A Roma tra Liberty e Rinascimento

Finarte Roma ospita, il prossimo 27 maggio, l'Asta dedicata a Dipinti e Disegni Antichi e Arte del XIX secolo e propone un catalogo in cui spiccano diversi esponenti dell'arte romana: pezzo forte, un bronzetto dell'Oceanina di Mario Rutelli, una delle ninfe della Fontana della Naiadi di Piazza della Repubblica!

A Roma tra Liberty e Rinascimento

Continua l’alta stagione per la sede capitolina di Finarte. Il 27 maggio infatti, è dedicato a Dipinti e Disegni Antichi e Arte del XIX secolo, per un totale di 324 lotti.

La prima tornata, alle 11:30, è dedicata all’arte del XIX secolo, che vede due artisti che hanno operato a Roma come grandi protagonisti dell’asta, Giulio Aristide Sartorio e Mario Rutelli, accanto ad un altro importante scultore, l’impressionista Medardo Rosso.

Giulio Aristide Sartorio, Grande studio ad olio per il ciclo decorativo della Biennale di Venezia del 1907, 1906 circa, olio su tela, cm 173,5 x 199,5. Foto © Finarte
Giulio Aristide Sartorio, Grande studio ad olio per il ciclo decorativo della Biennale di Venezia del 1907, 1906 circa, olio su tela, cm 173,5 x 199,5. Foto © Finarte

Giulio Aristide Sartorio andrà in asta da Finarte con uno studio ad olio per la Biennale di Venezia del 1907, ma è stato - tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento - un artista a tutto tondo che ha spaziato dalla pittura alla scultura ma anche dalla scrittura alla regia cinematografica. Romano, fu allievo del padre e del nonno, entrambi scultori, e studiò invece pittura da autodidatta, seguendo uno stile di carattere liberty. Legato a D’Annunzio e Carducci, coltivò un ottimo giro di amicizie nell’ambiente romano: entrò a far parte del Gruppo dei Venticinque, paesaggisti della Campagna romana, con cui espose a Venezia a inizio Novecento. Proprio in questo contesto si colloca il Grande studio ad olio per il ciclo decorativo della Biennale di Venezia del 1907, bozzetto del 1906 che sarà battuto da Finarte con una stima tra i 40 e i 70 mila euro.

Giulio Aristide Sartorio, Il Poema della vita umana, ciclo pittorico realizzato per la Biennale d’Arte del 1907. Foto via Artribune
Giulio Aristide Sartorio, Il Poema della vita umana, ciclo pittorico realizzato per la Biennale d’Arte del 1907. Foto via Artribune

Esposta nel 2001 al Chiostro del Bramante sul liberty italiano, l’opera  è riconducibile ad una prima fase di ideazione per il fregio della Sala del Lazio alla Biennale di Venezia del 1907 e rivela diverse affinità con quello realizzato l’anno precedente per la Sala del Lazio alla “Mostra Nazionale di Belle Arti” di Milano. A Sartorio venne affidato l’incarico di illustrare, sulla base della mitologia antica, il Poema della vita umana. Le quattro scene principali (Luce, Tenebre, Amore, Morte) sono alternate a dieci teleri verticali (dove sono rappresentate la Grazie e l’Arte). L’artista propone così una visione drammatica dell’esistenza, dalla nascita alla morte.  

Mario Rutelli, Oceanina (dalla Fontana delle Naiadi), 1901 circa, scultura in bronzo, cm 39,5 x 44,5 x 32,5, firmata sul retro sulla base: M. RUTELLI e inscritta sulla base: FOND - ART - LAGANA' NAPOLI. Foto © Finarte
Mario Rutelli, Oceanina (dalla Fontana delle Naiadi), 1901 circa, scultura in bronzo, cm 39,5 x 44,5 x 32,5, firmata sul retro sulla base: M. RUTELLI e inscritta sulla base: FOND - ART - LAGANA' NAPOLI. Foto © Finarte

Mario Rutelli, importante scultore palermitano, ha realizzato numerose opere in Italia e all’estero. La sua opera più celebre è la Fontana delle Naiadi in Piazza della Repubblica a Roma, di cui questo bronzetto in asta da Finarte riprende la figura dell’Oceanina. La fusione potrebbe essere stata commissionata dalla fonderia Laganà di Napoli, visto il grande successo che la fontana delle Neiadi riscosse dopo la turbolenta inaugurazione.

