Carlo Scarpa. Architetto del vetro, designer di emozioni

Carlo Scarpa è un giovane studente dell’Accademia di Belle Arti quando inizia la sua ascesa come designer di arte vetraria. Collabora con le più grandi aziende dell’epoca, da Cappellin a Venini, scrivendo un pezzo di storia del design. Una parte delle sue opere sarà in vendita da Cambi, che con l’asta Murano ‘900 si conferma leader in Italia nel settore dei Vetri di Murano. Appuntamento al 26 febbraio a Milano.

Carlo Scarpa. Architetto del vetro, designer di emozioni

Carlo Scarpa nasce a Venezia nel 1906 e diventerà, nel corso del Novecento, una delle figure di spicco sulla scena dell’architettura e del design internazionale. Ha solo 21 anni quando - ancora studente dell’Accademia di Belle Arti - inizia a  lavorare come designer per la Ditta Maestri Vetrai Muranesi Cappellin & C. e in pochi anni ne rivoluzionò completamente l’approccio.

La vetreria M.V.M. Cappellin era nata nel 1925 come esito della separazione tra l’antiquario Giacomo Cappellin e l’avvocato Paolo Venini, che quattro anni prima avevano fondato la Cappellin Venini & C, con l’idea comune di abbandonare il tradizionalismo del passato e abbracciare i nuovi fermenti culturali con le loro creazioni, sotto la guida artistica di Vittorio Zecchin. Negli anni seguenti però, alcuni contrasti tra i due proprietari portarono alla scissione aziendale, da cui nacquero le due aziende: la M.V.M. Cappellin & C. e Venini.

Carlo Scarpa per M.V.M. Cappellin, 1930 ca - 
Raro vaso sferico con piccolo collo in vetro Fenicio a festoni corallo verde e foglia oro applicata.
Altezza cm 13,5, diametro cm 13.
Stima € 12.000 -14.000
Carlo Scarpa per M.V.M. Cappellin, 1930 ca - Raro vaso sferico con piccolo collo in vetro Fenicio a festoni corallo verde e foglia oro applicata. Altezza cm 13,5, diametro cm 13. Stima € 12.000 -14.000

È qui che entra in scena un giovane designer e futuro architetto, studente dell’Accademia di Belle Arti: Carlo Scarpa. In breve tempo la fornace, sotto la guida di Scarpa, non solo si qualificò alla pari della V.S.M. Venini & C. (con la quale ci fu sempre una certa, “ideale” competizione), ma soprattutto si aprì alla modernità e alla fama internazionale: Carlo Scarpa si fece interprete di Cappellin ma al tempo stesso creò uno stile personale, una nuova visione che cambiò in maniera irreversibile la produzione vetraria italiana. Il giovane Scarpa sperimenta nuovi modelli e  nuovi colori: i suoi abbinamenti cromatici, l’esecuzione impeccabile e le forme geometriche divennero il suo modus operandi.

Carlo Scarpa per M.V.M. Cappellin, Murano, 1927-29 ca - 
Raro vaso di forma sferica su piede troncoconico della serie A Palmette in vetro incamiciato verde con decoro di festoni in forma di foglia di palma in vetro lattimo e cordoni applicati. Foglia oro su tutta la superficie. Firma all'acido MVM Cappellin Murano. 
Stima € 5.000 -6.000
Carlo Scarpa per M.V.M. Cappellin, Murano, 1927-29 ca - Raro vaso di forma sferica su piede troncoconico della serie A Palmette in vetro incamiciato verde con decoro di festoni in forma di foglia di palma in vetro lattimo e cordoni applicati. Foglia oro su tutta la superficie. Firma all'acido MVM Cappellin Murano. Stima € 5.000 -6.000

Grazie alle continue ricerche sulla materia vitrea, la Cappellin & C. sotto la guida di Carlo Scarpa produsse una serie di vetri di notevole qualità, rivisitando anche antiche tecniche di lavorazione come la filigrana a reticello e il decoro fenicio. Raccogliendo la sfida del vetro opaco, propose tessiture di notevole impatto cromatico a partire dai lattimi aurati fino alle paste vitree e ai vetri incamiciati dai colori brillanti.

Carlo Scarpa, Palazzo da Mula a Venezia. Aula Mario Baratto.
Carlo Scarpa, Palazzo da Mula a Venezia. Aula Mario Baratto.

Scarpa collabora anche per i lavori di ristrutturazione di Palazzo da Mula a Murano, sede della Cappellin: all’Accademia ottenne il diploma di professore di disegno architettonico ma di fatto esercitò la sua attività in maniera “abusiva” fino all’ottenimento della laurea honoris causa dall'Istituto Universitario di Architettura di Venezia di cui era direttore.

La collaborazione con Cappellin terminò nel 1931, in seguito al fallimento dell’azienda che non fu in grado di reggere la crisi economia legata alla Grande Depressione.

Scarpa non passò però inosservato a Paolo Venini: nel 1933, il nuovo direttore artistico della più grande azienda vetraria di Murano è proprio il giovane designer. "Non si può fare!" ripetevano i maestri vetrai alla vista dei progetti e degli schizzi di Scarpa, ma lui, appassionato, curioso e animato da grande professionalità, riusciva sempre ad ottenere esattamente ciò che voleva. Fino al 1947 rimase alla guida di Venini, creando alcuni dei più grandi capolavori dell’arte vetraria.

