Zero, Forma 1, Gruppo 47, Arte Informale e Tachisme: le avanguardie che fiorirono nell’Italia e nella Germania del secondo dopoguerra nascevano da una dolorosa presa d’atto della rovina fisica e culturale e dalla decisione di colmare il vuoto ricostruendo un nuovo linguaggio artistico a partire dalla forma pura.

A perseguire questo obiettivo con grande perseveranza fu il gruppo di artisti di Düsseldorf "Zero", fondato in Germania nel 1958 da Otto Piene e Heinz Mack. Uno dei suoi rappresentanti più importanti fu Günther Uecker, che nel 1961 divenne famoso per le sue tele fatte di centinaia di chiodi. Una di queste, “Feld” (2012-13), è tra i punti salienti della vendita di arte del dopoguerra e contemporanea del 27 novembre, l’ultimo appuntamento dell’anno con la casa d’aste viennese Dorotheum.

Un altro artista fondamentale per il dopoguerra tedesco è Ernst Wilhelm Nay, la cui opera Einklang (armonia, stimata tra i 2 e 300.000 euro) risale al periodo di ricerca sull'influenza della musica nella pittura. Altri grandi artisti presenti in catalogo sono Anselm Kiefer, Martin Kippenberger e Hans Hartung.

In Italia, l'artista Carla Accardi fu tra i principali esponenti del gruppo di ispirazione marxista "Forma 1", nato nel 1946. Come accadde con le avanguardie tedesche, anche Forma 1 accettò di ripartire dalle ceneri visive del Novecento per creare un’arte che fosse priva di “qualsiasi pretesa simbolista o psicologica”. Ogni membro del gruppo declinò questo dettame con uno stile personale: tra questi spicca il minimalismo dei dipinti in bianco e nero di Accardi.

Nel corso della sua carriera, Alberto Burri sviluppò una personalissima interpretazione di Arte Informale, utilizzando una varietà di materiali poveri tra cui legno, sacchi, ferro o, come nel caso del lavoro all’asta da Dorotheum, il Cellotex, un materiale isolante molto utilizzato in edilizia.

La carriera di Schifano, artista ecletticamente ispirato al Rinascimento italiano e al Futurismo, spiccò il volo dopo la sua partecipazione alla mostra “New Realists” di New York, dove le sue opere furono esposte fianco a fianco con quelle dei giganti dell’arte del tempo, Andy Warhol e Roy Lichtenstein in primis. Da quel momento in poi, nel lavoro dell’artista fece capolino anche la Pop Art, con cui affrontò la crescente influenza della tecnologia nella società.

Naturalmente nell'asta sono rappresentati artisti contemporanei di altri paesi: Alex Katz e Tom Wesselmann dagli Stati Uniti, Bernar Venet dalla Francia, Victor Vasarely dall'Ungheria, Julije Knifer dalla Croazia. Molti anche gli artisti austriaci, tra cui Hans Staudacher, Arnulf Rainer, Alfons Schilling, Hans Bischoffshausen e Maria Lassnig.

Le spesse linee nere tipiche del lavoro di Bernard Buffet dimostrano che non era solo un grande pittore ma anche un eccellente grafico. Se moltissimi artisti del dopoguerra abbandonarono l’arte figurativa per privilegiare l’astrattismo, Buffett restò sempre fedele alla forma. Il suo quadro all’asta da Dorotheum è solo uno dei tanti in cui compare la moglie Annabel, qui mascherata da matador.

Oltre alle opere di Carl Moll e Giorgio de Chirico, finirà sotto il martello anche una statua in bronzo dell'eminente scultore austriaco Fritz Wotruba. La figura, creata nel 1958 in un'edizione limitata di soli 12 pezzi, appartiene all'ultimo periodo di carriera in cui Wotruba abbandonò l'armonia figurativa a favore della geometria astratta.

La settimana dell'asta di Dorotheum si conclude con una vendita di orologi da polso e da taschino il 30 novembre.

Ecco gli appuntamenti:

Arte contemporanea Parte I, 27 novembre,
Gioielli e arte moderna, 28 novembre
Contemporary At Seconda parte il 29 novembre
Orologi da polso e da tasca il 30 novembre.
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