Dagli anni '20, quando l'immigrato di prima generazione Frank Patania arrivò con le sue tecniche del vecchio mondo adattandole ai gusti e ai materiali locali, la famiglia Patania è stata una forza influente nella comunità creativa della zona. Frank aprì il suo primo negozio a Santa Fe, nel New Mexico, proprio mentre cominciava a diffondersi un certo interesse per quell’area. Lì, i Patania avrebbero finalmente ottenuto un ampio riconoscimento per le loro opere d'arte ispirate ai gioielli dei nativi americani ma realizzate dalle mani di un orafo italiano.

Una collana di coralli realizzata da Frank Patania Sr. negli anni '50. Una collana di coralli realizzata da Frank Patania Sr. negli anni '50.

Seguendo le orme del patriarca, le tre generazioni successive della famiglia Patania hanno creato sorprendenti gioielli mescolando le tradizioni europee a quelle degli indiani d'America. Il loro lavoro è stato amato dalle celebrità e riconosciuto dalle istituzioni, con la presenza di Frank Sr., del figlio Frank Jr. e del nipote Sam nella collezione della Renwick Gallery allo Smithsonian American Art Museum. Oggi, Sam e suo figlio Marco continuano la tradizione di famiglia nel negozio “Patania Sterling Silver Originals” a Tucson, in Arizona. Sebbene Frank Sr. morì quando Sam era ancora bambino, alcuni dei suoi progetti più innovativi sopravvivono ancora, ora plasmati dalle mani del nipote.

Nato nel 1899, Frank Patania Senior iniziò un apprendistato in oreficeria in Sicilia intorno all'età di 6 anni. Quando la sua città natale, Messina, venne colpita da un grave terremoto nel 1908, il governo italiano aiutò la famiglia di Frank a emigrare negli Stati Uniti, dove si stabilì a New York. Dopo aver raggiunto l'età lavorativa legale di 14 anni, Frank iniziò a lavorare come tappezziere producendo nappe per mobili, anche se presto passò alla gioielleria per la quale era stato originariamente formato.

A sinistra: bracciale Floral Spray di Frank Sr., 1950 A destra: bracciale Asymmetry di Frank Jr., 1960 circa.Entrambi i gioielli fanno parte della collezione Smithsonian. Immagini via Smithsonian American Art Museum. A sinistra: bracciale Floral Spray di Frank Sr., 1950 A destra: bracciale Asymmetry di Frank Jr., 1960 circa. Entrambi i gioielli fanno parte della collezione Smithsonian. Immagini via Smithsonian American Art Museum.

"Frank Sr. iniziò da una società di gioielli chiamata Goldsmith, Stern & Company a Manhattan, dove lavorò come come designer fin da adolescente: erano i primi anni ‘20", spiega Sam, "ed era un impiegato molto costoso." Dopo che a Frank Sr. fu diagnosticata la tubercolosi, il proprietario dell'azienda lo mandò a Santa Fe per riprendersi, ma lui si innamorò della regione a tal punto da decidere di rimanervi.

Dopo aver lavorato per il negozio di gioielli di Julius Gans, Frank Sr. aprì la sua prima attività nel 1927, il Thunderbird Shop, accanto alla biglietteria della stazione di Santa Fe. Oltre ai gioielli Patania, il negozio vendeva anche opere d'arte e artigianato degli indiani d'America e prodotti importati dall'Italia e da altri paesi.

Negli anni '30, dopo aver sposato Aurora Massaco, anch’ella immigrata italiana, la ricerca di Frank Sr. verso nuovi mercati lo portò a Tucson, in Arizona. "Gestì negozi e laboratori sia a Tucson che a Santa Fe per il resto della sua vita", dice Patania, "portando con sé la famiglia e spostandosi tra le città per seguire le stagioni".

Frank Sr., a sinistra, negli anni '50 e Frank Jr., a destra, negli anni '60. Frank Sr., a sinistra, negli anni '50 e Frank Jr., a destra, negli anni '60.

