A 63 anni appena compiuti, Jeff Koons vanta una lunga serie di record e curiosità: il suo profilo Instagram ha 297 milioni di follower, è stato brevemente sposato con Cicciolina e ha battuto praticamente ogni record d’asta per un artista vivente.

Jeff Koons. Jeff Koons.

L’inizio della carriera

Jeff Koons è nato nel 1955 a York, negli Stati Uniti. Dopo aver frequentato il Maryland Institute College of Art e l’Art Institute di Chicago, ha iniziato a lavorare a Wall Street e presso il MoMa di New York. Le sue prime opere risalgono agli anni '70 e includono già quelli che sarebbero stati i suoi marchi di fabbrica: il ready made e i giocattoli gonfiabili.

New Hoover Convertibles, Green, Red, Brown, New Shelton Wet/Dry 10 Gallon Displaced Doubledecker 1981-7 Jeff Koons born 1955 ARTIST ROOMS Acquired jointly with the National Galleries of Scotland through The d'Offay Donation with assistance from the National Heritage Memorial Fund and the Art Fund 2008 http://www.tate.org.uk/art/work/AR00077

La carriera di Koons ha un’immediata ascesa già nel primo decennio: è del 1980 la mostra presso il New Museum of Contemporary Art di New York, in cui viene esposta la serie “The New”, composta da una serie di aspirapolvere estrapolati dal loro contesto abituale ed esposti in teche in vetro illuminate da luci al neon.

Tra Andy Warhol e Duchamp

Il suo lavoro viene spesso paragonato a quello di Andy Warhol e Marcel Duchamp. Del primo ha enfatizzato e attualizzato il concetto di Pop Art, arrivando nel 2013 a collaborare con Google alla creazione di 33 scene coreografiche per un'edizione limitata di cover.

Koons X Google LiveCase Koons X Google LiveCase. Immagine: Jeffkoons.com

Da Duchamp, invece, ha assimilato il ready-made. Le sue opere estremizzano questo concetto, che consiste nel decontestualizzare degli oggetti dalla loro funzione primaria e riproporli come opere d’arte. Un esempio è proprio la prima mostra del 1980: in quell’occasione l’artista aveva affermato che, se gli aspirapolvere fossero stati azionati, l’opera avrebbe perso il suo valore artistico e sarebbe andata distrutta.

La relazione con Cicciolina e "Made in Heaven"

Jeff Koons, Michael Jackson and Bubbles, 1988. Immagine: Jeffkoons.com Jeff Koons, Michael Jackson and Bubbles, 1988. Immagine: Jeffkoons.com

Nel 1988, Koons continua la sua ricerca visiva con la serie “Banality”, di cui fa parte la famosa scultura che ritrae Michael Jackson ritratto insieme alla sua scimmia domestica, Bubbles. In una sorta di rielaborazione dei 15 minuti di fama di Andy Warhol, Koons ha giocato e continua a giocare con l'idea di celebrità e con il suo ruolo di artistar, primato che da sempre si contende con Damien Hirst.

Jeff Koons, "Made in Heaven", 1989. Immagine: Tate Jeff Koons, "Made in Heaven", 1989. Immagine: Tate

In Italia, Koons è entrato nell’immaginario del grande pubblico per la sua relazione con Cicciolina, nome d’arte della pornostar Ilona Staller, che sposò nel 1991 e dalla quale divorzio l’anno successivo, dopo la nascita del figlio. Da questa relazione nacque una serie di opere, principalmente delle sculture che raffiguravano la donna in pose erotiche. La serie, intitolata “Made in Heaven”, prese parte alla Biennale di Venezia del 1990.

I record e gli eccessi

L'ambivalenza è sempre stata parte del suo personaggio, ma non ha mai scalfito l’interesse nei confronti delle sue opere. Basti pensare che, nel 2013, “Baloon Dog (Orange)" ha superato il record d'asta per l’opera di un artista vivente: Christie’s l’ha infatti battuta alla cifra di 58,4 milioni di dollari.

Jeff Koons, Balloon Dog (Orange). Jeff Koons, Balloon Dog (Orange). Immagine: CNN

La provocazione, il ready-made, la cultura pop, il kitsch e l’esasperazione del banale sono temi da sempre cari a Koons e lo hanno reso il secondo artista vivente più quotato al mondo dopo Gerhard Richter (fonte: Artnet). In un’intervista al Guardian del 2015, Koons aveva parlato dell’esagerazione visiva delle sue opere: “Si tratta di educare le persone, e un modo possibile di farlo è attraverso l’arte. Io provo ad educarle, con il mio lavoro, sul materialismo. Cerco di mostrare loro la vera lussuria visiva.”

Se il suo lavoro è da un lato adulato da pubblico e collezionisti, dall'altro gli ha attratto feroci critiche in più di un'occasione. Contro di lui si sono scagliati giornali, opinione pubblica e critici d'arte, che lo hanno spesso definito un uomo cinico ed approfittatore.

Un render della statua "Bouquet of Tulips", regalata alla città di Parigi. Un render della statua "Bouquet of Tulips", regalata da Koons alla città di Parigi.

La polemica non si è placata negli ultimi anni. Di recente, l’artista ha offerto in regalo alla città di Parigi l’opera “Bouquet of Tulips” in ricordo agli attacchi terroristici del 2015, con l’idea di installarla tra il Musée d’art moderne de la ville de Paris e il Palais de Tokyo.

Quest’ultimo ha da poco rifiutato la collocazione della statua davanti alla sua struttura per problemi tecnici, mentre in una lettera aperta del gennaio 2018 pubblicata su Libération alcuni intellettuali francesi, dalla politica al cinema, lo hanno definito un artista “cinico e speculatore”.

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