Il ricco catalogo, che sarà battuto in due giorni, raccoglie oltre 500 lotti con stime che vanno dai 100 ai 10.000 dollari: una ghiotta occasione per collezionisti agli esordi, appassionati di design e cacciatori di occasioni. Uno dei primi lotti ad andare sotto il martello sarà Pop-up Storefront di Vito Acconci, artista italoamericano noto per il suo importante ruolo nella Performance e Body Art degli anni ‘60 e ‘70.

L’opera in questione è un disegno architettonico realizzato nel 2012 per Storefront for Art & Architecture, dove è stato esposto nella mostra Aesthetic/Anasthetic insieme alle proposte di molti altri artisti ed architetti per rinnovare la facciata e lo spazio della galleria.

La stessa galleria era stata realizzata vent’anni prima proprio dall’italoamericano insieme all’architetto Steven Holl, nell’ottica di creare un continuum tra la galleria e il contesto urbano che la circonda.

É invece stato progettato da Osvaldo Borsani, pluripremiato architetto e designer italo-svizzero a cui è dedicata l’attuale mostra alla Triennale di Milano, il lotto 165, un tavolo in legno con rifiniture in ottone realizzato nel 1950 circa. La stima per questo arredo è di 2-3000 dollari.

Sempre il primo giorno, verranno esitati anche 3 lotti brutalisti degli anni ‘60. Il Brutalismo è una corrente che prende il suo nome da una citazione di Le Corbusier: “l’architettura consiste nello stabilire dei rapporti di movimento attraverso materie grezze ('brutes' in francese, ndr)”. Da lì, si sviluppa un movimento architettonico che non ha paura di mettere in bella mostra gli aspetti strutturali di un edificio, come travi in cemento o tubi in metallo.

A sinistra: A destra: A sinistra: Scultura senza titolo in chiodi, legno e acciaio, Francia, 1970 circa.
A destra: Specchio (il lotto è composto da una coppia) in rame, ottone, alluminio e specchio, Francia, 1970. Stima di 1000 dollari.

Alcuni esempi di Brutalismo in Italia sono, per citarne alcuni, l’ex edificio dell’Istituto Marchiondi Spagliardi progettato da Vittoriano Viganò e la Torre Velasca, realizzata dallo studio BBPR. Il Brutalismo influenzò anche il design, riflettendosi in mobili dalle linee essenziali realizzati materiali grezzi come acciaio e legno. Dopo essere stato considerato per molto tempo come un movimento troppo poco raffinato, questo stile sta ultimamente tornando molto in auge.

Per concludere con gli highlight della prima tornata dell’asta “Mass Modern” di Wright segnaliamo la presenza di pezzi di Joe Colombo, Charles e Ray Eames, Le Corbusier e Arne Jacobsen.

Il secondo giorno si apre con una sedia realizzata dal designer e architetto Vico Magistretti, contemporaneo di Gio Ponti e Piero Portaluppi, suoi compagni di studi al Politecnico di Milano. Magistretti ha collaborato per molti anni con Artemide, creando delle sedie moderniste in plastica robusta che avrebbero fatto il giro del mondo e sarebbero state esposte nei più importanti musei internazionali. Parte di questa collaborazione è la sedia Gaudi, che andrà all’asta con una stima di 700-900 dollari.

Si resta nel Modernismo con la sedia Brno, progettata da Mies Van Der Rohe per la celebre Villa Tugendhat e celebrata per la sua essenzialità, e con un set di quattro Barcelona Cushions, realizzati per il padiglione tedesco in occasione dell'Esposizione Universale del 1929.

Nella vendita saranno presenti anche 3 importanti lotti realizzati da Marco Zanuso, vincitore di numerosi Compassi d’Oro e coredattore della rivista Domus. Questi pezzi d’arredo, tutti realizzati nel 1951 per Arflex, appartengono al periodo che precede la lunga collaborazione tra il designer e il tedesco Richard Supper, con il quale instaura un sodalizio lavorativo che dura dal 1957 al 1977.

Queste fotografie del 1944 sono state scattate da Carlo Mollino, enfant terrible del design della seconda metà del secolo scorso. Mollino si distacca presto dall’austerità del modernismo e crea dei pezzi unici traendo ispirazione dalle sue passioni: le forme del corpo femminile (molti dei suoi mobili vengono definiti “erotici”), aviazione e automobilismo.

A chiudere la vendita, una vasta selezione di chaise longue di Richard Shultz, alcuni pezzi realizzati da Ettore Sottsass e due iconici sgabelli di Sori Yanagi, uno dei designer giapponesi più importanti del secondo dopoguerra.

L’asta “Mass Design” di Wright Auction avrà luogo il 9 e 10 agosto: scopri su Barnebys l’intero catalogo!

Commento