Dettaglio della Fontana della Naiadi in Piazza della Repubblica
Dettaglio della Fontana della Naiadi in Piazza della Repubblica

Rutelli iniziò a lavorare sulle sculture nel 1897, terminando tre anni dopo: realizzò quattro ninfe in bronzo, Naiade, Oceanina, Nereide e Ondina. A posare furono alcune modelle anticolane, e la loro avvenenza riportata sulle opere di Rutelli destò un forte scandalo, tanto che l'inaugurazione della fontana venne posticipata. Tuttavia, una folla di curiosi e ammiratori si avvicinò all’opera, azionandone i meccanismi di apertura dell’acqua e dando il via ufficiale all'inaugurazione. Furono alcuni studenti della Sapienza ad andare a prendere Rutelli nel suo atelier e portarlo, trionfanti, davanti alla sua opera.   

Medardo Rosso, Ruffiana, scultura in bronzo su base in marmo, cm 29,5 x 21 x 23, firmata sul retro, sulla base: M Rosso. Foto © Finarte
Medardo Rosso, Ruffiana, scultura in bronzo su base in marmo, cm 29,5 x 21 x 23, firmata sul retro, sulla base: M Rosso. Foto © Finarte

Medardo Rosso invece viene presentato in asta con un’opera ritenuta "certamente autentica" e di cui "la fusione è riferibile alla tarda attività dell’artista" secondo Luciano Caramel. Il soggetto della donna anziana è però databile al 1883, ad una fase legata all’estremo realismo dell'artista e quindi di forte impatto emotivo. Medardo Rosso arriverà alla cera come mezzo espressivo prediletto dopo aver lavorato con bronzo, terracotta e gesso. Caramel sostiene che “la Ruffiana sia la prima cera, il momento dello scarto, lo snodo, dove passato e futuro sono visibili insieme”. Un’altra curiosità riguarda la base: l’opera, dopo essere stata fusa in bronzo, venne montata su un frammento di portone, un oggetto che rimarca il legame con il Vero.

La seconda tornata, dedicata invece ad Arredi, Disegni e Dipinti Antichi, si terrà alle ore 15:30. Accanto ad alcuni interessanti pezzi tra lo stile Liberty e Déco di Carlo Bugatti, provenienti dalla Villa TIB di del Barona Branca a Grassina, compaiono beni archeologici, miniature, paesaggi, nature morte e ritratti.

Scuola Emiliana, secolo XVII, Allegoria della Scultura,
olio su tela, cm 74,5 x 61. Foto © Finarte
Scuola Emiliana, secolo XVII, Allegoria della Scultura, olio su tela, cm 74,5 x 61. Foto © Finarte

Degno di nota è questo meraviglioso dipinto raffigurante L'Allegoria della Scultura e attribuito alla Scuola Emiliana, presumibilmente a Ginevra Cantofoli, Domenico Maria Canuti o Pietro Liberi.

Un'inedita versione di San Giovannino offre fiorellini a Santa Elisabetta e San Zaccaria, opera del tardo Cinquecento di Jacopo Bassano è invece il lotto 320, stimato tra i 60 e gli 80 mila euro. Dello stesso soggetto è nota anche un'altra opera (Londra, Walpole Gallery, 1988), Congedo di San Giovannino dai genitori pubblicata nella monografia di Ballarin.

Jacopo Bassano, San Giovannino offre fiorellini alla madre Santa Elisabetta accompagnata da San Zaccaria, olio su tela, cm 39,7 x 51,8. Foto © Finarte
Jacopo Bassano, San Giovannino offre fiorellini alla madre Santa Elisabetta accompagnata da San Zaccaria, olio su tela, cm 39,7 x 51,8. Foto © Finarte

La scena di Jacopo Bassano rappresenta con tenerezza San Giovannino che coglie piccoli fiori bianchi usando come cesta la propria veste (Giovanni bambino non rinuncia a deporre la croce del Battista, fatta con due stecchi incrociati). Santa Elisabetta sembra voler proteggere il bimbo, preso dalla sua ricerca. Il giallo aranciato con cui è vestita Elisabetta esemplifica il calore del sentimento, mentre il velo bianco e verde salvia riporta il tutto a una dimensione umana. Zaccaria invece appare con gli occhi chiusi, abbagliato dalle vesti della sua famiglia. L'opera è un vero capolavoro ricco di maestria e viene offerto con Attestato di Libera Circolazione.

Tra gli altri artisti in asta, citiamo anche Prospero Fontana, Lloyd Llewelyn e Plinio Nomellini.

Appuntamento a Palazzo Odescalchi a Roma lunedì 27 maggio!

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