Come spiega Patania, Frank Sr. fu l'unico designer del Thunderbird Shop, anche se aveva assunto diversi artigiani per produrre i gioielli nei suoi laboratori di Santa Fe e Tucson, assumendo spesso nativi americani. Molti di questi alla fine divennero artisti affermati, come cui Julian Lovato di Santo Domingo, nel New Mexico; Arthur e Andy Rivera, che possedevano un negozio di fronte all'Hotel La Fonda di Santa Fe; e Alberto Contreras a Tucson.

I gioielli di Frank Sr. spiccavano tra le forme più familiari dei gioielli dei nativi americani e, a sua volta, il suo lavoro influenzò molti artigiani della zona. "Portò con sé il senso del design italiano, e lavorò l’argento con uno stile platino e oro che rese i suoi pezzi in apparenza più scultorei e più leggeri rispetto a quello che veniva fatto dagli indiani d'America dell'epoca", dice Patania. "I suoi progetti attirarono i clienti che passavano le vacanze nella zona e volevano gioielli che potessero essere indossati nelle grandi città".

L'insegna originale del Thunderbird Shop, 1930 circa. L'insegna originale del Thunderbird Shop, 1930 circa.

Sebbene Frank Sr. utilizzasse materiali locali come argento e turchesi, il suo stile mescolava i tradizionali motivi dei gioielli nativi americani con le tendenze europee, come le forme organiche dell'Art Nouveau o quelle snelle dell'Art Deco. "Molti dei suoi motivi, come le foglie, non sono tradizionalmente nativi americani, ma dopo che li usò lui divennero onnipresenti nei gioielli della zona", spiega Patania. "Frank Sr. portò uno stile che non esisteva nel sud-ovest fino a quando non si trasferì a Santa Fe nei primi anni ‘20".

Il negozio Thunderbird trasse grandi benefici dall'espansione della compagnia turistica Fred Harvey, che portò migliaia di estranei nella regione, molti dei quali in cerca di souvenir “autentici". Frank Sr. realizzò gioielli per alcune delle cosiddette Harvey Girls della compagnia e per alcuni membri della comunità creativa di Santa Fe, tra cui Mable Dodge Luhan e Georgia O'Keeffe. "I suoi gioielli non erano troppo legati allo stile della zona e potevano essere indossati a Manhattan, a Chicago o a Kansas City", dice Patania.

I gioielli di Frank Sr. spesso includevano grappoli di turchesi e forme naturali tra cui viti e foglie, proprio come quelle del bracciale Floral Spray della collezione Smithsonian. Il suo approccio ibrido divenne noto come lo stile "Patania Thunderbird", un aspetto che a volte si basava su motivi nativi americani, ma con una peculiarità. "Il suo era un lavoro di sovrapposizione, a differenza di tutto ciò che veniva fatto in quel momento," continua Patania.

Questo articolo del 1958 mostra Frank Sr. nel laboratorio con suo figlio e altri artigiani di gioielli. Questo articolo del 1958 mostra Frank Sr. nel laboratorio con suo figlio e altri artigiani di gioielli.

Frank Sr. iniziò a farsi strada negli anni '40 e '50, dopo che il paese si era ripreso dalla Grande Depressione e dalla Seconda guerra mondiale. "Divenne sempre più capace di esprimere se stesso nel suo lavoro, e in quel periodo produsse un grande numero di opere d'arte", dice Patania. "Molti degli artigiani più importanti di Frank Sr. andarono a combattere durante la Seconda guerra mondiale, quindi la produzione di quel tempo diminuì, ma gli anni '50 furono per lui una rinascita".

A quel tempo, Frank Sr. era in grado di permettersi più dipendenti, macchinari e materiali pregiati, come il corallo acquistato in Italia. Nel suo studio, gli artigiani più fidati realizzavano parti che lui stesso assemblava in un pezzo finale. "Per quasi tutti gli anni '50 c’era semplicemente più denaro e un mercato più grande", afferma Patania. Più o meno nello stesso periodo, suo figlio Frank Patania Jr. tornò all'attività di gioielleria di famiglia dopo aver finito il college e la leva nell'esercito degli Stati Uniti. Frank Jr. sviluppò rapidamente un'estetica personale, influenzato dalle forme geometriche più semplici del design di metà secolo.

