La location dell’evento è tutto fuorché casuale ed ha una grande valenza simbolica. Il focus dell’asta, infatti, sarà sui modelli prodotti da un noto marchio italiano con sede a Bergamo: la Rumi. Sandro Binelli, Capo Dipartimento di Automotive a Finarte, afferma: “Sono molto felice che quest’asta di motociclette si tenga a Bergamo e che la Collezione Migliazzi, dedicata soprattutto alle Rumi, frutto del duro lavoro di chi l’ha raccolta e amata, venga esposta nella sua terra natia”.

La maggioranza delle Rumi che verranno messe all’incanto da Finarte provengono proprio dalla Collezione Migliazzi: composta da 42 modelli risalenti agli anni ‘40, ‘50 e ‘60, la collezione nasce della passione dei fratelli Gianni e Sergio Migliazzi ed è stata per anni in esposizione a Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma.

Il logo della Rumi, storica azienda bergamasca nota per le sue "moto d'artista". Il logo della Rumi, storica azienda bergamasca nota per le sue "moto d'artista".

La Rumi, attiva sin dagli anni ‘20, era inizialmente una fonderia specializzata nella produzione di eliche e periscopi. Negli anni '40, l’aumento della richiesta di questi beni fu un grande propulsore nello sviluppo dell'azienda. Con il dopoguerra, però, la domanda iniziò a scemare, nonostante il fondatore l’avesse rilanciata nella produzione di macchinari per l’industria alimentare e per quella cinematografica.

Una Rumi 125 Turismo del 1950 in asta il 25 marzo. La Turismo fu la prima ad uscire dalla catena di montaggio Rumi e fu presentata nell'aprile 1950. Una Rumi 125 Turismo del 1950 in asta il 25 marzo. La Turismo fu la prima ad uscire dalla catena di montaggio Rumi e fu presentata nell'aprile 1950.

La crisi non paralizzò il desiderio di cambiamento e di innovazione della famiglia di imprenditori: Donnino Rumi, figlio del fondatore, riuscì a rilanciare nuovamente l’azienda di famiglia captando un settore in grande ascesa, ovvero quello delle due ruote. Fu grazie a questa intuizione che la Rumi, nel 1949, iniziò in collaborazione con Pietro Vassena la produzione di motociclette che sarebbero entrate nella storia del settore e che hanno ancora un grande seguito tra gli appassionati delle moto d'epoca.

Il lotto 74 è una Rumi Junior Earles da corsa. Peesentata nel 1955, ne sono stati prodotti solo 300 esemplari. Questo modello ha partecipato alla rievocazione della Milano-Taranto. Il lotto 74 è una Rumi Junior Earles da corsa. Presentata nel 1955, ne sono stati prodotti solo 300 esemplari. Questo modello ha partecipato alla rievocazione della Milano-Taranto.

Ma Rumi non fu solo un grande imprenditore che seppe captare la domanda del tempo ed adattare la sua azienda: coniungava infatti la sua attività commerciale con la passione per l’arte. Donnino, ricordato come un uomo schivo e irrequieto, amava creare nel suo tempo libero sculture e dipinti, un estro che ha influenzato anche la progettazione delle iconiche motociclette dell'azienda. Ed è per questo che le Rumi vengono spesso definite “motociclette d’artista”: nonostante la grande competizione con modelli popolarissimi come Vespa e Lambretta, riuscirono ad imporsi sul mercato grazie all’originalità del design che le rendevano uniche e riconoscibili.

Una Piaggio Vespa 90 ss del 1970. La Vespa 90 SS - Super Sprint - venne presentata nel 1965, a due anni di distanza dalla Vespa 50 dalla quale derivava, diventando subito il sogno di molti ragazzi. Rimase in produzione sino al 1971 e realizzati in soli 5309 esemplari. Una Piaggio Vespa 90 ss del 1970. La Vespa 90 SS - Super Sprint - venne presentata nel 1965, a due anni di distanza dalla Vespa 50 dalla quale derivava, diventando subito il sogno di molti ragazzi.

