Lo scorso anno Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, è passata ad Art Basel dopo avere redatto il report di TEFAF per otto anni, dal 2008 al 2015. Il documento, da poco pubblicato in collaborazione con la banca svizzera UBS, da anni è partner della fiera, ci guida attraverso la complessità delle cifre finanziarie, dando il polso della situazione del mercato.

Art Market 2018 Art Market 2018. Per gentile concessione di Art Basel Art Market 2018 Art Market 2018. Per gentile concessione di Art Basel

Ma facciamo un passo indietro. Lo scorso anno, TEFAF ha annunciato che non avrebbe più pubblicato report sullo stato del mercato dell’arte. Clare McAndrew è quindi diventata consulente di Art Basel ed UBS, il cui report macroeconomico è appena stato pubblicato online. In oltre 348 pagine, l'economista culturale profila il resoconto delle vendite nel corso del 2017.

Art Market 2018 Art Market 2018. Per gentile concessione di Art Basel. Art Market 2018 Art Market 2018. Per gentile concessione di Art Basel.

Dopo anni di decrescita, il 2017 si è dimostrato positivo con un fatturato in crescita del 12% raggiungendo una cifra di quasi 64 miliardi di dollari. Anche il volume delle transazioni è aumentato, seppur solo dell'8%, rivelando un leggero incremento dei prezzi di vendita. Tutti gli indicatori sono in positivo, sia per le aste che per le gallerie, soprattutto quando si tratta delle fasce più alte.

La fiducia ha quindi fatto ritorno dopo le incertezze del 2015 e del 2016. I paesi che assumono le posizioni di leader sono i soliti noti: Stati Uniti (42%), Cina (21%), Gran Bretagna (20%) e Francia (7%). Ogni categoria sta traendo benefici da questo cambio di rotta, sia che si parli di oggetti da collezione che di arte moderna o contemporanea.

Here and Now (2016), Luo Mingjun. Per gentile concessione di Luo Mingjun e Aye Gallery. Here and Now (2016), Luo Mingjun. Per gentile concessione di Luo Mingjun e Aye Gallery.

Il report rivela che sono circa 295.000 gli intermediari operativi e che - ovviamente - sono le gallerie che generano fatturati sopra i 500.000 dollari ad andando meglio di ogni altro. Il mercato è sempre più sostenuto da questi intermediari, che ora rappresentano quasi il 53% del fatturato globale (33,7 miliardi di dollari).

Serie Relief B (1967-2017), Charlotte Posenenske. Per gentile concessione di Charlotte Posenenske e Take Ninagawa. Serie Relief B (1967-2017), Charlotte Posenenske. Per gentile concessione di Charlotte Posenenske e Take Ninagawa.

Non sarà una sorpresa per gli utenti abituali di Barnebys sapere che anche le vendite online sono in crescita. Queste rappresentano infatti l’8% delle vendite totali d'arte (5,4 miliardi di dollari) - un aumento vertiginoso (+ 72%) in soli cinque anni. Ancor più rilevante sapere che quello online è il canale attraverso il quale i nuovi collezionisti acquistano i loro primi lavori e vengono introdotti sul mercato: nel 2017 i nuovi acquirenti delle case d'asta di medie o grandi dimensioni hanno rappresentato il 40% dei clienti totali.

1997 Shinjuku # 1 (1997), Noguchi Rika. Per gentile concessione di Noguchi Rika e Taka Ishii Gallery. 1997 Shinjuku # 1 (1997), Noguchi Rika. Per gentile concessione di Noguchi Rika e Taka Ishii Gallery.

Anche per le gallerie, quello online sta diventando un serio canale di vendita. Il 6% del loro commercio ora passa attraverso il proprio sito web (4%) o piattaforme di terze parti (2%). Anche in questo caso, quasi la metà (45%) dei loro acquirenti online è costituita da nuovi clienti: Clare McAndrew ha affermato che “una grossa fetta di nuovi acquirenti fa acquisti online, ed è da qui che a mio parere proviene l’ottimismo del mercato”. Una grande notizia che dovrebbe incoraggiare le gallerie ad investire nella loro presenza online.

Art Basel Hong Kong 2017. © Art Basel Art Basel Hong Kong 2017. © Art Basel

Per saperne di più, clicca qui per scaricare il documento completo sul sito web di Art Basel.

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