L'Alchimia del Design

Gli Alchimisti, coloro che aspiravano a ricavare dalla materia primigenia la pietra filosofale, una sostanza purissima che conteneva, al suo interno, l'oro e l'argento. Così, allo stesso modo, sono paragonati agli alchimisti alcuni artisti, creativi e designer che, grazie al loro ingegno, hanno dato vita ad oggetti iconici e simbolici. Cambi Casa D'Aste propone un capitolo a loro dedicato, in occasione dell'Asta di Fine Design del prossimo 20 giugno.

L'Alchimia del Design

“La Fantasia è la pietra filosofale data all’uomo per trasformare la natura secondo i suoi desideri”

L’Alchimia è un sistema filosofico esoterico tra la scienza empirica e l’arte, il cui fine primo era quello di trasformare il piombo in oro. Il pensiero alchemico è considerato il precursore della moderna chimica, anche se alla base di questa disciplina non c’era solo la scienza, ma ben altro: l’Alchimia implicava infatti un processo di crescita e di liberazione metafisica dell’operatore, assumendo così connotati mistici. La conversione del metallo - dal piombo in oro, attraverso la pietra filosofale, non rappresenta altro che la ricerca di uno sviluppo spirituale.

Ermete Trismegisto, filosofo del III secolo a cui si ricollega il Corpus Hermeticum. Immagine via Dionidream
Ermete Trismegisto, filosofo del III secolo a cui si ricollega il Corpus Hermeticum. Immagine via Dionidream

Gli alchimisti amavano definirsi “filosofi ermetici”, da Hermete Trismegisto, patriarca della mistica della natura che avrebbe trasmesso agli egizi vaste conoscenze, tra cui la scrittura geroglifica. L’Alchimia visse il suo periodo d’oro a partire dal 1400 fino alla fine del ‘700. "Anche Leonardo da Vinci, nei suoi scritti cifrati, asserisce di saper trasformare il piombo in oro. Nel suo più celebre disegno, l’Uomo Vitruviano (1490) è contemporaneamente iscritto con le braccia e le gambe in un quadrato e in un cerchio. Nel quadrato l’uomo appare come crocefisso nella materia e nel cerchio come una stella a cinque punte. Il disegno, oltre a rappresentare precise proporzioni armoniche, simboleggia la sublimazione del corpo in spirito attraverso la cosiddetta quadratura del cerchio o cerchiatura del quadrato." (Valentina Guidi Ottobri)

Paracelso, medico, alchimista e astrologo svizzero, fu una delle figure più significativo del Rinascimento. Egli definì l’immaginazione come come la stella interiore, quel magnete che attrae e che costringe ad una continua metamorfosi per raggiungere la creazione della pietra filosofale. L’immaginazione, la sperimentazione e la ricerca sono processi alla base di ogni creazione artistica. Proprio come gli Alchimisti, gli artisti, i designer e i creativi danno vita ad oggetti di materia spirituale attraverso il fuoco edificante della creatività.

Cambi propone, in occasione dell’asta di Fine Design, alcuni importanti autori che attraverso le loro opere sono riusciti a raggiungere la creazione della loro personale pietra filosofale. Scopriamone alcuni!

Piero Fornasetti

“Immaginazione, fantasia e creatività sono cibi insopprimibili per l’anima e per lo spirito: è un dovere per chi ne ha il darne agli altri, ed è così, che la fantasia chiama la fantasia e che la poesia invita alla poesia per tutti, a tempo pieno”.

Piero Fornasetti, Paravento in legno laccato con decoro a decalcomania. Prod. Fornasetti, Italia, 1950 ca. - cm 200x182. Foto © Cambi Casa D'Aste
Piero Fornasetti, Paravento in legno laccato con decoro a decalcomania. Prod. Fornasetti, Italia, 1950 ca. - cm 200x182. Foto © Cambi Casa D'Aste

Fornasetti ha creato uno stile: il suo. Unico e inimitabile, lo Stile Fornasetti è insieme innovazione e classicismo, ma mai tradizione. Genio e alchimista, ha costruito un suo mondo attraverso visioni oniriche, universi simbolici e anni di sperimentazioni, che lo porteranno a mettere a punto la sua tecnica di stampa e verniciatura che applicherà a tutte le sue opere. Le grandi collaborazioni con Gio Ponti, le stoffe, gli arredi, i palazzi, la nave Doria - così come le sue iconiche ceramiche e i teatrali paraventi lo hanno consacrato come grande icona del design italiano nel mondo.

