L’asta, i cui lotti verranno presentati il 5 giugno alle ore 22:00 su Italia Channel, propone un ricco catalogo composto da 291 lotti: scopriamo insieme quali sono gli highlight della vendita.

Tra i primi lotti che verranno esitati c’è un’opera della serie “Concetto spaziale” realizzata da Lucio Fontana (1899-1968), il principale agente dello spazialismo. Il foglio bianco è spezzato da uno strappo irregolare, gesto perentorio che più di ogni altro viene associato all’artista e che è simbolo della sua ricerca, circondato da una sottile linea a matita. L’opera, realizzata nel 1965, è parte di una serie limitata, firmata e numerata di 150 esemplari. La stima è di 12-14.000 euro.

Marina Apollonio (nata nel 1940) è una delle figure più importanti a livello internazionale del movimento ottico-cinetico sviluppatosi negli anni ‘60-’70. Suo è il lotto 160, intitolato Gradazione 15 blu/bianco su rosso. L’opera, realizzata nel 1971 (stima: 20-30.000 euro), presenta dei cerchi concentrici che si oppongono visivamente alla forma quadrata della tela. All’elemento cinetico si aggiunge la ricerca del contrasto cromatico: questi due fattori combinati creano un’illusione ottica che espande il ridotto spazio della tela.

Anche la ricerca di Carlo Alfano (1932-1990) venne influenzata, negli anni ‘70, dai temi e dalle domande poste dal movimento cinetico: l’artista le investigò e plasmò facendole sue, espandendo successivamente il suo interesse verso l’arte concettuale. È in questo contesto che va ascritta l’opera "Geometrico per geografia 1-2-3-4", composta da quattro tavole realizzate con tecnica mista e intarsio. Esposta presso il Mart di Rovereto nella prima retrospettiva sull’artista mai prodotta da un’istituzione, l’opera andrà all’asta per una stima di 40-50.000 euro.

Nel catalogo saranno presenti anche alcuni nomi internazionali come quello di Adolf Luther (1912-1990), considerato uno dei principali rappresentanti dell’arte cinetica ed ottica. Uno dei materiali con cui sperimentò di più fu il vetro, con il quale creò opere fatte di specchi concavi, lenti o oggetti sferici che intrappolavano la luce, restituendola allo spettatore in una nuova forma. L’opera che andrà all’asta - con una stima di 10-12.000 euro - è una scultura in vetro ed alluminio realizzata negli anni ‘70.

Pierre Fernandez Armand è un pittore e scultore francese conosciuto con il nome di “Arman”. Tra i massimi esponenti del nouveau réalisme, movimento che si sviluppò negli anni ‘60-’70, Arman amava definirsi “un pittore che fa sculture”, nelle quali inseriva dei frammenti di oggetti parte del quotidiano. Proprio come nella scultura “Senza titolo”,  che andrà all’asta da Martini il 20 giugno e che è composta da un violino, oggetto ricorrente nella carriera dell’artista, con resina in cubo di plexiglass. La stima in questo caso è di 12-14.000 euro.

 

All’asta anche lotti firmati da Aldo Mondino, Agostino Bonalumi, Paolo Icaro, Marco Gastini e molti altri: clicca qui per scoprire il catalogo dell’asta.

Ulteriori informazioni sul sito di Martini Studio d’Arte.

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