Per guadagnarsi da vivere nella città, van Dongen fece i lavori più disparati: imbianchino, fattorino, venditore di giornali. Un’attività, però, aiuta a definire il carattere impetuoso e mondano che sarebbe emerso negli anni successivi: quella di disegnatore per il giornale satirico Assiette au beurre. Altrettanto rapidamente si fece una nomea nel quartiere a luci rosse della città, ambiente dal quale attingeva i soggetti dei suoi quadri: prostitute e avventori dei bordelli.

Entrò a pieno titolo nel circolo artistico della Ville Lumière nel 1904, quando André Derain lo introdusse al circolo dei Fauve. Soltanto un anno dopo partecipò alla prima, celebre mostra del gruppo: le sue opere vennero infatti esposte al Salon d’Automne insieme a quelle di Henri Matisse, André Derain, Albert Marquet, Maurice de Vlaminck, Kees van Dongen, Charles Camoin, e Jean Puy. Il nome “Fauves”, bestie, viene proprio da una frase del critico Louis Vauxcelles in merito alle opere lì esposte, che vennero giudicate dall’opinione pubblica come feroci e primitive.

Ballerina, olio su tela, 1906-1910. Ballerina, olio su tela, 1906-1910. Questa e alcune altre opere provengono da un'importante collezione privata di Espressionismo e andranno all'asta da Koller per la prima volta in assoluto.

Rispetto ad altri Fauves che non persero mai la loro vena borghese, van Dongen ha lasciato in eredità un’importante testimonianza della vita mondana del tempo: uno sguardo forse più personale e ricco di colori vibranti rispetto alle opere di pittori della precedente generazione che frequentavano gli stessi ambienti, come Degas e Toulouse-Lautrec.

Le sue opere più conosciute ritraggono le persone più ai margini della scintillante vita parigina - con una particolare predilezione per il corpo femminile, che una volta definì come “il paesaggio più bello”. Le figure femminili di van Dongen sono sinuose, malinconiche in contrasto con i gioielli e gli accessori che spesso sembrano rubare loro la scena. Il suo stile era così riconoscibile che i soggetti dei quadri vennero definiti come “metà prostitute da salotto, metà principesse da marciapiede”.

Dopo la fine dell’esperienza-lampo dei Fauves van Dongen continuò a ritrarre donne e, anche grazie alle amicizie che coltivò nel mondo della moda, i suoi quadri divennero molto ricercati nei piani alti di Parigi. La fama acquisita lo portò a ritrarre anche alcune celebrità tra cui l’attrice Arletty, la scrittrice Madame Grès e, più tardi, una giovanissima Brigitte Bardot.

Nel 1959 si trasferì a Monaco, rallentando l'attività di pittore: sarebbe morto nella sua casa di Montecarlo 10 anni dopo. Ma i suoi dipinti colorati e alla moda e la suo sguardo sul corpo femminile sarebbero rimasti radicati nella cultura occidentale per molto tempo a venire: "Le donne che dipinge sono per la maggior parte piene di una tale bellezza malinconica da indurre lo sguardo in un'estasi che dura ore". (New York Times, 5 Aprile 1908).

Una selezione delle opere di Kees van Dongen andrà all’asta da Koller il 29 giugno nella cornice dell'asta di Impressionismo e Arte Moderna.

Qui le altre aste che si terranno a giugno da Koller:

- 25 giugno: Fashion & Vintage

- 27 giugno: Gioielli e Orologi da Polso e da Taschino

- 28 giugno: Design e Fotografia

- 29 giugno: Art Deco & Art Nouveau e Arte Svizzera

- 30 giugno: StampeArte del Dopoguerra e Contemporanea

Clicca qui per scoprire tutti i lotti di Koller all’asta!

Commento