All'età di 20 anni, sotto l'influenza di uno zio appassionato di arte e archeologia, Lucie studiò ceramica alla Kunstgewerbeschule, la scuola di arti e mestieri della sua città natale. In questi anni contribuì alla fama del movimento Vienna Workshop - un precursore del design moderno, vale a dire di Bauhaus e Art Decò - che riuniva  architetti, stilisti, grafici, artisti e ceramisti innovativi.

Tre fotografie di Lucie Rie. Immagine via vads.ac.uk Tre fotografie di Lucie Rie. Immagine via vads.ac.uk

In questo contesto il suo lavoro, nonostante fosse ispirato da forme antiche, prese presto piede e nel 1925 l’artista presentò le sue prime creazioni all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1937, dove vinse una medaglia d'argento - la prima di una lunga serie di premi e riconoscimenti.

L’esilio a Londra

In fuga dal regime nazista, Lucie si separò dal marito Hans Rie - che aveva sposato a Vienna dieci anni prima - e si trasferì a Londra l'anno seguente. Per guadagnarsi da vivere nella sua nuova patria, iniziò a produrre bottoni e gioielli in ceramica, che vendeva agli stilisti della città. Oggi i suoi bottoni sono esposti nei principali musei inglesi, la maggior parte al Victoria and Albert Museum di Londra.

I bottoni di Lucie Rie. Immagine via collections.vam.ac.uk I bottoni di Lucie Rie. Immagine via collections.vam.ac.uk

Il suo studio, un'ex scuderia al numero 18 di Albion Mews vicino ad Hyde Park, accolse diversi rifugiati di guerra tra cui il fisico Erwin Schödinger, un eminente contributore della teoria quantistica, ed Hans Coper, che, attraverso il  contatto con Lucie Rie si sarebbe dimostrato un eccellente ceramista.

Il ritorno all’essenziale

Lucie Rie delineò il suo stile verso la fine della guerra: una miscela di modernità e influenze antiche e preistoriche (si diceva che fosse stata particolarmente colpita dalle collezioni del Neolitico e dell'età del bronzo nel museo archeologico di Avebury, nel sud dell'Inghilterra), anch'esse caratterizzate da una ricerca di purezza e di ritorno all’essenziale.

Una delle creazioni di Lucie Rie. Immagine via joannabird.com Una delle creazioni di Lucie Rie. Immagine via joannabird.com

Questa austerità e asprezza associate a al suo singolare lavoro erano anche i tratti principali della sua personalità, e i suoi studenti alla Camberwell School of Art, dove insegnò dal 1960 in poi, divennero il bersaglio della sua spietata onestà.

Indipendenza

Ponendo la sua ricerca e la sua indipendenza al di sopra delle tendenze e delle aspettative del suo entourage, a cui appartenevano Bernard Leach, una figura chiave della ceramica inglese della metà del XX secolo, ed Hans Coper, che si dedicò a creazioni più monumentali, Lucie Rie progettò principalmente oggetti modesti - vasi sagomati, bottiglie e tazze da tè dalla superficie ruvida, a volte colorata con sfumature accese e vivaci, che metteva in risalto le tecniche di sgraffito e di nériage. L'apparente fragilità delle sue creazioni spesso contrastava con l'aspetto solido del gres.

Oggetti di Lucie Rie. Immagine via freeformsnyc.com Oggetti di Lucie Rie. Immagine via freeformsnyc.com

Onorificenze

Nonostante soffrì di numerosi attacchi di cuore, Lucie lavorò al tornio fino ai 90 anni. Lavoratrice instancabile, la sua dedizione venne ampiamente riconosciuta da premi e fama nel suo paese d'adozione. Nominata OBE (Order of the British Empire) nel 1968, sarebbe stata promossa a Dama nel 1991. Ricevette anche due dottorati ad honorem dal Royal College of Art di Londra e dalla Heriot-Watt University di Edimburgo, in Scozia.

Popolare sia al museo che all'asta

Nell'ultima parte della sua vita la ceramica, che ammiccasse alla purezza del formalismo asiatico (la stilista Issey Miyake era tra i suoi più intimi amici) o che fosse erosa da secoli di esposizione agli elementi naturali, venne esposta nei musei di tutto il mondo. Come il MoMA di New York, il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, il Paisley Museum in Scozia e, naturalmente, numerose istituzioni inglesi. Il suo studio di Albion Mews fu addirittura ricreato al Victoria and Albert Museum dopo la sua morte, avvenuta nel 1995.

Lucie Rie al lavoro. Immagine via atelierfceramics.com Lucie Rie al lavoro. Immagine via atelierfceramics.com

Oggi le sue opere hanno lo stesso valore di quelle di Hans Coper. Apprezzate da collezionisti americani, britannici, europei e giapponesi, i loro prezzi raggiungono anche le decine di migliaia di dollari.

Semplice ma rigorosa sia nella sua arte che nella vita quotidiana, la ceramista, il cui numero di telefono rimase nell'elenco telefonico britannico nonostante il suo status di celebrità, riceveva nel suo studio visitatori di ogni tipo. Una cerimonia del tè, per così dire, “senza troppe cerimonie”, accompagnata senza dubbio da un servizio creato da lei.

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