Lucio Fontana

“L’infinito passa attraverso il buco. Tutti credevano che la mia intenzione fosse quella di distruggere ma non è vero, io costruisco”

Lucio Fontana, Base di tavolo in terracotta smaltata policroma. Firma originale. Pezzo unico. Italia, 1950 ca - cm 30x48. Foto © Cambi Casa D'Aste
Lucio Fontana, Base di tavolo in terracotta smaltata policroma. Firma originale. Pezzo unico. Italia, 1950 ca - cm 30x48. Foto © Cambi Casa D'Aste

L’artista dello Spazialismo, Lucio Fontana, colui che con un taglio nella tela diede un nuovo significato all’arte. Lo spazio, il colore e la luce sono alla base della sua ricerca, iniziata in Argentina come scultore e proseguita in Italia, dove si avvicina alla ceramica e lascia andare il figurativo per dedicarsi alla modellazione sensoriale.

Osvaldo Borsani e Lucio Fontana, Tavolo basso con struttura in legno e piano in vetro decorato. 
Decoro realizzato in olio e smalto per la serie Concetto Spaziale. Prod. Arredamenti Borsani, Italia, 1952. Foto © Cambi Casa D'Aste
Osvaldo Borsani e Lucio Fontana, Tavolo basso con struttura in legno e piano in vetro decorato. Decoro realizzato in olio e smalto per la serie Concetto Spaziale. Prod. Arredamenti Borsani, Italia, 1952. Foto © Cambi Casa D'Aste

È nel secondo dopoguerra che arriva il Manifesto Blanco e il concetto di Spazialismo: l’arte in versione innovativa e sperimentale, quella pietra filosofale che ha trasformato la sua produzione nei celebri tagli e Concetti Spaziali.

Verner Panton

“Lo scopo principale del mio lavoro è quello di portare le persone a usare la loro immaginazione.”

Verner Panton, Lampadario mod. Wondrelamp Type G con struttura in materiale termoplastico Cellidor, acciaio e nylon. Prod. Luber AG, Danimarca, 1969 -
cm 46x140. Foto © Cambi Casa D'Aste
Verner Panton, Lampadario mod. Wondrelamp Type G con struttura in materiale termoplastico Cellidor, acciaio e nylon. Prod. Luber AG, Danimarca, 1969 - cm 46x140. Foto © Cambi Casa D'Aste

Danese, amante del colore e della geometria, Panton lavorò come architetto con Arne Jacobsen prima di fondare il suo studio. La passione di Verner Panton per i colori brillanti e i motivi geometrici si è manifestata in una vasta gamma di progetti, destinati a fondere gli elementi d’arredo e di costruzione - pavimenti, pareti, tessuti, lampade - in un tutt’uno. All’inizio degli anni Sessanta sviluppò con Vitra la celebre Panton Chair, introdotta nel 1967 come primo prodotto sviluppato in modo indipendente dall’azienda svizzera. Le sue installazioni rivoluzionare lo hanno reso celebre e hanno aperto la strada a una generazione di creativi che hanno guardato a lui come riferimento e ispirazione.

Ed ecco i prossimi “Alchimisti”, che fanno tutti parte della nuova generazione di designer e creativi.

Sara Ricciardi

“Ciò che amo dell’alchimia è la possibilità. Credo che la pietra filosofale non sia altro che una pepita che giace nel profondo del nostro corpo”

Sara Ricciardi, Vaso scultoreo con struttura 
in ottone e vetro di Murano. Pezzo unico. 
Prod. Venini per Visionnaire Home Philosophy, Italia, 2019 - cm 21x31. Foto © Cambi Casa D'Aste
Sara Ricciardi, Vaso scultoreo con struttura in ottone e vetro di Murano. Pezzo unico. Prod. Venini per Visionnaire Home Philosophy, Italia, 2019 - cm 21x31. Foto © Cambi Casa D'Aste

Sara Ricciardi è del 1989. Una giovanissima designer che vanta già una certa fama ed esperienza grazie ai suoi incredibili progetti: prodotti per aziende, pezzi unici per gallerie, interni, installazioni. “Sono di origine Campana ed ho il fuoco dentro”: Sara Ricciardi è nata a Benevento, ha studiato tra Milano, Istanbul e New York ma ora vive e lavora a Milano, dove quattro anni fa ha aperto il suo studio. Il suo approccio è caratterizzato da una profonda esplorazione narrativa: ogni estetica nasce a seguito di un precisa storia. I materiali e le lavorazioni dei suoi progetti vengono definiti grazie all’ausilio di grandi maestri dell’artigianato italiano.

Sopra, un pezzo unico di Sara Ricciardi, Vaso scultoreo con struttura in ottone e vetro di Murano, 2019.

Il vaso gioca sull'equilibrio tra due stadi del vetro: quello in cui è nella sua forma appuntita e grezza come pepita indefinita e quello in cui, ammansito dal fuoco, si presenta affusolato e morbido. Il significato mistico che è alla base del pezzo è un invito ad essere coscienti dei plurimi stadi che possiamo raggiungere. Uno stesso DNA può declinarsi in metamorfosi varie con un preciso significato interiore.

