Allievo di Pontormo

Nato nel 1503 a Firenze, Bronzino attirò presto l'attenzione per il suo grande talento pittorico. All'età di 14 anni entrò nello studio di Jacopo da Pontormo, il più grande artista fiorentino dell'epoca, e i due iniziarono a collaborare a numerosi progetti.

Deposizione di Cristo, 1540-1545 circa. Immagine via Pinterest. Deposizione di Cristo, 1540-1545 circa. Immagine via Pinterest.

Alla mano del Bronzino viene spesso attribuita la decorazione della Cappella Capponi (Santa Felicita, Firenze). Ma poiché il suo stile era molto vicino a quello di Pontormo, è difficile fare attribuzioni definitive. Infatti, entrambi gli artisti erano eminenti rappresentanti del Manierismo, uno stile molto in voga nell’Italia dell'epoca e adottato anche da Giorgio Vasari, Parmigianino e Rosso Fiorentino.

Quel che questi pittori avevano in comune era il loro massimo riferimento: Michelangelo. Tutti infatti ritenevano che la “terribilità” della Cappella Sistina fosse il manifesto della pittura moderna, e presto la applicarono all’ambiente di corte.

Il pittore ufficiale dei Medici

Per il Bronzino la svolta arrivò nel 1540, quando i suoi servigi furono richiesti da Cosimo I de' Medici, Duca di Firenze dal 1537. Il primo progetto che venne affidato all'artista fu la decorazione della cappella di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I (Palazzo Vecchio). Su una delle pareti si trova la Deposizione di Cristo, ispirata all'opera di Pontormo a Santa Felicita. Gli affreschi tutt'intorno ripercorrono la storia di Mosè - e qui, l'influenza di Michelangelo balza agli occhi.

Particolare della cappella di Eleonora di Toledo, immagine via Wikimedia Commons. Particolare della cappella di Eleonora di Toledo, immagine via Wikimedia Commons.

Nel complesso, la decorazione della cappella celebra l'imposizione del potere dei Medici a Firenze, la dinastia tornata al potere dopo un periodo tormentato. La serie di arazzi che rappresentano La storia di Giuseppe (1550 circa) segue le stesse linee di quella che può essere vista come un'allegoria sul "buon governo". In effetti, la manifattura di arazzi di Firenze, fondata proprio da Cosimo I nel 1543, era uno strumento ideale per la propaganda.

Ritratti mortali

Ma l'area in cui il talento di Bronzino brilla di più è la ritrattistica. Le molte effigi che creò per rappresentare i membri della famiglia dei Medici sono gemme assolute del genere. Uno dopo l'altro, il Bronzino dipinse Cosimo I, sua moglie e sua figlia con inaudita ingegnosità.

Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni, 1545 circa, immagine via Wikipedia. Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni, 1545 circa, immagine via Wikipedia.

L'eccezionale Ritratto di Eleonora di Toledo (1545, esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze) esemplifica lo stile che portò le sue opere alla notorietà: un tono gelido creato dal contrasto tra i colori vivaci e l’aspetto cadaverico delle modelle. La rigidità dei corpi e dei volti, dipinti come maschere mortuarie, immerge i quadri in un silenzio pesante e stimola la meditazione. L'effetto complessivo è potente e magnetico.

Lo stile unico delle opere del Bronzino rivela il suo meticoloso studio dei corpi - si dice che partecipasse a delle sessioni di autopsia - ma rivela anche un grande interesse per la psicologia dei suoi modelli. Grazie a questa stretta unione tra anima e corpo, le sue opere diventano un memento mori che stimola la riflessione sulla mortalità.

Un gentiluomo cortese

L'Allegoria dell'Amore e del Tempo, 1546 circa. L'Allegoria dell'Amore e del Tempo, 1546 circa.

I ritratti del Bronzino celebravano anche il prestigio dell'etichetta cortese fiorentina. Secondo il libro di Baldassar Castiglione del 1528, il cortigiano ideale doveva mostrare virtù ed erudizione e il Bronzino non fece eccezione alla regola, scrivendo poesie e partecipando attivamente alla vita di corte. Nel 1563, inoltre, contribuì a fondare l'Accademia delle Arti del Disegno fortemente voluta da Cosimo I. I suoi numerosi ritratti furono copiati su richiesta del principe, per essere usati come doni diplomatici.

A Bronzino vennero anche commissionate alcune allegorie come "L'Allegoria dell'amore e del tempo" (1546 circa, esposti alla National Gallery di Londra), un dono per François I. In linea con la moda dell'erudizione dell'epoca, l'opera rivelò ancora una volta l'inclinazione di Bronzino per i modelli cadaverici. Al centro della tela, Venere è una figura serpentinata che ricorda le contorsioni degli affreschi di Michelangelo.

Ritratto di Ugolino Martelli, 1535, immagine via Wikipedia. Ritratto di Ugolino Martelli, 1535, immagine via Wikipedia.

Allo stesso tempo, il Bronzino dipinse i ritratti di molte figure di corte come Ugolino Martelli, Laura Battiferri e la coppia Panciatichi. In queste opere si distingue chiaramente l'influenza di Bellini.

Una recente riscoperta

Trascurato nell'Ottocento, il Bronzino è tornato nelle grazie del pubblico solo di recente. La riscoperta nel 2010 di una sua Crocifissione (1545 circa, esposta al Musée des Beaux-arts de Nice) dimostra che l'artista era anche un pittore religioso - come attesta anche la Deposizione esposta al Musée de Besançon.

Crocifissione, 1545 circa, immagine via Wikipedia. Crocifissione, 1545 circa, immagine via Wikipedia.

Tra erotismo e fede, è davvero necessario cercare di identificare il "vero Bronzino"? Perché non vedere le sue tele semplicemente come lo specchio di un'epoca fatta di artifici e paradossi? Il Bronzino morì a Firenze nel 1572, all'età di 69 anni. Ma la sua arte è sopravvissuta ai secoli ed è più che mai attuale. Le sue opere sono spesso al centro di importanti mostre, come nel caso del 2010 nella sua città natale, Firenze.

Commento