Mostra "Epiphyte: Floral Dialogue" di Artcurial, 2018, immagine © Artcurial Mostra "Epiphyte: Floral Dialogue" di Artcurial, 2018, immagine © Artcurial

Con “Epiphyte: Floral Dialogue”, Artcurial, una delle principali case d'asta francesi, ha inaugurato la stagione nel migliore dei modi. La mostra nasce dalla collaborazione tra Artcurial e alcuni giovani fioristi francesi e internazionali, che hanno ingegnosamente combinato capolavori di grandi maestri della pittura con composizioni floreali. L'evento è nato per ricordare come i fiori siano stati la principale fonte di ispirazione nell'arte dal XVI al XX secolo, ma ha anche attirato, oltre ai collezionisti esperti, un pubblico più giovane.

Un modo perfetto per la casa d'aste di celebrare i notevoli risultati registrati nella prima metà del 2018, con un aumento del fatturato del 27% rispetto allo scorso anno e un totale di 55 milioni di dollari.

Dialogo floreale tra Andy Warhol e il fiorista Thierry Feret, immagine © Artcurial Dialogo floreale tra Andy Warhol e il fiorista Thierry Feret, immagine © Artcurial

Queste cifre riflettono l’ottimo andamento delle case d'asta europee, dovuto principalmente a un approccio originale e a un’offerta molto varia. Come ha affermato Nicolas Orlowski, direttore di Artcurial, in un'intervista al Financial Times, il segreto sta nell’essere audaci. Perché, nonostante la casa d'aste si posizioni subito dopo i leader del mercato Sotheby's e Christie's, non ha evidentemente intenzione di organizzare le proprie vendite in grandi capitali come Londra o New York.

"Siamo in un mercato saturo di piccole case d'asta, ma dobbiamo anche affrontare il duopolio di Sotheby's e Christie's", afferma Orlowski. Ci sarebbero più prospettive altrove? Il direttore di Artcurial ha identificato opportunità a Monaco e Marrakech, "una piattaforma strategica per l'Africa", ha aggiunto.

Un’opera di Géricault interpretata da Catalina Lainé, immagine © Artcurial Un’opera di Géricault interpretata da Catalina Lainé, immagine © Artcurial

Oltre a proiettarsi verso il futuro, Artcurial ha dimostrato di saper diversificare la sua offerta, dando nuova attenzione ai cimeli, all’arte urbana e ai mobili di Charlotte Perriand.

Al contrario, la strategia della casa d'aste viennese Dorotheum si basa su ciò che la sua direttrice, Martina Batovic, definisce "il marchio del patrimonio". Dorotheum è infatti una delle più antiche case d'asta d'Europa e, dalla sua fondazione nel 1707, ha fatto molta strada aprendo sedi in Germania, Italia, Belgio e Inghilterra. La forza di questa istituzione del mercato delle aste risiede anche nella capacità di adattarsi all'era digitale: Dorotheum ha infatti sfruttato al massimo le opportunità offerte da Internet e oggi il 68% delle sue 700 vendite annuali è online.

Artemisia Gentileschi, "Lucrezia", immagine © Dorotheum Artemisia Gentileschi, "Lucrezia", immagine © Dorotheum

Sebbene la casa non diffonda notizie circa il suo andamento, una classifica divulgata da Artprice colloca Dorotheum al 10° posto, proprio dietro Artcurial, con un fatturato che ad oggi ammonta a 38 milioni di dollari. Anche l'ultimo trimestre promette molto bene, dato che nel mese di ottobre verrà venduto “Lucrezia”, un capolavoro di Artemisia Gentileschi scoperto da poco e stimato tra i 500.000 e i 700.000 euro.

Un altro esempio di come sfruttare al meglio le possibilità di Internet è offerto da Koller, una casa d'aste a conduzione familiare con sede a Zurigo che, nonostante organizzi vendite più modeste, sta facendo leva sull’online per raggiungere un pubblico più ampio.

Giovanni Giacometti, "Panorama di Flims", 1904. Venduto nel 2016 per la cifra record mondiale di 4 milioni di franchi svizzeri, immagine © Koller Giovanni Giacometti, "Panorama di Flims", 1904. Venduto nel 2016 per la cifra record mondiale di 4 milioni di franchi svizzeri, immagine © Koller

Per Henrik Hanstein, a capo della casa Lempertz di Colonia, si tratta di scovare “lotti d’eccezione". Secondo Hanstein, le case d'asta più piccole come la sua (che ha registrato un giro d’affari di di 52 milioni di euro), hanno beneficiato notevolmente dell'apertura al mercato globale, ma anche del libero mercato all'interno dell’Europa. Così, Lempertz importa i suoi lotti a Bruxelles, dove le tasse d’importazione sono notevolmente inferiori rispetto alla Germania, e conduce lì le sue sessioni d'asta.

Robert Goossens, "Ciondolo a croce bizantina", anni '60, immagine © Lempertz, Colonia Robert Goossens, "Ciondolo a croce bizantina", anni '60, immagine © Lempertz, Colonia

Ed è così che queste case d’asta trovano modi sempre nuovi per cercare non solo di distinguersi dai concorrenti diretti, ma anche di contrastare l'influenza dei due leader mondiali, al fine di prosperare in un mercato saturo in piena transizione verso l'era digitale. Prospettive positive, perché, come afferma Henrik Hanstein, "stiamo gareggiando su yacht, non su navi da crociera: siamo più veloci e leggeri.”

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