L’azienda, dopo un decennio di successi, fu costretta a chiudere nel 1960 a causa di alcuni problemi finanziari. Le motociclette Rumi sono tuttavia entrate nell’immaginario italiano e sono ancora oggi tra le più amate dai collezionisti delle due ruote.

Una Rumi 125 Sport Bicarcuratore del 1955-56. Fu omologata dalla Commissione Sportiva Nazionale della Federazione Motociclistica Italiana per le gare di velocità della III categoria, le gare più impegnative del tempo come la Milano - Taranto e il Motogiro d'Italia che videro le Bicarburatore sul gradino più alto del podio numerose volte. Una Rumi 125 Sport Bicarcuratore del 1955-56. Fu omologata dalla Commissione Sportiva Nazionale della Federazione Motociclistica Italiana per le gare di velocità della III categoria, le gare più impegnative del tempo.

L’asta del 25 marzo non si ferma qui ed include lotti rari di altre storiche case italiane con modelli che arrivano fino agli anni ‘90.  Forse pochi sanno che la Maserati ha prodotto per un brevissimo periodo (dal 1953 al 1960) anche due ruote, dopo avere acquisito la Italmoto di Bologna. Parte di questa produzione è la Maserati 160/T4: progettato partendo da un modello di Italmoto e e con un motore da 158 cc, questo lotto ha una stima di 5000-6.000 euro.

Una Maserati 160/T4 del 1956. L'eredità della Maserati fu divisa tra i figli della famiglia Orsi e la Fabbrica Candele Accumulatori. La Maserati acquistò la Italmoto e si cimentò nella produzione di moto fino al 1960 con un discreto successo. Una Maserati 160/T4 del 1956. L'eredità della Maserati fu divisa tra i figli della famiglia Orsi e la Fabbrica Candele Accumulatori. La Maserati acquistò la Italmoto e si cimentò nella produzione di moto con un discreto successo.

Oltre alla Maserati, tra gli altri brand presenti segnaliamo la Mondial 175/200 cc Special, preparata dal tecnico Nerio Biavati, le milanesi Moto Vaga e Parilla e la torinese Itom. Vastissima anche la selezione di scooter degli anni ‘50 e ‘60 con modelli come Scoiattolo, Lambretta, Formichino, Vespa e Isoscooter.

La Mondial 175/200 CC Special ex Biavati. L'auto è un'elaborazione del famoso tecnico Nerio Biavati che modificò radicalmente la motocicletta Mondial 175 CC a livello ciclistico, motoristico ed estetico. La Mondial 175/200 CC Special ex Biavati. L'auto è un'elaborazione del famoso tecnico Nerio Biavati che modificò radicalmente la motocicletta Mondial 175 CC a livello ciclistico, motoristico ed estetico.

Uscendo dal panorama italiano, desterà molto interesse la britannica Chater-Lea Forecar 600. Prodotta dalla Chather Lea nel 1903, è un modello molto versatile e più essere utilizzato come motocicletta o triciclo, con o senza carrozzino. Omologato ed eleggibile per la London-Brighton, il lotto ha un motore monocilindrico a quattro tempi e una cilindrata di 600 cc. La stima va dai 40 ai 55.000 euro.

C’è sempre l’Inghilterra anche dietro a una Wolsit del 1914 da 600 cc. La moto è stata prodotta dall’omonima azienda che era nata dall’acquisizione della licenza per produrre autovetture e biciclette del marchio Wolseley, italianizzato dal fondatore in “Wolsit”. La Wolsit in asta ha una stima di 20-25.000 euro ed è un gioiello per qualsiasi amante delle motociclette d’epoca rare.

La Wolsit da 600 cc del 1914. L'azienda aveva sede a Legnano (MI). La Wolsit da 600 cc del 1914. L'azienda aveva sede a Legnano (MI).

L’asta di moto di Finarte si terrà Domenica 25 Marzo 2018 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo alle ore 16:00.

I 129 lotti sono in esposizione da venerdì 23 a domenica 25 marzo 2018 (venerdì e sabato: ore 10.00 - 18.00,  domenica: ore 10.00- 15.00).

Clicca qui per vedere il catalogo completo dell’Asta di Moto di Finarte!

Commento