Marcantonio

“Non rinuncio mai all’ironia; l’ironia è una cosa seria. Se un’idea mi pare divertente, non posso non realizzarla”

Marcantonio, Life After Life, sedia con struttura in legno e legno laccato. Ideata per la collezione Wooderkammer. Edizione limitata di 8 esemplari.
Prod. Scapin, Italia, 2019 - cm 59x43x89. Foto © Cambi Casa D'Aste
Marcantonio, Life After Life, sedia con struttura in legno e legno laccato. Ideata per la collezione Wooderkammer. Edizione limitata di 8 esemplari. Prod. Scapin, Italia, 2019 - cm 59x43x89. Foto © Cambi Casa D'Aste

Marcantonio Raimondi Malerba è nato nel 1976. Un altro giovane creativo che si sta velocemente ritagliando un ruolo importante sulla scena del design italiana e internazionale grazie alle sue creazioni. Marcantonio inizia la sua carriera nell’ambito della scenografia teatrale ma ben presto comincia a creare i suoi pezzi, legati in particolare alla connessione tra uomo e natura. Il suo lavoro è concepito come una diretta continuazione dei suoi giochi d’infanzia, quando si lasciava ispirare da tutto ciò che trovava. Il suo percorso si è poi evoluto verso la ricerca di una componente estetica di grande valore ed eleganza, non abbandonando comunque il concetto bambinesco di ispirazione dal gioco. “Il bambino osserva attentamente i riflessi e il gioco dei cristalli così come uno scienziato studia la materia, come un artista osserva la realtà e, per comprenderla, la trasforma.”

Marcantonio, Before the Beginning, scultura luminosa in vinil-acrilato, ottone e vetro. Prod. Italia, 2019 - cm 34x58x130. Foto © Cambi Casa D'Aste
Marcantonio, Before the Beginning, scultura luminosa in vinil-acrilato, ottone e vetro. Prod. Italia, 2019 - cm 34x58x130. Foto © Cambi Casa D'Aste

Studio CTRLZAK & Livio Ballabio

"Considero gli oggetti che ci circondano come un'estensione della nostra anima, e la nostra anima non ha certamente una forma elementare."

Studio CTRLZAK & Livio Ballabio, Sideroid Zenith, cabinet con supporto in ottone. 
Struttura in resina e meteorite stampato in 3D.
Pezzo unico. Prod. JCP, Italia, 2017 - cm 36x27x145. Foto © Cambi Casa D'Aste
Studio CTRLZAK & Livio Ballabio, Sideroid Zenith, cabinet con supporto in ottone. Struttura in resina e meteorite stampato in 3D. Pezzo unico. Prod. JCP, Italia, 2017 - cm 36x27x145. Foto © Cambi Casa D'Aste

Livio Ballabio è un architetto laureato in disegno industriale al Politecnico di Milano. Nato in una famiglia da sempre legata al settore del mobile, Ballabio è cresciuto influenzato dalla bellezza dell’arredo, sperimentando in seguito il suo stile eclettico e personale. Oggi ha diverse società nel campo del design d’interni di alta gamma e collabora con professionisti in vari settori: artigianato, decorazione, scultura, design e architettura. CTRLZAK invece è uno studio ibrido, che integra diverse discipline e culture. Fondato da Katia Meneghini e Thanos Zakopoulos a Milano, lo studio crea opere d’arte e di design, oggetti, installazioni e spazi: ogni progetto è una storia da raccontare grazie ad una moltitudine di forme e possibilità. Le creazioni di CTRLZAK sono state esposte in diverse gallerie e importanti istituzioni a livello mondiale, come il MoMA, il Louvre e la Biennale di Venezia.

La Casa d’Aste Cambi propone, in occasione dell’Asta Fine Design del prossimo 20 giugno, un’esperienza immersiva dedicata proprio agli Alchimisti del design di cui abbiamo parlato. Oltre ai nomi presenti nell’articolo saranno tanti altri ad arricchire The Golden Temple of Alchemy, tra cui Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Sandro Chia, Federico Pepe e Patricia Urquiola. Il progetto è di CTRLZAK e curato da Valentina Guidi Ottobri.

Gio Ponti, Poltrona mod. 811 con struttura in legno e bande elastiche. Rivestimento in tessuto. Prod. Cassina, Italia, 1957 - cm 90x71x86. Foto © Cambi Casa D'Aste
Gio Ponti, Poltrona mod. 811 con struttura in legno e bande elastiche. Rivestimento in tessuto. Prod. Cassina, Italia, 1957 - cm 90x71x86. Foto © Cambi Casa D'Aste

Il catalogo dell’asta Cambi è, come sempre, eccezionale. Oltre alla chicca del capitolo dedicato agli Alchimisti, sono tanti altri i lotti che andranno sotto il martello. Un’importante selezione è dedicata a Gio Ponti e ad altri grandi nomi italiani: Angelo Lelii, Giovanni Ferrabini, Pietro Cascella, Alessandro Mendini e diversi altri ancora.

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