L’arte antica è in grande crescita negli ultimi anni: Giuseppe Bertolami, forte dei risultati positivi della casa d'aste (che nel 2017 ha incrementato il fatturato del 25%), ha affermato che il rinnovato interesse nei confronti di questo settore è legato ad una condizione essenziale per gli art buyers: l’alta qualità della proposta.

Ed è su questa base che poggia la selezione dell’asta di maggio di Bertolami Fine Arts dedicata a dipinti, disegni e sculture che coprono un lasso di tempo che va dal ‘300 sino al ‘700. Percorriamo insieme gli highlight del catalogo, attraversando cinque secoli emblematici per la storia dell’arte occidentale.

Il Trecento

"San Lorenzo", attribuito a Niccolò di Ser Sozzo (Siena, notizie dal 1336 – 15 giugno 1363). Tempera su tavola, 56,5 x 33,5 cm"San Lorenzo", attribuito a Niccolò di Ser Sozzo. Tempera su tavola, 56,5 x 33,5 cm.

Le notizie di Niccolò di Ser Sozzo giunte sino a noi non sono molte: quel che è certo è che era un eccelso miniatore e pittore italiano che operò in Toscana e che morì a Siena nel 1363. È attribuita alla sua maestria l’opera “San Lorenzo”, una rara tavola centinata su fondo oro stimata tra i 30 e i 40.000 euro.

La tempera su tavola raffigura il protomartire Lorenzo a mezza figura, avvolto da una dalmatica estremamente dettagliata. La tavola combina una monumentalità quasi giottesca ai delicati colori della pittura senese e vi è in essa, come in tutte le opere di Niccolò di Ser Sozzo, l’eco di Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Lippo Memmi.

Il Quattrocento

"Cristo crocifisso fra la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Gerolamo e San Francesco", attribuito a Maestro di San Miniato (attivo in Toscana nella seconda metà del XV secolo). Tempera su tavola, 49 x 36 cm."Cristo crocifisso fra la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Gerolamo e San Francesco", attribuito a un anonimo Maestro di San Miniato. Tempera su tavola, 49 x 36 cm. La stima è di 20-30.000 euro.

Un anonimo Maestro di San Miniato operava invece nel Quattrocento alla costante ricerca di un equilibrio tra la pittura gotica della tradizione e l’avvento della prospettiva. Di lui si hanno ancor meno notizie: Bernard Berenson lo delineò come un artista toscano che creava sia fini dipinti destinati alla devozione privata che superbe pale d’altare.

La rievocazione del Gotico e la sperimentazione delle nuove tendenze che avrebbero stravolto la rappresentazione dello spazio e della profondità sono ben evidenti in questo dipinto di piccole dimensioni. L'opera rappresenta il Cristo crocifisso fra la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Gerolamo e San Francesco. Le figure spiccano in un paesaggio in prospettiva, senza che l'attenzione ai canoni gotici che dettavano l’immaginario visivo del tempo venga esclusa.

Il Cinquecento

Santi Gregorio Magno e Stefano protomartire, attribuito a Pietro Grammorseo (1490 ca. - Casale Monferrato, ante 1531). Tempera grassa su tavola e aureole in lamina d'oro, 126 x 52 cm"Santi Gregorio Magno e Stefano protomartire", attribuito a Pietro Grammorseo. Tempera grassa su tavola e aureole in lamina d'oro, 126 x 52 cm.

Sono più uniche che rare le opere di Pietro Grammorseo, artista operante nel ‘500 e trasferitosi dalle Fiandre all’Italia, dove lavorò in Piemonte e nel Veneto. Ancor più rare quelle che vanno all’asta, poiché la maggior parte dei lavori a lui attribuiti fa parte di importanti collezioni museali.

Una straordinaria tavola dei primi decenni del ‘500 raffigurante i Santi Gregorio Magno e Stefano a lui attribuita con largo margine sarà, con una stima tra i 70 e i 90.000 euro, uno dei top lot della sezione di Bertolami Fine Arts dedicata a questo secolo. Nell'opera, le maniere rinascimentali di Dürer si mescolano alle reminiscenze dello stile leonardesco e ai modi di Gaudenzio Ferrari.

Questa tavola è uno degli sportelli laterali di un polittico disgregato e purtroppo parzialmente andato disperso. Insieme all’altro sportello, che fa parte nella collezione del Musée des Beaux-Arts di Besançon, apporta un grande contributo alla difficile ricostruzione del percorso artistico di Grammorseo, in quanto rappresenta l’opera più antica ad oggi attribuitagli.

Il Seicento

Sono invece dovute alla maestria di Luca Giordano - anche noto come “Luca Fapresto” per aver dipinto, secondo la leggenda, le tele della crociera della chiesa di Santa Maria del Pianto a Napoli in soli due giorni - i quadri di ispirazione ovidiana “Andromeda da Perseo” e “Apollo nella fucina di Vulcano”.

I due dipinti costituiscono una sorta di dittico: hanno le stesse dimensioni (125 x 60 cm), lo stesso tema (amore, tra fedeltà e tradimento) e la stessa origine, ovvero il quarto libro delle Metamorfosi di Ovidio. Nel primo olio su tela Perseo, in groppa a Pegaso, libera Andromada, Nereide prigioniera di un mostro marino. Nel secondo, Apollo comunica a Vulcano che la moglie Venere lo ha tradito con Marte, il dio della guerra. Il parallelismo delle opere è evidenziato dalla contrapposizione degli elementi naturali presenti in entrambe: Terra e Fuoco per Apollo e Vulcano, Aria e Acqua nel caso di Perseo e Poseidone. La stima per la coppia di quadri è tra i 40 e i 60.000 euro.

Il Settecento

Domenico Corvi, pittore di Viterbo il cui ruolo fu centrale nel periodo di transizione dal Barocco al Neoclassico,  ebbe importanti committenti durante la sua carriera artistica. Tra questi vi fu il conte Leonardo Antonelli, direttamente coinvolto nella storia di questa pala.

Il futuro Cardinal Antonelli, infatti, ricevette in dono da Papa Benedetto XIV le spoglie della martire Timotea. Una volta trasportate nella cappella di famiglia a Brugnetto di Trecastelli, commissionò a Corvi questa superba pala d’altare che raffigura la martire tra i santi Francesco d'Assisi, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Elemento molto interessante e raro è il fatto che qui il Cristo venga sorretto dal padre e non dalla madre, come voleva la tradizione.

Bonifacio de’ Pitati, Leandro Bassano, Pompeo Batoni e Battistello Caracciolo sono solo alcuni degli altri artisti che hanno firmato le opere che andranno all’incanto il 16 maggio alle ore 17:00 presso il Palazzo Caetani Lovatelli a Roma.

I lotti saranno in esposizione dall'11 al 15 maggio (dalle 10.00 alle 19.00), sempre presso la sede romana di Bertolami Fine Arts.

Clicca qui per ulteriori informazioni sull’asta.

Qui, invece, scopri tutti i lotti di Bertolami all'asta.

Commento