La Ballerina, il capolavoro di Lucio Fontana

Lucio Fontana, celebre icona del taglio e della ricerca della terza dimensione. Alla base del suo Spazialismo però, ci sono oltre trent’anni di ricerca, iniziati con la scultura e la produzione ceramica. La Casa D'Aste Il Ponte, presenta in questo contesto un’opera magistrale: Ballerina, che racchiude e anticipa le ricerche di Lucio Fontana dai primi anni ‘30 alla fine degli anni ‘50.

La Ballerina, il capolavoro di Lucio Fontana

«[...] È la materia, la stupenda materia cromatica della ceramica [...] che ha in sé, nella propria greve ma lucente, cangiante, carnosità, la più pertinente dimensione spaziale.» E. Crispolti, "Carriera barocca di Fontana"

Lucio Fontana, dal catalogo dell'Asta di Arte Moderna & Contemporanea, Il Ponte Casa D'Aste
Lucio Fontana, dal catalogo dell'Asta di Arte Moderna & Contemporanea, Il Ponte Casa D'Aste

Conosciamo Lucio Fontana principalmente per i suoi celebri tagli e i buchi, non meno importante fu però la sua incredibile produzione ceramica. Anzi, al pari della rivoluzione del taglio e della ricerca della terza dimensione, Fontana fu in grado di trasformare la ceramica da tecnica decorativa ad una vera e propria espressione artistica.

«La prima ceramica l’ho modellata in Argentina nel 1926»

Lucio Fontana nasce in Argentina nel 1899. Il padre, originario di Varese, aveva un’azienda specializzata in scultura cimiteriale e monumentale, fu quindi inevitabile, per il giovane artista, un inizio di carriera legato alla scultura.

Lucio Fontana, "Concetto spaziale, Natura", 1968, bronzo (due elementi), cm 10x10x5 circa (cad.). Entrambi siglati e numerati 55/90. Foto © Il Ponte Casa d’Aste
Lucio Fontana, "Concetto spaziale, Natura", 1968, bronzo (due elementi), cm 10x10x5 circa (cad.). Entrambi siglati e numerati 55/90. Foto © Il Ponte Casa d’Aste

Fontana venne fanno trasferire dalla famiglia a Milano, da un parente, per studiare all’Istituto Tecnico Carlo Cattaneo e contemporaneamente al Liceo Artistico dell’Accademia di Brera. Tornerà poi in Argentina, dove, nel 1925 avverrà il suo effettivo esordio professionale esponendo all’VIII Salòn de Bellas Artes di Rosario ‘Melodias’, un ritratto femminile dall’eco rodiniano.

«[...] sono a Milano da pochi giorni e già mi sento rinascere a nuova vita. [...]»

Nel 1927 torna in Italia, di nuovo a Milano. Sono anni importanti, di legame con la sua vita precedente - lavorerà infatti ad alcune sculture per il Cimitero Monumentale di Milano - e, all’inizio degli anni Trenta, di rottura totale con il passato. Arrivano le esposizioni alla Galleria Il Milione, il primitivismo, la sperimentazione di stili e tecniche meno accademiche, come la terracotta e l’argilla.

Nel 1935 Fontana si trasferisce ad Albisola, e lì scopre il potenziale della ceramica avviando una collaborazione trentennale con Tullio Mazzotti (o Tullio d’Albisola come lo soprannominò Marinetti), realizzando opere d’ispirazione futurista e riscuotendo grande successo in diverse esposizioni italiane e internazionali.

Lucio Fontana, "Crocifissione", 1950 circa, ceramica policroma smaltata, cm 52x25x14. Siglata e iscritta "Albisola" al retro. Foto © Il Ponte Casa d'Aste
Lucio Fontana, "Crocifissione", 1950 circa, ceramica policroma smaltata, cm 52x25x14. Siglata e iscritta "Albisola" al retro. Foto © Il Ponte Casa d'Aste

Nei primi anni del secondo conflitto mondiale, Lucio Fontana viene richiamato in Argentina dal padre, per partecipare al concorso per realizzazione del Monumento Nazionale a la Bandera, a Rosario di Santa Fe. Purtroppo non ottengono la commissione, e Fontana si trova relegato in Argentina a causa degli eventi bellici in Europa. L’approccio all’arte - e in modo più specifico alla ceramica - era vissuto in modo totalmente diverso rispetto all’avanguardia milanese che aveva respirato fino a poco prima. L’ambiente argentino fu, sotto certi aspetti, poco stimolante.

Lucio Fontana, "Concetto spaziale", 1951, china, buchi, e graffiti su cartone, cm 20x35. Firmato e datato 51 in basso a destra. Foto © Il Ponte Casa d'Aste
Lucio Fontana, "Concetto spaziale", 1951, china, buchi, e graffiti su cartone, cm 20x35. Firmato e datato 51 in basso a destra. Foto © Il Ponte Casa d'Aste

Nel 1946 arriva però il Manifesto Blanco, che annuncia il bisogno di sintesi tra spazio, tempo, colore, suono e movimento a ridefinizione delle opere d’arte traendo origine dall’ottica di una spazialità complessa sviluppata dal Barocco e del concetto di dinamismo esaltato dal Futurismo.