Carlo Scarpa per Venini, Murano, 1932 ca - 
Vaso a sfera in vetro Laguna con bocca ad anello e piede a cono applicati della stessa materia.
Vecchia etichetta Venini rossa.
Altezza cm 30,5, diametro cm 26.
Stima € 15.000 - 20.000
Carlo Scarpa per Venini, Murano, 1932 ca - Vaso a sfera in vetro Laguna con bocca ad anello e piede a cono applicati della stessa materia. Vecchia etichetta Venini rossa. Altezza cm 30,5, diametro cm 26. Stima € 15.000 - 20.000

Il suo lavoro con Venini fu caratterizzato soprattutto per la continua ricerca sulla materia, sull’uso del colore e delle tecniche, rivisitate in modo personale ideando nuove procedure di lavorazione  insieme ai maestri vetrai. Ai primi anni Trenta risalgono i vetri “a bollicine”, a “mezza filigrana” e i vetri “sommersi”, presentati per la prima volta in occasione della Biennale di Venezia del 1934. Pochi anni dopo vengono esposti, sempre alla Biennale e alla VI Triennale di Milano i “lattimi” e  le “murrine” romane - nate da un’idea congiunta con Paolo Venini.

Nel 1938 Scarpa aumenta la produzione, diversificando i vasi dagli “oggetti d’uso”. Nello stesso anno getta le basi per la famosa collezione dei vetri “tessuto” esposta poi l’anno successivo.

Negli anni seguenti Scarpa-Venini continuano ad esporre alle Biennali e in diverse mostre: nascono ii “laccati neri e rossi”, i “granulari” e gli “incisi”, prodotti in serie limitata, e i “cinesi”, ispirati alle porcellane orientali. Le creazioni di Scarpa per Venini ottengono un riscontro internazionale e un grande successo, lasciando per sempre un marchio indelebile nella storia dell’arte vetraria.

Carlo Scarpa per Venini, Murano, 1942 ca - 
Vaso a bottiglia con collo globulare serie Variegati in vetro soffiato con decoro di fili applicati bicolori. Superficie iridata.
Firma all'acido Venini Murano.
Altezza cm 26.
Stima € 10.000 - 12.000
Carlo Scarpa per Venini, Murano, 1942 ca - Vaso a bottiglia con collo globulare serie Variegati in vetro soffiato con decoro di fili applicati bicolori. Superficie iridata. Firma all'acido Venini Murano. Altezza cm 26. Stima € 10.000 - 12.000

L’ultima Biennale a cui partecipa Carlo Scarpa come direttore artistico di Venini è quella del 1942. Abbandonerà l’azienda cinque anni dopo. Il suo percorso nella più importante vetreria di Murano lascerà comunque un grande bagaglio artistico all’azienda: le sue tecniche, le murrine, le lavorazioni a freddo verranno riprese nel dopoguerra, sotto la guida di Tobia Venini, figlio di Paolo. Negli anni Cinquanta, dopo l’abbandono di Scarpa, fu Fulvio Bianconi il nuovo protagonista delle Biennali con Venini.

Fulvio Bianconi per Venini, Murano, 1950 ca -
Eccezionale vaso in forma di corpo di donna con braccia alzate in vetro soffiato rosso rubino con superficie corrosa e iridata. Firma all'acido Venini Murano, Italia.
Altezza cm 41,5.
Stima € 6.000 -8.000
Fulvio Bianconi per Venini, Murano, 1950 ca - Eccezionale vaso in forma di corpo di donna con braccia alzate in vetro soffiato rosso rubino con superficie corrosa e iridata. Firma all'acido Venini Murano, Italia. Altezza cm 41,5. Stima € 6.000 -8.000

Ad oggi, le opere di Carlo Scarpa designer, i suoi vetri, le sue creazioni, hanno ancora quell'apporto innovativo e quella carica che lo resero una delle più importanti personalità nel mondo artistico. Alcuni rari pezzi di Scarpa sono tra i Top Lots di Murano ‘900, l’asta di Cambi in scena martedì 26 febbraio 2019 presso la sede milanese.

Vittorio Zecchin per Artisti Barovier, Murano, 1914 ca
Rarissimo vaso in vetro soffiato con superficie decorata con paesaggio campestre ottenuto con fusione a caldo di polveri di vetro e murrine.
Altezza cm 23,5, diametro cm 17
Stima € 35.000 -40.000
Vittorio Zecchin per Artisti Barovier, Murano, 1914 ca Rarissimo vaso in vetro soffiato con superficie decorata con paesaggio campestre ottenuto con fusione a caldo di polveri di vetro e murrine. Altezza cm 23,5, diametro cm 17 Stima € 35.000 -40.000

Non solo Carlo Scarpa e Venini, tra gli highlight dell’asta ci saranno anche altri nomi rilevanti dell’arte vetraria: un eccezionale vaso su disegno di Vittorio Zecchin per Artisti Barovier realizzato nel 1914, un capolavoro eseguito con polveri e murrine che danno vita a un paesaggio simbolista. Di Barovier ancora una rara selezione di vasi eseguiti tra gli anni ’50 e ’60, alcuni pezzi unici. Da segnalare è poi un raro vaso serie Eldorado su disegno di Dino Martens per Aureliano Toso.

Il catalogo dell'asta è interamente disponibile da sfogliare oppure da consultare online sul sito di Cambi. L’appuntamento è per martedì 26 febbraio in Via San Marco 22 a Milano.

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