Il Caravaggio di Tolosa venduto prima dell’asta

C'era grande attesa per l'asta di Giuditta e Oloferne, l'opera attribuita a Caravaggio ritrovata in Francia nel 2014. Qualcuno però ha battuto tutti sul tempo, due giorni prima della vendita ufficiale.

Il Caravaggio di Tolosa venduto prima dell’asta

Giuditta e Oloferne, l’opera di Caravaggio ritrovata in un sottotetto a Tolosa nel 2014 è stata venduta privatamente prima dell’asta, che avrebbe dovuto tenersi il 27 giugno.

«Abbiamo ricevuto un'offerta che era impossibile da non comunicare ai proprietari. Il fatto che provenga da un collezionista vicino ad un grande museo ha convinto il venditore ad accettare», così ha spiegato Éric Turquin, esperto che si è occupato della perizia dell’opera e dell’asta stessa, stabilendo la stima di Giuditta e Oloferne tra i 100 e 150 milioni di euro. 

Michelangelo Merisi di Caravaggio (attr.), Giuditta e Oloferne, 1607. Foto © Cabinet Turquin
Michelangelo Merisi di Caravaggio (attr.), Giuditta e Oloferne, 1607. Foto © Cabinet Turquin

L’opera è tuttora oggetto di dibattiti riguardo la reale attribuzione al maestro Barocco: diversi specialisti italiani hanno infatti dichiarato il loro dubbio sulla mano di Caravaggio - sostenendo invece che sia una copia realizzata dall’artista fiammingo Louis Finson, che lavorò al fianco di Caravaggio e di cui è esposta un’altra versione della stessa opera a Palazzo Zavallos, Napoli. 

Louis Finson, Giuditta decapita Oloferne, 1607. Olio su tela, 140×160 cm, Palazzo Zevallos, Napoli
Louis Finson, Giuditta decapita Oloferne, 1607. Olio su tela, 140×160 cm, Palazzo Zevallos, Napoli

Turquin, dal canto suo, è sempre stato irremovibile sull’autenticità, dichiarando: "Non solo è un dipinto di Caravaggio, ma di tutte le sue opere che conosciamo, questa è una delle più grandi.”

Giuditta e Oloferne è stata trovata nel 2014 in una soffitta da una famiglia discendente da Napoleone. Marc Labarbe, esperto battitore d’asta francese, lo riconobbe immediatamente come un’importante opera italiana del XVII secolo, e insieme al suo team ha studiato il dipinto per oltre due anni, in gran segreto. Nel frattempo, il Ministero della Cultura francese lo ha classificato come tesoro nazionale, impedendo così l’esportazione dell’opera per 30 mesi - fino al 24 dicembre 2018, data in cui il dipinto ha ottenuto la libera circolazione.

L’asta prevista per il 27 giugno aveva fatto molto scalpore e in molti attendevano il risultato finale, che è arrivato però prima del previsto. L’opera era stata esposta tra Londra, New York e Tolosa nei mesi precedenti la vendita, in cerca dell’acquirente giusto per quel (presunto) capolavoro caravaggesco. Il 25 giugno, arriva la notizia: l’opera è stata venduta in trattativa privata e acquistata da un collezionista molto vicino ad un grande museo, anche se non ci è dato sapere il nome dell’acquirente né il prezzo finale di vendita.

Sembra però certo che l’opera lascerà la Francia. In attesa di vederla esposta in qualche importante museo e di farci la nostra personale idea sull’attribuzione, qualche dubbio a noi rimane.

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