Carlo Nangeroni e Julio Le Parc. Il cerchio, la luce, il movimento.  

Nangeroni e Le Parc: due nomi che fanno spesso capolino nei cataloghi delle aste di questa prima parte dell'anno. Due artisti contemporanei, legati dall'aver vissuto lo stesso periodo storico-artistico e dagli elementi cardine della loro arte, primo tra tutti la luce. L'asta di Arte Moderna & Contemporanea di Borromeo Studio d'Arte propone diverse opere dei due artisti, che spiccano in un ricchissimo e raffinato catalogo.

Carlo Nangeroni e Julio Le Parc. Il cerchio, la luce, il movimento.  

Carlo Nangeroni si chiamava in realtà Charles John Nangeroni, un nome non italianissimo per un cognome, invece, decisamente italiano. Nangeroni infatti nasce a New York nel 1922, da una famiglia di emigranti lombardi. Durante l’adolescenza torna alle origini familiari, studiando a Milano alla Scuola d’Arte di Brera come allievo di Mauro Reggiani, tra i firmatari del primo Manifesto dell’Astrattismo in Italia e legato all’ambiente della Galleria del Milione.

Carlo Nangeroni, Diagonali integrate a rotazione, 1962, olio su tela applicata su tavola, cm 45x40
Firma, datazione e indicazioni per il posizionamento al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte
Carlo Nangeroni, Diagonali integrate a rotazione, 1962, olio su tela applicata su tavola, cm 45x40 Firma, datazione e indicazioni per il posizionamento al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte

A metà degli anni quaranta, Nangeroni torna a New York, dove rimarrà fino al 1958. Sono gli anni della sua vicinanza alle idee e ai protagonisti dell'espressionismo astratto, dell’action painting, degli incontri con artisti come Willelm De Kooning, Jackson Pollock, Franz Kline, Oscar Kokoshka ma sopratutto Alexander Archipenko, di cui diventerà amico e assiduo frequentatore del suo studio. Si dedica anche al teatro e alla musica, occupandosi di scenografia e allestimenti per opere liriche con la National Broadcasting Company.

Foto via Archivio Carlo Nangeroni
Foto via Archivio Carlo Nangeroni

È alla fine degli anni Cinquanta, precisamente nel 1958, quando Nangeroni si trasferisce nuovamente a Milano. La sua pittura, fino a quel momento molto vicina all’espressionismo astratto, si sposta verso una base compositiva e modulare in cui luce, musica e colore si fondono tra loro - l’influenza dei concretisti come Fontana e Castellani si unisce alla passione per la musica sotto forma di partiture visive.

Carlo Nangeroni, Senza Titolo, 1973, acquerello su cart, cm 22,5x22,5 - firma, datazione e dedica ad personam al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte
Carlo Nangeroni, Senza Titolo, 1973, acquerello su cart, cm 22,5x22,5 - firma, datazione e dedica ad personam al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte

Seppur vicino alle sperimentazioni in voga in quel decennio, dal Gruppo Zero tedesco, ai gruppi T, N e ad Azimut in Italia e al Groupe de Recherche d’Art Visuelle Francese, Carlo Nangeroni matura un suo linguaggio: ecco che nasce il cerchio, elemento costante del suo lavoro, e l’impaginazione modulare. Nangeroni inizia ad esporre in numerose mostre personali. Partecipa più volte alla Quadriennale di Roma e, nel 1972 alla Biennale di Venezia per la grafica. Gli anni Ottanta lo portano a nuove sperimentazioni, accostando rette verticali colorate e piccole diagonali, formando un tessuto di strutture dominato, ancora, dalla luce.

Carlo Nangeroni, Dal progetto 'luce', 1975, acrilici su tela, cm 82x45, firma, titolo e datazione al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte
Carlo Nangeroni, Dal progetto 'luce', 1975, acrilici su tela, cm 82x45, firma, titolo e datazione al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte

“Il costrutto non è che il dato fondativo, la protagonista è ormai la luce che, cellularmente, modula la superficie per filtri continui” Flaminio Gualdoni, Conversazione con Carlo Nangeroni

Partecipa in quegli anni a numerose mostre personali e collettive, torna alla Biennale, e - fino al 2004 - è docente alla Scuola Politecnica di Design di Milano. Nangeroni scompare un anno fa, nel marzo 2018. Nell'ultimo anno la sua opera sta godendo di un buon riconoscimento, accompagnato da ottimi risultati sul mercato.

