Il mondo delle aste è in trepidante attesa dell’inizio delle quattro vendite che si terranno dal 23 al 25 ottobre presso Dorotheum. Scopriamo insieme quali sono gli highlight di “Old Masters” (23 ottobre), “Gioielli” e “Pittura del XIX secolo” (24 ottobre) e “Antiquariato” (25 ottobre).

Il catalogo di “Old Masters” che dà il via a questa intensa tre giorni vanta la presenza di due riscoperte straordinarie: un quadro dell’artista barocca Artemisia Gentileschi e una delle prime opere del pittore di Anversa Anthonis van Dyck.

La straordinaria “Lucrezia” di Artemisia Gentileschi verrà presentata al pubblico per la prima volta. Dalla sua creazione, nel 1640-45, fino a poco tempo fa, l’opera faceva parte della collezione privata di una famiglia napoletana. Il dipinto raccoglie in sé tutti i temi del corpus di Gentileschi, dominato da donne forti e intelligenti come Giuditta, Susanna e, appunto, Lucrezia.

Secondo la tradizione romana, lo stupro della nobildonna Lucrezia da parte di Sesto Tarquinio, figlio di un re etrusco, provocò una ribellione che depose la monarchia romana e portò al processo di transizione alla repubblica. La donna, devastata dall’accaduto, si sarebbe poi suicidata.

Se per Artemisia la scelta del soggetto fu probabilmente un modo per affrontare lo stupro di cui lei stessa fu vittima, per Annella di Massimo rappresenta al contrario una terribile premonizione del suo futuro. All'età di 33 anni, la pittrice venne pugnalata a morte dal marito, che credeva avesse una relazione con il suo insegnante e collega Massimo Stanzione.

La seconda grande riscoperta consiste in una delle prime opere di Anthonis van Dyck, pittore fiammingo di stanza alla corte di Londra, dove morì nel 1641. “Ritratto di nobiluomo con un pappagallo” venne dipinto dall'artista ad Anversa nei primi anni della sua carriera, quando il suo straordinario talento era già lampante.

Il ritratto fu completato intorno al 1619-20, prima che van Dyck partisse per l'Inghilterra e dopo essersi unito alla Corporazione di San Luca nel febbraio del 1618. Come “Lucrezia” di Gentileschi, anche questo olio su tela verrà presentato al pubblico per la prima volta: i primi proprietari appartenevano alla famiglia aristocratica Arenberg, esattamente come la donna rappresentata.

Nell'asta di Dorotheum dedicata ai dipinti del XIX secolo, che si terrà il 24 ottobre, c’è un importante lavoro risalente agli ultimi anni di carriera del maestro Guido Reni. L’opera raffigura la dea romana Fortuna che, leggermente velata da un tessuto rosa, si libra nel cielo sopra la terra e fa cadere soldi e gemme da una borsa.

Le donne dominano anche la sessione dedicata ai dipinti del XIX secolo. In “Sweet Dreams” il pittore John William Godward ritrae una giovane romana che indossa una stola. I tessuti sono tinti di rosa e viola scuro, colori molto in voga nell’aristocrazia dell'Antica Roma.

La settimana si concluderà con l'asta di antiquariato del 25 ottobre il cui catalogo include mobili, porcellane, vetri e sculture.

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