Lucio Fontana, "Madonna col Bambino", 1950 - 53, ceramica policroma smaltata, cm 35x19x10. Siglata al retro. Foto © Il Ponte Casa d'Aste
Lucio Fontana, "Madonna col Bambino", 1950 - 53, ceramica policroma smaltata, cm 35x19x10. Siglata al retro. Foto © Il Ponte Casa d'Aste

«è troppo grande il desiderio di ritorno e di liberarmi per un certo tempo da questo ambiente [...] spero di realizzare ancora una serie di ceramiche e sculture che mi diano il piacere o la sensazione d’essere ancora un uomo vivo.»

Il suo rientro in Italia, nel ‘47, è l’inizio di una nuova e radicale prospettiva artistica. Fontana proclamò una rivoluzione delle arti visive, con il Primo Manifesto dello Spazialismo. Sono proprio le ceramiche il lavoro germinale di Fontana sulla ricerca del concetto di spazio: il materiale gli consente di modellare senza vincoli, mentre il colore e la glassatura dello smalto ne sottolineano il dinamismo.

Lucio Fontana, "Ballerina", 1952, ceramica policroma smaltata, cm 75x50x40. Firmata e datata 52 in basso. Foto © © Il Ponte Casa d’Aste
Lucio Fontana, "Ballerina", 1952, ceramica policroma smaltata, cm 75x50x40. Firmata e datata 52 in basso. Foto © © Il Ponte Casa d’Aste

Ballerina non è solo un’opera magistrale, ma è tutto ciò che Fontana aveva assimilato fino a quel momento. Un'opera che racchiude e anticipa le ricerche di Lucio Fontana dai primi anni ‘30 alla fine degli anni ‘50. Ecco come la descrive il catalogo della prestigiosa Casa d'Aste Il Ponte, che la ospiterà in asta il prossimo 11 giugno:

"La ceramica modellata e lavorata con vigore rende evidente l’interesse per la spazialità. Le sfaccettature concrete che si irradiano dalla figura penetrano e articolano lo spazio che la circonda, trasmettono il senso di movimento fluente e vorticoso della composizione, emblema della ricerca barocca prima e futurista poi. Il bianco e il rosa, i colori classici e delicati della danza, sono vibranti e brillanti. Lo smalto riveste e glassa l’intera superficie dinamica, i suoi riflessi sono luminosi e le ombre profonde; la figura rilucente, appare quasi bagnata e dotata di un tocco vitale: sembra che la ballerina stia per eseguire un pas de chat sul ritmo di una musica che possiamo percepire..." leggi tutta la descrizione sul catalogo

Sicuramente la Ballerina è la grande protagonista di questa prossima asta del Ponte, ma non l'unico capolavoro che andrà sotto il martello nell'esclusiva sede in Via Pontaccio. L'asta primaverile di Arte Moderna e Contemporanea dell'11 e 12 giugno si presenta infatti ricca di proposte. Le opere in ceramica, oltre a quelle di Fontana, vedono altri grandi maestri presenti in catalogo - come Fausto Melotti e Pablo Picasso.

Significativa la presenza di capolavori internazionali, tra i quali un olio del 1922 di Paul Klee, un'acquaforte di Francis Bacon, un olio di Andrè Masson e uno di Max Ernst.

Hans Hartung, "T1958-7", 1958, olio su tavola, cm 45x34,3 - Firmato e datato 58 in basso a destra Titolato al retro. Foto © Il Ponte Casa d’Aste
Hans Hartung, "T1958-7", 1958, olio su tavola, cm 45x34,3 - Firmato e datato 58 in basso a destra Titolato al retro. Foto © Il Ponte Casa d’Aste

Anche due storici lavori di Hans Hartung troveranno rilievo in catalogo, tra cui quest'olio su tavola del 1958. Concludiamo la nostra lettura delle opere del Ponte con Victor Vasarely, in asta con "GIZEH-K" 1957-1972 un acrilico su tela del 1957 e una delle pochissime opere in vendita sul mercato internazionale di Yves Klein, Blue Monochrome (IKB 322).

Yves Klein, "Untitled Blue Monochrome, (IKB 322)" 1959 pigmento e resina sintetica su cartoncino applicato su garza, cm 21x17,5, Firmato "Yves" al retro. Foto © Il Ponte Casa d’Aste
Yves Klein, "Untitled Blue Monochrome, (IKB 322)" 1959 pigmento e resina sintetica su cartoncino applicato su garza, cm 21x17,5, Firmato "Yves" al retro. Foto © Il Ponte Casa d’Aste

Vi lasciamo scoprire tutti gli altri capolavori sfogliando il catalogo della Casa D'Aste Il Ponte, oppure direttamente su Barnebys.

Non perdetevi l'appuntamento per l'11 e il 12 giugno in Via Pontaccio a Milano. L'esposizione è aperta il 7, 8 e il 9 giugno con il seguente orario: 10/13 - 14.30/18.30.