Julio Le Parc, Modulation 862, 1986, acrilici su tela
cm 40x40, firma, titolo, tecnica, misure e datazione al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte
Julio Le Parc, Modulation 862, 1986, acrilici su tela cm 40x40, firma, titolo, tecnica, misure e datazione al retro. Foto: Borromeo Studio d'Arte

Contemporaneo e affine a Carlo Nangeroni, è Julio Le Parc, nato nel 1928 in Argentina. Fondatore del GRAV, Groupe de Recherche d’Art Visuelle, citato pochi paragrafi sopra, è tutt’ora attivo: vive e lavora a Parigi. Un nome, quello di LeParc, che sembra essere sempre più frequente nel mercato dell’arte.

Julio Le Parc al BRAFA 2017. Foto: Yamil Le Parc
Julio Le Parc al BRAFA 2017. Foto: Yamil Le Parc

Le Parc è uno dei massimi esponenti dell'arte cinetica e ottica: nel suo lavoro sperimenta la quarta dimensione, introducendo, al pari di Nangeroni seppur seguendo la sua personale visione, luce e movimento nelle opere. Studia all’Accademia di Belle Arti in Argentina, dove Lucio Fontana insegnava. Entrambi si spostano poi in Europa, diventando due tra i più importanti innovatori dell’arte del dopoguerra: Le Parc vince nel 1966 il premio internazionale della Pittura alla Biennale di Venezia. Poco dopo però, il GRAV si scioglie e Julio Le Parc rimane per alcuni anni alla periferia del mondo dell’arte, continuando comunque l’attività artistica ed espositiva: la carriera di Le Parc trova momenti di gloria e altri, di forte incomprensione.

Julio Le Parc, Theme 73 a variation, 1979, acrilici su carta, cm 64x50, firma, titolo, tecnica e datazione al fronte. Foto: Studio d'Arte Borromeo
Julio Le Parc, Theme 73 a variation, 1979, acrilici su carta, cm 64x50, firma, titolo, tecnica e datazione al fronte. Foto: Studio d'Arte Borromeo

Negli anni ottanta Le Parc sviluppa nuovi temi nel campo delle sue “Modulation”, mettendo un ulteriore accento sulla luce, elemento preponderante. Le sue ricerche si spingono verso effetti ottici derivanti dalle forme e dalle combinazioni dei colori su base scientifica e matematica. Gli ultimi anni del Novecento e i primi del Duemila segnano un nuovo momento di gloria per le Parc, che riesamina la sua precedente produzione dando nuova freschezza alle sue opere. Tornerà totalmente alla ribalta negli anni 2000, con alcune importanti mostre personali, come quella al Palais de Tokyo nel 2013.

Art Basel 2017 - Julio Le Parc, La Longue Marche, 1974, Perrotin, Galeria Nara Roesler, 10 pannelli di due metri l'uno
Art Basel 2017 - Julio Le Parc, La Longue Marche, 1974, Perrotin, Galeria Nara Roesler, 10 pannelli di due metri l'uno

"Le Parc è veramente radicale e non ammette modificazioni degli eventi ma solo indagini verificabili con strutture primarie e attraverso forme elementari: linea, cerchio, triangolo, quadrato rettangolo e il loro logico, ma costruito sviluppo. E poi la luce, il movimento per cui tutto deve “non esser mistificazione, ma scoperta!”. Getulio Alviani, 2015

Le opere di Carlo Nangeroni e Le Parc saranno in vendita da Borromeo Studio d’Arte il 6 aprile, in occasione dell’asta n. 22 - Arte Moderna & Contemporanea.

L’asta, divisa in due battute, conta oltre 860 lotti e grandi nomi italiani e internazionali: Isgrò, Biasi, Bonalumi, Fontana, Dova ma anche Banksy, Lichtenstein, Christo e Vasarely. L’elenco completo è consultabile sul sito di Borromeo.

L'appuntamento con l’asta è per il 6 aprile! L'esposizione è già in corso, visitabile presso la sede di Senago.

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