"Mio padre si è distinto creando quello che definiva uno 'stile architettonico', influenzato dall'architettura che aveva visto", spiega Patania. "All’epoca del liceo era già un argentiere specializzato, il che significa che aveva completato il suo apprendistato a pieni voti, e poteva lavorare senza preoccuparsi della tecnica. Ma come molti artisti, si spinse oltre le sue abilità, lavorando in aree in cui non aveva ricevuto alcuna formazione. "Gli studi di Frank Jr. presso l'Università dell'Arizona gli avevano aperto gli occhi su una gamma di arti e mezzi che andavano ben oltre il suo apprendistato in oreficeria, e i suoi disegni più contemporanei vinsero premi e ottennero grandi riconoscimenti in diverse mostre sull'oreficeria dell'epoca.

Un braccialetto minimalista in argento sterling e un topazio taglio stella di Frank Jr., primi anni '70. Un braccialetto minimalista in argento sterling e un topazio taglio stella di Frank Jr., primi anni '70.

"Per mio padre il lavoro manuale era di massima importanza", aggiunge Patania. "Sebbene a volte affidasse il design ad altri artigiani, era lui stesso a realizzare i gioielli a mano". Sebbene Frank Sr. fosse morto nel 1964, suo figlio avrebbe trasmesso l'eredità di famiglia al nipote Sam. Nonostante non abbiano mai lavorato insieme, Patania produce ancora alcuni dei pezzi più popolari del nonno. "Realizzo i progetti di Frank Sr. e Jr. in quella che chiamo la "Collezione Patania", che sono i modelli più venduti," dice Patania, "come il braccialetto Georgia realizzato per Georgia O'Keeffe, che era una grande amica di mio nonno".

Patania ha integratonell'azienda di famiglia delle nuove tecnologie per abbreviare il tempo necessario alla realizzazione dei gioielli e aumentare la produzione, mantenendo comunque la finitura manuale dei pezzi. "A partire dalla fine degli anni '90, l'avvento delle presse idrauliche per gioielleria e l'uso dell'uretano hanno cambiato tutto", afferma Patania. "Usando l'uretano, la quantità di lavoro manuale richiesta per finire un pezzo è molto ridotta perché questo lascia poco o nessun segno di utensile". Insieme all'aiuto di suo figlio Marco, Patania usa la pressa idraulica per produrre tanti gioielli quanti ne farebbe una stanza piena di artigiani, senza per questo sacrificare la qualità.

Il braccialetto Tension di Sam Patania, del 1999, è stato acquistato dallo Smithsonian. Immagine via Smithsonian American Art Museum. Il braccialetto Tension di Sam Patania, del 1999, è stato acquistato dallo Smithsonian. Immagine via Smithsonian American Art Museum.

Nel 1999, i gioielli dei Patania vennero esposti in una mostra che illustrava la storia delle tre generazioni al Tucson Museum of Art e la curatrice in carica, Joanne Stuhr, portò il loro lavoro all'attenzione di un curatore della Renwick Gallery dello Smithsonian Institute, Kenneth Trapp. Trapp ritenne che le loro opere fossero così importanti da decidere di includerle nella collezione permanente dello Smithsonian, e i pezzi di Frank Sr., Frank Jr. e Sam Patania furono tutti acquisiti dall’istituzione.

Patania afferma che il suo design è stato fortemente influenzato dal lavoro del padre e del nonno così come dai gioielli modernisti degli anni '50, da quelli messicani e dall’offerta variegata della fiera Tucson Gem. "Ho molte cose a cui mi ispiro", dice. "Mi piace lavorare con oro, platino, pietre preziose e turchesi. Ma dovrei lasciare la descrizione del mio stile agli altri: ci sono troppo immerso per poterlo fare."

Questo articolo è la traduzione di The Silver Trail: How An Italian Immigrant Made His Mark on Southwestern Jewelry ed è stato scritto da Hunter Oatman-Stanford per Collectors Weekly.

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