono totalmente unica nel suo genere.

Cappella del Barolo, foto: Ceretto Vini
Cappella del Barolo, foto: Ceretto Vini

La Cappella del Barolo è in realtà una chiesa sconsacrata, o meglio, una chiesa che non è mai stata consacrata. L'edificio fu costruito originariamente nel 1914 dai contadini che lavoravano nei vigneti circostanti e impiegato come luogo di rifugio temporaneo in caso di maltempo. Inizialmente chiamata Cappella delle SS. Madonne delle Grazie, non divenne mai un luogo di culto a tutti gli effetti. 

Negli anni Settanta, la famiglia Ceretto acquistò 6 ettari del prestigioso vigneto di Brunate, e insieme al terreno, acquisì anche la Cappella di La Morra, ormai ridotta a rudere dopo anni di abbandono. Nel 1997, David Tremlett stava allestendo una mostra nel castello di Barolo e in quell’occasione, la famiglia Ceretto ospitò l’artista anglo-svizzero nella tenuta di Castiglione Falletto. Nacque così un’amicizia, e i Ceretto - da sempre amanti e intenditori di arte contemporanea - accettarono volentieri la proposta di Tremlett di trasformare quella vecchia chiesetta in un’opera d’arte.

La famiglia Ceretto di fronte alla Cappella del Barolo. Foto: Marco Varoli
La famiglia Ceretto di fronte alla Cappella del Barolo. Foto: Marco Varoli

Nel 1998 partirono i lavori di ristrutturazione, l’anno seguente invece iniziò l’intervento di Tremlett, che si avvalse di un socio d’eccezione per la decorazione esterna: Sol LeWitt, il padre dell’arte concettuale americana. LeWitt ricoprì le pareti esterne con campiture geometriche a tinte sgargianti, arancione, verde, viola, giallo e rosso, creando motivi ondulati a richiamo delle colline circostanti. Gli interni, vennero invece progettati e realizzati da Tremlett con caratteristiche differenti: usò nelle decorazioni i colori della terra e impiegò materiali come il marmo e il vetro di Murano. 

Interni della Cappella del Barolo, realizzati da David Tremlett. Foto via Gucki.it
Interni della Cappella del Barolo, realizzati da David Tremlett. Foto via Gucki.it

La chiesetta è così diventata una vera e propria opera d’arte contemporanea nel bel mezzo delle Langhe, attirando nel tempo turisti e appassionati. In occasione dei vent’anni dalla realizzazione della Cappella del Barolo, sono previsti diversi eventi per questo autunno: se non volete perdere l'occasione di visitare quest'opera d'arte all'aperto gustandovi un bel bicchiere di vino, consultate tutte le informazioni sul sito di Ceretto Vini!

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