Tra record di artiste donne, quadri che si distruggono da soli e blockchain, il 2018 si sta dimostrando un anno ricco di colpi di scena per il mercato delle aste: e non finisce qui. Tra i principali trend emersi, ce n’è uno che più di tutti tocca il mercato nostrano: parliamo della rivincita del design italiano, che, dopo anni passati a inseguire i risultati dei mobili francesi, americani e scandinavi, sta spopolando in sala d’asta.

Ettore Sottsass per Bitossi, Montelupo Ettore Sottsass per Bitossi, Montelupo

Come riporta l’Online Auction Report: 15 Designated Designers di Barnebys, il più grande motore di ricerca di aste e oggetti d'arte e di antiquariato al mondo, il design degli anni ’50-‘70 è una delle categorie più ambite dai collezionisti, a tal punto che questo segmento ha visto un incremento di oltre il 330% tra il 2009 e il 2016. Fino a poco fa, i mobili e oggetti d’arredo più ambiti e costosi erano firmati da designer francesi (come Charlotte Perriand), scandinavi (Alvar Aalto in primis) e americani (capitanati da Charles e Ray Eames). I maestri italiani invece, per quanto conosciuti e apprezzati anche all’estero, sono sempre rimasti a guardare. Fino ad ora.

L’apertura globale del mercato, resa possibile dall’incremento delle vendite online che hanno raggiunto un pubblico sempre più giovane, diversificato e digitale, ha infatti portato a una riscoperta del design italiano: un trend che si riflette nel numero sempre crescente di aste dedicate e nell’aumento della partecipazione di bidder internazionali nelle vendite organizzate da case d’asta italiane. Sempre più spesso, poi, gli interior designer più richiesti utilizzano pezzi italiani per arredare le case più lussuose del mondo.

Carlo Mollino, sei sedie in castagno e rovere, 1953, © Meeting Art Carlo Mollino, sei sedie in castagno e rovere, 1953, © Meeting Art

I nomi più apprezzati non potevano che essere quelli di Gio Ponti e Piero Fornasetti, ma non mancano Franco Albini, Osvaldo Borsani e Marco Zanuso. Se, ad oggi, un arredo scandinavo può arrivare a costare anche 65.000 euro, la maggior parte dei lotti progettati dai grandi designer italiani del secolo scorso viene battuta a cifre più basse: soltanto per citare un esempio, l’iconica libreria Carlton, progettata da Ettore Sottsass per Memphis Milano nel 1981, è disponibile sul mercato per una stima che si aggira intorno ai 16.000 euro.

Gio Ponti, poltrone mod. 561, anni '50. Immagine © Austin Auctions Gio Ponti, poltrone mod. 561, anni '50. Immagine © Austin Auctions

Prezzi, dato il grandissimo interesse del settore, destinati ad aumentare vertiginosamente nel giro di pochi anni. “Nonostante il design italiano stia rapidamente guadagnando terreno”, afferma Pontus Silfverstolpe, co-fondatore e Head of Content di Barnebys, “è ancora possibile fare degli ottimi affari. Sia in qualità di acquirente che di venditore”.

Piero Fornasetti, "Grandi Campioni Italiani del Galoppo". Immagine © Buskowski Piero Fornasetti, "Grandi Campioni Italiani del Galoppo". Immagine © Buskowski

Come districarsi, però, tra l’ampia offerta del mercato e i risultati d’asta per aggiudicarsi i pezzi migliori? La piattaforma online Barnebys, fondata in Svezia nel 2011 e approdata in Italia nel 2017, ha aperto il mercato delle aste al grande pubblico, rendendo disponibili a tutti moltissimi pezzi unici e di alta qualità: “oggi chiunque può mettere le mani su mobili di design iconici per un prezzo molto modesto, mentre i collezionisti internazionali continuano a pagare milioni per mobili e oggetti di altissima qualità", conclude Pontus Silfverstolpe.

Attraverso il database di Barnebys, è possibile ricercare il design italiano in vendita in questo momento e consultare i risultati d’asta di oltre 80 milioni di oggetti. Non resta che affrettarsi: il mercato non aspetta, e la disponibilità dei pezzi di quello che sarà l’antiquariato del futuro è limitata. D’altronde, non se ne producono di nuovi.

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