DIAMONDPERNLCOVERQuando si tratta di diamanti, sono molti i fattori che possono influenzarne il valore. Tra carati, colore, purezza e taglio, è facile confondersi quando si cercano diamanti all'asta. Se anche tu sei alla ricerca di un affare ma non ci capisci un’acca, sei nel posto giusto: la nostra guida è qui per aiutarti a diventare un esperto di diamanti.

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La parola diamante deriva dal greco "adámas" e significa "invincibile, indomabile". Un diamante è un minerale molto raro composto da atomi di carbonio ed è il materiale più solido in natura. Il suo valore  dipende da quattro, importanti fattori conosciuti come “le quattro C”: “colour” (colore), “carat” (peso), “clarity” (purezza) e “cut” (taglio).

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Colore

Parlare di colore ti potrà sembrare un po’ fuorviante. I diamanti sono trasparenti, no? Non preoccuparti, sei sulla buona strada. Il colore viene infatti misurato in base alla sua mancanza. Il sistema di classificazione internazionale (determinato dal GIA, il Gemological Institute of America) è basato su una scala che va dalla lettera D alla Z, dove D è il punteggio più alto. Un diamante con gradazione D, E o F rientra nella categoria Incolor ed è quindi molto raro e prezioso. La scala continua con le categorie Near Colorless (G-J), Very Faint Yellow (K-M), Faint Yellow (N-R) e Light Yellow (S-Z).  Fanno parte dell’ultima categoria le pietre con un tono giallo, classificate come le meno preziose.

Esiste un’ultima categoria, quella delle cosiddette “Fancy”, pietre solitamente rosa, blu o gialle. Se per gli altri diamanti l’assenza di colore comporta un aumento del valore, in questo caso più il colore è intenso più aumenta il prezzo. I Fancy sono estremamente rari e in asta vengono battuti a cifre più alte rispetto ai diamanti D, E ed F.

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Carati

L’unità con cui si misura la dimensione di un diamante è il Carato, da non confondere con il Karato, l'indicatore della purezza dell’oro. Il termine viene dal greco “kertion”, ovvero il frutto del carrubo, i cui semi hanno tutti un peso di 0,2 grammi. Quindi maggiori i carati, maggiore il valore del diamante? Magari fosse così semplice.

Sono tutti i fattori (colore, caratura, chiarezza e taglio) nel loro insieme che determinano il valore di un diamante. Ad esempio, un diamante grande e pesante può avere una bassa gradazione di colore e quindi valere meno.

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Purezza

La purezza indica il numero di inclusioni, imperfezioni e impurità presenti in un diamante e viene classificata con 7 livelli. Se un diamante è “FL” (Flawless) o “SE”, significa che la pietra è purissima, priva di qualsiasi difetto. Se hai intenzione di acquistare una pietra o un gioiello con un diamante, però, puoi accontentarti delle categorie VVS o VS, dato che le loro inclusioni sono quasi impossibili da vedere a occhio nudo.

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Taglio

Poiché il diamante è il materiale naturale più solido del pianeta, è molto difficile da tagliare: l'unica cosa abbastanza solida per tagliarlo è...un altro diamante. Il taglio dei diamanti è, per molti gemmologi, il fattore più importante quando si decide il valore una pietra. In questo caso si misurano il riflesso, la simmetria e la qualità del taglio. La lucentezza della pietra e la capacità di riflettere la luce vengono infatti danneggiate da un taglio di bassa qualità.

La qualità del taglio è suddivisa in cinque categorie. Solo il 3% di tutti i diamanti viene classificato nella categoria "Ideal", mentre il restante 97% è “Excellent”, “Very Good”, “Good”, “Fair” oppure “Poor”. E non è ancora finita: oltre alla qualità del taglio, come molti di voi sapranno ci sono anche diverse forme. Ecco una lista delle principali forme di diamanti.

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Navette

Il taglio navette, come indica il nome, ricorda la forma di una barca. È però anche conosciuto come “marquise”, poiché si narra che il Re Ludovico XIV avesse fatto creare un gioiello con questo taglio in onore della bocca della sua amante, la Marchesa Madame de Pompadour. Questi diamanti hanno una forma allungata con i lati che si chiudono in due punte e sono di dimensioni maggiori rispetto alle pietre di altri tagli.

Brilliante

Il taglio brillante è uno dei più comuni. Grazie alla sua forma rotonda e alle 57 faccette, la riflessione viene massimizzata, rendendo la gemma molto lucente. Quasi il 70% dei diamanti in circolazione ha un taglio brillante.

Goccia o pera

Anche il taglio goccia o pera è molto diffuso: in questo caso, la pietra è rotonda e una delle due estremità è a punta. Una sorta di via di mezzo tra il taglio brillante e quello navette.

Cabochon

Dal francese “caboche”, testa, i diamanti con questo taglio non hanno faccette, sono piatti da un lato e convessi dall’altro. Il cabochon è molto comune tra le pietre con una purezza bassa, dato che le faccette evidenziano proprio questo fattore.

Rosa

Il taglio rosa è l’evoluzione del cabochon: piatto da un lato e rotondo dall’altro, è caratterizzato da 24 faccette e somiglia a una rosa. Quello a rosa è uno dei tagli più antichi, molto in voga nell’epoca vittoriana.

Baguette

Esatto, questo taglio ha una forma simile a quella di un filone di pane francese. I diamanti taglio baguette hanno una forma allungata e sono spesso incastonati al centro di un gioiello. Il taglio è caratterizzato da una lunga faccetta nel mezzo, quindi la gemma utilizzata deve essere estremamente pura e non troppo grossa.

Ovale

Il taglio ovale ha le caratteristiche del brillante, del navette e del baguette. È allungato come il baguette, ha due estremità a punta come il navette e riflette molto la luce come il brillante. Questo taglio moderno fu inventato negli anni ‘50 e divenne molto popolare per le gemme destinati agli anelli.

Princess, carré e cuscino

Queste tre forme sono tutte squadrate. I tagli princess e carré hanno gli angoli appuntiti e riflettono bene la luce. Anche il taglio cuscino è molto riflettente, ma i suoi angoli sono arrotondati. Questo taglio era molto popolare alla fine del XIX secolo ed è tornato in voga negli ultimi anni.

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