Sin dall’alba dei tempi, l’arte ha preso spunto dalla matematica e molti artisti hanno sviluppato il loro linguaggio visivo esplorando le dinamiche di linee, punti e altre geometrie. Movimenti come Arte Astratta, Cubismo e Suprematismo hanno rivoluzionato i codici dell’arte introducendo forme rigorose e composizioni lineari e mettendo in discussione la tradizionale percezione delle opere d'arte.

L’arte cinetica ha operato con lo stesso spirito, basandosi esclusivamente sull'uso di forme geometriche e colori per creare effetti ottici diversi a seconda del punto di osservazione.

Ma basta parlare di teoria: diamo un'occhiata ai capolavori che saranno presentati all'asta di Dorotheum. Sarà l'arte moderna ad aprire le danze: il 15 maggio verranno messi all’incanto 139 lotti, tra cui opere di Chagall, Picasso, Delaunay e Oppenheimer.

"Colored Rhythm" di Sonia Delaunay è una tempera del 1959 che presenta blocchi di colore geometrici e crea una composizione che si estende oltre i confini della tela. Appassionata del mondo del tessile, Delaunay esplora il colore puro e gioca con le forme geometriche sotto l'influenza delle arti decorative, che considera più libere della pittura.

Piero Dorazio ha firmato questo olio su tela del 1952 dal titolo "Elemento Chiuso - Elemento Aperto”. Delle linee rosse si propagano sulla superficie della tela dando vita a due figure: una è composta da caselle rigorosamente chiuse, mentre l’altra ha una struttura aperta.

All’asta anche una composizione di Giacomo Balla ,realizzata nel 1916 e intitolata “motivo con la parola FAZZOLETTI”. Durante la prima guerra mondiale, Balla ha sperimentato la tecnica del collage e le diverse composizioni che questa permette di creare. Ciò lo ha spinto a produrre immagini astratte dalle forme piatte introducendo, come in questo caso, anche la carta colorata.

Clicca qui per avere maggiori informazioni sull'asta di arte moderna.

Il 16 maggio sarà la volta dell'arte contemporanea, che andrà sotto i riflettori in due sessioni anch’esse colme di geometrie. Momenti salienti della vendita saranno questi due "Concetto Spaziale (ATTESA)" di Lucio Fontana, dove una linea netta taglia la tela e trasforma in spazio la superficie bidimensionale.

L'opera rosa è datata 1964-65, quella verde 1968: gli anni in cui Fontana stava sperimentando l'uso di colori saturi, tubi fluorescenti e luci al neon.

Questo straordinario lavoro di Getulio Alviani, eseguito intorno al 1965, gioca con la percezione dell'osservatore. L'immagine è in realtà una superficie piatta, ma grazie alle tecniche dell’arte cinetica dà l'impressione di essere tridimensionale.

Questo superbo Marcello Morandini del 1971 è allo stesso tempo bi e tridimensionale. Un pannello quadrato ospita elementi in smalto e acciaio verniciato che escono dalla superficie, cambiando completamente l'aspetto del lavoro a seconda del punto dal quale lo si osserva. Camminando intorno all’opera, la complessa struttura bicolore forma davanti ai nostri occhi infinite geometrie.

Concludiamo con “Spherical mirror object” di Adolf Luther, un lavoro di due metri per due eseguito nel 1990 - l’ultimo anno di vita dell’artista. Sfruttando specchi concavi e convessi, Adolf Luther utilizza lo spazio e la luce, che cambia in base ai movimenti circostanti.

Qui trovi maggiori informazioni sull’asta di arte contemporanea.

Dorotheum riserva altre sorprese, come le eccezionali aste di gioielli e orologi d'eccezione che si svolgeranno il 17 e 18 maggio.

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