Jenny Saville, l'arte del nudo scolpito sulla tela

Artista contemporanea di origine scozzese, Jenny Saville fa parlare i corpi delle donne attraverso la loro rappresentazione sulle sue celebri tele monumentali. Oggi è, a tutti gli effetti, l'artista donna vivente più costosa al mondo, con una delle sue opere recentemente venduta per oltre 10 milioni di euro.

Jenny Saville & Glen Luchford, Closed Contact #14 (dettaglio), 1995-96, foto © Gagosian
Jenny Saville & Glen Luchford, Closed Contact #14 (dettaglio), 1995-96, foto © Gagosian

Nata a Cambridge nel 1970, diplomata alla Glasgow School of Art, Jenny Saville è stata adocchiata dal commerciante d'arte Charles Saatchi nel 1992: dopo aver visto una sua opera a una mostra di laurea in una galleria di Londra, le commissionò 15 opere per la sua collezione, tenendola impegnata per u due anni successivi. Immagini eccentriche, essenzialmente nudi e tabù: la Saville lavorò in Scozia ma anche e soprattutto negli Stati Uniti, all'Università di Cincinnati, dove la giovane artista trascorse alcuni mesi come studentessa. Confesserà in seguito che è certamente lì, nel "paese del junk food", che scoprì una passione artistica per le persone oversize, soggetti prediletti dei suoi dipinti.

Jenny Saville, Branded, 1992, foto © Christie’s
Jenny Saville, Branded, 1992, foto © Christie’s

Le sue opere furono presto esposte in diverse gallerie londinesi: la popolarità di Jenny Saville cresce in maniera esponenziale negli anni '90, fino a diventare una delle figure emblematiche del movimento Young British Artists, che ha riunito quaranta "turbolenti" artisti visivi del Regno. Spesso realizzate su formati molto grandi nel suo studio londinese o a Palermo, le sue opere rivelano una serie di influenze: Cindy Sherman, per iniziare, ma anche grandi pittori come Picasso e Rembrandt. Inoltre, altre fonti d'ispirazione al di fuori del mondo dell'arte contribuiscono all'originalità dei suoi dipinti, come ad esempio immagini mediche e interventi di chirurgia estetica, che scopre durante le sessioni con il dottore di New York Barry Martin Weintraub.

Jenny Saville, Cindy, 1993, foto © Christie’s
Jenny Saville, Cindy, 1993, foto © Christie’s

Sono tanti e diversi i riferimenti di cui l'artista scozzese si è appropriata per creare il suo universo. I ritratti di Saville, realizzati con ampie pennellate di pittura a olio, arrivano a trasgredire il proibito dando un posto centrale alla carne attraverso la rappresentazione di corpi obesi, morenti, transessuali... in breve, a tutti coloro che non hanno diritto in capitolo. Spesso deformati, gonfi, persino torturati e saturi, i suoi nudi rivelano sempre una grande precisione e mettono in discussione lo spettatore, specialmente sui limiti del presentabile sulle riflessioni a cui inducono, sul tormento della nostra società e le ferite dell'anima. I dipinti di Jenny Saville mettono in dubbio anche tutte le nozioni convenzionali di bellezza come è sempre stata rappresentata nell'arte, vale a dire attraverso silhouettes idealizzate, con curve armoniose e pelle liscia.

Jenny Saville, Saville, 1999, foto © Christie’s
Jenny Saville, Saville, 1999, foto © Christie’s

Alcuni addirittura, vedono nelle sue opere una critica politica al modo in cui gli uomini guardano i corpi delle donne: uno sguardo tirannico che questa convinta femminista prende in giro, come evidenziato dai suoi nudi più grezzi, spesso segnati anche con un pennarello nero, come un chirurgo che disegna le aree del corpo su cui praticare una liposuzione o da rimodellare con un bisturi.

Un'altra peculiarità dei dipinti di Jenny Saville, oltre al fatto di essere sistematicamente monumentali, sta nella loro portata autobiografica. Ossessionata dal desiderio di essere l'oggetto stesso della sua arte, Saville non ha mai esitato a mettere a nudo la sua intimità: è quello che fa in alcune opere, in cui appare il suo avatar sfigurato, con il corpo premuto contro una lastra di vetro.

Jenny Saville, Juncture, 1994, foto © Christie’s
Jenny Saville, Juncture, 1994, foto © Christie’s

Oggi Jenny Saville è cinquantenne, membro della Royal Academy e continua a esporre le sue opere a metà strada tra astrazione e figurazione nelle gallerie più famose del mondo. Non è raro che le sue creazioni condividano le pareti con opere di pittori classici del XX secolo, come Egon Schiele - al Kunsthaus di Zurigo nel 2015 - Lucian Freud e Francis Bacon, di cui affermano che lei sia l'erede, sia nel modo di dipingere l'ambiguità della carne che nell'inquadratura, in primo piano.

Jenny Saville, Propped, 1992, foto © Sotheby’s
Jenny Saville, Propped, 1992, foto © Sotheby’s

Un'approccio artistico, quello di Saville, che ha portato a volte ad una speculazione insospettata, come è successo con Propped, un autoritratto “alto un metro e ottanta”, realizzato quando l'artista era ancora una studentessa e inizialmente stimato a 4.5 milioni di euro dal collezionista che lo aveva in possesso, David Teiger. Lo scorso ottobre, quest'opera, che offre una visione dal basso di una donna opulenta seduta su uno sgabello, ha infranto tutti i record quando è stato acquistato da 11 milioni di euro da Helena Newman, presidente di Sotheby's Europe, al termine di una battaglia tra offerte più elevatissime. Una cifra eccezionale che ha reso Jenny Saville l'artista vivente più costosa del mondo.

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