Il manifesto

L’8 novembre del 1948, un gruppo di artisti si incontrava al Café de l'Hotel Notre Dame di Parigi e firmava il manifesto “La Cause était entendue” (il caso è risolto), dando così i natali al primo movimento di avanguardia europea del secondo dopoguerra: si trattava di Christian Dotremont, Karel Appel, Constant, Corneille, Asger Jorn e Joseph Noiret.

Asger Jorn, Il Balletto Verde, Asger Jorn, Il Balletto verde, Immagine via: Guggenheim.org

Il gruppo era basato in Olanda, ma i suoi membri provenivano da diverse città europee: Copenhagen, Bruxelles ed Amsterdam. Queste iniziali, combinate, diedero il nome al movimento.

Guidato da Christian Dotremont, che ne stilò il manifesto, CoBrA nacque dalla convergenza di diverse esperienze artistiche: il gruppo olandese Reflex, quello danese Høst e il Gruppo di Surrealismo rivoluzionario belga. Durante i quattro anni di attività, CoBrA ebbe anche un importante dialogo con il gruppo italiano di Arte Nucleare di Enrico Baj e Sergio Dangelo.

Karel Appel, Animale nr. 14, 1951. Foto: Tom Haartsen via Slash Paris Karel Appel, Animale nr. 14, 1951. Foto: Tom Haartsen via Slash Paris

Il manifesto del gruppo prendeva spunto dall’esperienza negativa dei fondatori al Centre International de Documentation sur l’Art d’Avant-garde, in cui, a loro parere, si respirava un’atmosfera “sterile” e “autoritaria”. Da qui la necessità di una forte rottura sia con la tradizione classica che con le avanguardie nate prima della guerra in favore di un’arte libera, genuina, spontanea.

Il ritorno alla spontaneità dei bambini

L’immaginario di riferimento dei CoBrA prendeva le distanze dal Surrealismo, dal Dadaismo e dall’Arte Astratta, e in generale da ogni corrente che consideravano troppo teorica e cerebrale, per ripartire dall’elemento zero dell’arte: l’atto creativo.

Ispirandosi a Paul Klee e Joan Mirò, i loro lavori nascevano da un input naive e sperimentale che deve moltissimo all’arte primitiva e infantile. Il valore puro del momento creativo in se stesso veniva finalmente rimesso al centro, senza che fosse contaminato da alcuna elucubrazione sul risultato.

Ager Jorn, Sagome di due uccelli. Immagine via cobraartcollection.com Asger Jorn, Sagome di due uccelli. Immagine via cobraartcollection.com

Il manifesto recita: “Un’immagine dovrebbe comparire sulla tela con la stessa naturalezza - e con la stessa velocità - di un improvviso cambiamento di tempo (...). E dovrebbe essere tanto impersonale quanto un temporale”. Legati alle idee marxiste, i CoBrA rifiutavano anche l’idea del singolo genio artistico e riflettevano la concezione di una creatività anti-individualistica creando opere a più mani (murales, litografie, pubblicazioni).

dddd Christian Dutremont, Inchiostro su tela, Immagine: Kunsten.dk

Colori brillanti, pennellate decise e segni impulsivi, forme geometriche semplici con continui rimandi all’arte tribale e infantile sono gli elementi formali che caratterizzano i dipinti e le sculture che i CoBrA produssero nei pochi anni di vita del movimento.

Molti dei loro quadri traevano ispirazione dai tragici eventi storici che avevano segnato l’Europa durante la Seconda guerra mondiale - caratteristica che li avvicinava al Movimento Nucleare italiano e alle altre avanguardie che fiorirono nel dopoguerra.

Le mostre del gruppo e il suo dissolvimento

Il gruppo, nel corso della sua esistenza, organizzò due importanti mostre: la prima presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam, nel novembre del 1949. L’esposizione, avvallata dall’allora direttore Willem Sandberg, aveva il titolo di “Arte Sperimentale Internazionale” e venne duramente criticata dalla stampa del tempo per l’ingenuità e semplicità delle opere esposte. Una seconda mostra si tenne al Museo di Belle Arti di Liège, in Belgio, nel 1951.

Jacques Doucet, Terre de Mer. Immagine via cobraartcollection.com. Jacques Doucet, Terre de Mer. Immagine via cobraartcollection.com.

Poco dopo, anche a causa di alcuni dissapori tra i membri, il gruppo, così velocemente come venne creato, si dissolse. O, con le parole che Pierre Alechinsky scrisse nella quarta di copertina del catalogo della loro ultima mostra, “Morì in bellezza”.

Spesso valutato come eccessivamente semplicistico, il movimento CoBrA è stato col tempo rivalutato per l'apporto viscerale e giocoso che diede all'Espressionismo Astratto.

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